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Barcellona Pozzo di Gotto. Dibattito politico sulla “questione” dell’ampliamento del cimitero

Barcellona Pozzo di Gotto. Negli ultimi giorni inaspettatamente ha ripreso vigore il dibattito politico intorno alla vicenda dell’ampliamento del cimitero.

E’ un esercizio dialettico antico – l’incarico di progettazione risale al febbraio del 1984, oltre trent’anni orsono – in cui si sono cimentate numerose Giunte e intere generazioni di politici, in qualche caso anche in una sorta di “successione dinastica”.

Il risultato a oggi è uno solo ed è davanti agli occhi di tutti: a distanza di tre decenni l’ampliamento ancora non si è fatto.

Intanto cresce la “coda” dei defunti in attesa di una sepoltura dignitosa e aumenta la giusta insofferenza delle famiglie.

Vediamo, allora, di fare il punto della situazione.

Come detto, l’incarico di progettazione venne conferito nel 1984 e per quasi due decenni l’iniziativa restò ferma, e ciò per la più semplice delle ragioni: mancavano i soldi per realizzarla.

Soltanto nei primi anni 2000 l’allora sindaco Candeloro Nania ebbe l’idea in grado di sbloccare l’impasse: pensò che se i soldi in cassa non erano sufficienti, il Comune poteva farseli anticipare da coloro i quali volevano acquistare i loculi, così da raggiungere la massa critica utile a far partire i lavori.

In soldoni, una sorta di azionariato popolare, un’iniziativa innovativa ed efficace, perché in effetti oltre due milioni di euro sono entrati – e sono – nelle casse del Comune per essere spesi per l’ampliamento del cimitero.

Chi ha anticipato i denari ha diritto, salvo conguaglio, all’assegnazione delle superfici richieste.

L’iter amministrativo per la realizzazione del progetto prendeva dunque concreto avvio e gli elaborati affrontavano il complesso iter amministrativo previsto, che si concludeva alla fine dell’ottobre 2010 quando l’Ufficio del Genio Civile di Messina li restituiva vistati ai sensi dell’art. 18 della L. n. 64/74.

Subentrava, però, un problema: le somme versate dai cittadini, pur consistenti, risultavano inferiori alle previsioni e, insieme a quelle proprie del Comune, non erano sufficienti ad assicurare l’esecuzione dei lavori.

Intanto cessava il mandato l’Amministrazione Nania e la successiva Giunta – la Giunta Collica – avviava la prima iniziativa utile a perseguire la realizzazione dell’ampliamento: chiese ai progettisti, quelli di sempre, di rielaborare il progetto secondo le possibilità delle somme a disposizione dell’Ente.

Alla richiesta avanzata dall’Amministrazione Collica i progettisti risposero, con la nota prot. n. 9049 del 17.02.2014, confermandone la fattibilità e ritenendo il ridimensionamento per nulla pregiudizievole rispetto alla funzionalità dell’intervento.

Siamo ad oggi: l’Amministrazione Materia riparte, dunque, continuando l’identico percorso già avviato dall’Amministrazione Collica.

Pertanto, con l’obiettivo di consegnare alla Città un diritto da troppo tempo negato, il 31.08.2015 venne dato incarico all’ufficio competente di richiedere ai progettisti la rielaborazione delle previsioni progettuali al fine di renderle compatibili con gli obiettivi prefissati già in precedenza.

Il progetto rimodulato, che prevede un quadro economico complessivo di € 4.071.000,00, è stato finalmente approvato con la deliberazione della Giunta Municipale n. 341 del 19.10.2016.

La determinazione dirigenziale R.G. n. 2669 del 25.10.2016 ha attivato le procedure di gara.

Oggi, dunque, siamo ad un passo dal realizzare l’ampliamento del cimitero, gli atti per la gara sono già all’attenzione dell’UREGA di Messina, eppure soltanto oggi qualcuno ha ritenuto di manifestare delle perplessità rispetto ad un progetto la cui attuazione si protrae da un trentennio e che ha ricevuto tutti i visti e tutte le autorizzazioni previste, compresi quelli degli Organi tecnici.

Perché, allora, la discussione attuale? A chi giova ciò? Quali sono i motivi che spingono le Opposizioni a dire sempre e comunque no, anche contro gli interessi della Città?

Ricordiamo ai lettori che il cimitero è stato costruito sulla collina di Sant’Anna al tempo dei governo borbonico che aveva legiferato in materia di costruzione di cimiteri, onde cessasse l’uso di seppellire i morti nelle chiese. Su questo sito d’inesprimibile fascino naturale, l’architetto Giuseppe Cavallaro ottenne di realizzare il suo progetto per la costruzione dell’estrema dimora dei barcellonesi. Il camposanto venne inaugurato il 27 luglio 1877. Se ritornasse in vita l’insigne progettista stenterebbe a riconoscere la sua « creatura ». Troverebbe intatto il suo monumento fatto innalzare dalla gratitudine dell’Amministrazione del sindaco Corrado Nicolaci e per il resto… tutto cambiato. Anche un cimitero può esprimere le mutate condizioni socio-economiche di una collettività comunale. Accanto alle cappelle gentilizìe, quelle delle nuove classi emergenti del secondo dopoguerra e tombe e monumenti di marmo hanno richiesto l’allargamento del cimitero verso Nord e verso Sud. Alla vecchia carrozza ” ‘î morti ” a due o a quattro cavalli (a secondo l’importanza sociale del morto) si sono sostituite mezzi moderni con vistose vetture di trasporto. Una sola cosa è rimasta immutata nel linguaggio e nella tradizione popolare: il motto « tutti un ghiornu nn’ am’andari unni donna Lucia » cioè a dire al Cimitero del quale custode è stata la signora Lucia, vedova Costa, che per il suo tratto gentile e accattivante – come del resto il defunto marito – ha saputo immedesimare la sua figura morale alla funzione e al luogo custodito. E’ il caso di ricordare per questa buona donna i versi famosi del Foscolo: « Sol chi non lascia eredità d’affetti – poca gioia ha dell’urna. ».

Nella foto l’ingresso principale del cimitero.
(Nino Bellinvia)

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