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Battipaglia (SA). Per il gruppo “Fede e Poesia” la violenza sulle donne è una vergogna…

Battipaglia. Il gruppo “Fede e Poesia”,  ideato da Linda Stagni, Giovanna Daniele e Mario Festa, negli ultimi tempi sta dedicando molta attenzione alle problematiche legate all’Universo femminile.

Per il gruppo l’otto marzo non è la “festa della donna”,  ma occasione per riflettere sulla condizione della donna nel nostro tempo.

La violenza sulle donne è una vergogna della nostra società, che vive una profonda crisi economica e di valori.

Il poeta Mario Festa ha un’alta considerazione della donna, che esprime nella sua poesia: “Donne, fiori stupendi”.

DONNE, FIORI STUPENDI di Mario Festa


Donne, fiori stupendi,

nel giardino dell’immenso,

profumano il tempo,

scrivono meravigliose poesie

per la gioia degli occhi…

Donne, oggetto di piacere,

donne, abusate, violentate,

uccise

da uomini – bestie…

Penso a queste povere donne,

piango per queste donne,

non rispettate,

fragili, indifese,

che non osano ribellarsi,

soffrono in silenzio,

non hanno voce

per gridare la rabbia,

la disperazione.

Quando gli uomini impareranno

ad amare veramente le donne?



Con la poesia “Quando una donna”…  il poeta Mario Festa raccomanda vivamente agli uomini di rispettare la volontà e la libertà della donna.


QUANDO UNA DONNA…

di MARIO FESTA


Quando una donna dice “no”,

non offenderti.

Vuole semplicemente comunicare

una scelta di libertà.

Perfido uomo, come puoi pensare

di godere,

di provare gioia vera,

nel possedere con forza,

una donna che non ti vuole,

ti respinge, disperatamente piange…

La donna non è uno “strumento”

di divertimento,

un semplice “oggetto.”

Uomo impara a portarle rispetto,

a considerarla una “persona”,

con una sua dignità,

Con il tuo squallore

non sciupare la bellezza  di un fiore…

Uomo pensa, rifletti!

Quando una donna dice “no”…

non “rubare” il piacere,

con la violenza,

neanche le bestie lo fanno.

I LETTORI DICONO…


QUANDO UNA DONNA…


Quale piacere può essere frutto della violenza. Si, Mario, hai proprio ragione.

Il tuo grido è forte: la donna non è un oggetto sul quale sfogare la propria rabbia.

Sarebbe auspicabile far leggere la tua poesia agli uomini violenti per fermare la loro mano, armata o nuda, ma pronta a colpire. Basta violenza.

Ti saluto …

Maddalena De Fazio

“Ho letto con molta attenzione la poesia “Quando una donna…” di Mario Festa. È bella nella forma, nelle rime, in ogni parola, così come nel contenuto e nella sua missione di lanciare un messaggio molto significativo.
Essa è un’incitazione per la donna a dire “no” e a ribellarsi alla forza brutale di uomini-bestia che vogliono solamente possederla.
Ma è anche un’amara lezione per chi crede di poter ottenere qualunque cosa con la prepotenza e con la violenza.
Oggi sono tante le donne che patiscono in silenzio e altrettanti sono gli uomini che si comportano con loro come animali.
Le parole hanno speciali poteri, nella loro semplicità, possono scaldare i cuori e cambiare il mondo.
Possa questa poesia raggiungere anche il cuore più duro e più freddo e aprire gli occhi di tutti coloro che commettono violenze su fiori delicati e belli come le donne che andrebbero solo curati con amore per esaltare la loro bellezza e il loro profumo”.
Iolanda Della Monica

“Quando una donna” è una denuncia contro il potere che alcuni uomini ritengono di avere sulle donne, considerate loro proprietà; un momento di riflessione per sensibilizzare.

DONATELLA PALAZZO – Psicologa individuale, familiare e di coppia


Nella poesia del poeta Mario Festa si affronta il tema della violenza sulle donne, come antidoto dell’amore, perpetrata sul genere femminile, quindi, quale violazione dei diritti umani. La sua vena poetica è piena di una sensibilizzazione unica puntando sulla dignità della persona e mettendo in risalto il danno psicologico subito quale privazione arbitraria della libertà personale. La violenza fisica subita dalla donna è la punta dell’iceberg dell’esercizio di potere dell’uomo , è agli antipodi del lieto annuncio di Dio sull’amore umano dove la bellezza interiore femminile è capace di splendide storie ricche di umanità. La donna quale compagna dell’uomo, uscita dalla sua costola per essere amata, è fonte non di godimenti passeggeri che lasciano vuoto e frustrazione, ma pienezza d felicità. E la sua lirica “Quando una donna…” esprime lo sdegno verso il genere maschile che, per un’assurda conquista di sé e della propria sessualità, usa furore e crudeltà verso l’altro essere che nella sua fragilità offre una gioia infinita che, se accolta con amore, fa pregustare qualcosa di divino.

Vincenza Simonetti


Commento a: -“Quando una donna dice “no…” – dell’esimio Poeta Mario Festa.


Nella lirica spicca, come un faro, un imperativo categorico: -“Uomo impara a portarle rispetto”-,  la base precipua per un costruttivo rapporto tra esseri “umani” nella piena accezione del termine.  E con versi pacati e incisivi e per questo ancor più convincenti, l’Autore invita l’uomo a non seguire la brutalità dell’ istinto ma a riflettere: – ” Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”-,  asseriva già nel Trecento il Sommo Poeta. Alimentata dalla perdita degli autentici valori, da deleterie pubblicità dei mass- media, da falsi stereotipi si assiste nel terzo millennio a una recrudescenza del “ machismo”, atteggiamento di ostentata virilità che si manifesta in comportamenti altamente aggressivi, con ripercussioni a macchia d’olio nella società. Una falsa convinzione che considera la donna come preda, come oscuro oggetto del desiderio, ma…  non è: – ”uno strumento di divertimento”, “non rubare il piacere quando dice “ no”- , avverte la partecipe e commossa voce del poeta. “Considerala una persona, non sciupare la bellezza di un fiore” e la lirica con grazia alata e versi di luce ci traghetta sulle sponde dell’ “eterno femminino”, la significativa definizione dell’essere donna nel Faust. Ancora una volta, Mario Festa si rivela  un autentico paladino dell’altra metà del cielo e ispirate dallo stesso nobile sentimento, parole scritte secoli addietro: – “Per le violenze consumate su di Lei, per il suo corpo che avete sfruttato… in piedi, Signori, davanti a una Donna!  “- Un grazie spontaneo dal cuore e un sentito plauso a voi, uomini “illuminati”; se tutti così, il mondo sarebbe migliore, permeato dall’amore inteso come meraviglia d’incanto, in armonia con il battito dell’Universo e non deturpato da schegge stonate di quotidiana violenza.

Prof.ssa Carla Barlese
(Francesco Mulè)

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