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Assemblea pubblica: L’Ospedale di Massafra non può e non deve rimanere chiuso

Massafra. Il piano sanitario di rientro della Regione Puglia ha portato ingiustamente alla chiusura dell’ospedale di Massafra, che era (e che speriamo torni) un importante punto di riferimento per i comuni del versante occidentale della provincia jonica. La sua chiusura è stata, ed è, una decisione contrastata da tutti i cittadini massafresi, senza alcuna distinzione di casacca politica. Tutti d’accordo, infatti, che l’Ospedale di Massafra non può, e non deve, rimanere chiuso. “Riprogrammiamo qualcosa che dobbiamo riavere. Sospenderemo le nostre proteste solo quando avremo delle risposte. Con questa quotidianità d’impegno daremo la giusta dignità alla Città, privata nei suoi diritti”. Questo il pensiero finale del cittadino-sindaco Martino Tamburrano, nella manifestazione “Riapriamo l’Ospedale di Massafra”, tenutasi ieri sera, 12 luglio, proprio davanti al chiuso “Matteo Pagliari”. Alla serata, promossa dall’Amministrazione comunale, erano state invitate a partecipare tutte le forze politiche, le associazioni e la Società Civile. Massafra ha risposto nonostante tanti in ferie e al di là dei numeri, dei colori e degli steccati. E’ stato formato anche il Comitato “Pro Ospedale”: Sindaco Martino Tamburrano, Presidente  del Consiglio comunale Giandomenico Pilolli, Comitato promotore Difesa Bene Comune “G. Toniolo”, Confindustria Sezione di Massafra, Confcommercio di Massafra, Confesercenti di Massafra, Azione Cattolica Italiana, Associazione “Orgoglio e Dignità”, Consulta delle Associazioni, Consulta della Gioventù, A.T.O. Puglia Onlus, C.I.A. Massafra, Operatori Ospedalieri.

L’apertura e la conduzione dell’incontro pubblico sono state curate, ottimamente dobbiamo dire, dal presidente del Consiglio Comunale, Giandomenico Pilolli, che ha affermato come vadano riaccese le speranze di Massafra. “Questo Ospedale (ha fra l’altro detto, e tenacemente) non può e non deve rimanere chiuso”. Il presidente della delegazione locale di Confindustria, Antonio Lenoci, dopo aver evidenziato quanto sia importante per la collettività e per il settore industriale avere una struttura sanitaria efficiente, ha invitato a portare avanti il confronto votato alla riapertura del nosocomio. Aldo Di Canio, portavoce del Comitato “G. Toniolo” ha esplicitato una proposta che, come lui stesso ha detto, “…è ponderata e necessaria anche a far comprendere alla Regione quali siano gli sprechi”. Per Di Canio la struttura di Castellaneta deve essere Presidio Principale, Massafra Ospedale di Zona e Mottola Struttura Intermedia. Emmanuele La Tanza, presidente della Consulta delle Associazioni, ha invitato la Città ad appropriarsi di questo importantissimo problema. Il presidente dell’ATO Puglia Onlus, Giovanni Santoro, ha inneggiato e invitato all’unità, elemento unico e indispensabile sulla strada che porta alla riapertura dell’Ospedale. Angelo Melone, presidente della locale Confcommercio, ha invitato a perseguire ogni strada legale, anche “alzando la voce”, per giungere alla meta della riapertura. Il dottor Michele Albanese, un ex medico ospedaliero, ha aperto uno spaccato di storia su quello che è stato il “Matteo Pagliari”. “I risparmi sono stati fatti su Massafra (ha fra l’altro affermato), ma non su Terlizzi, città del presidente Vendola”. Così ha tuonato il dottor Mimmo Convertino, dell’Associazione “Orgoglio e Dignità”, uno dei più attivi sul fronte “riapertura”. “E’ stato perpetrato (ha affermato Convertino) un omicidio. Dovrebbero vergognarsi coloro i quali hanno chiuso questa struttura che aveva una elevatissima qualità di operatori sanitari. Le colpe vengono addossate a Tremonti (ha concluso Convertino) ma non parlano dei loro sprechi nella Sanità. Dobbiamo farci sentire per riavere il maltolto. Da subito dobbiamo riattivare tutti i servizi e dopo le prossime consultazioni regionali pretenderemo la riapertura del glorioso ospedale”. Nell’assemblea pubblica è intervenuto anche il consigliere regionale Pietro Lospinuso che ha sottolineato come sia una ingiustizia gravissima considerare la zona occidentale della provincia l’ultima d’Italia per coefficiente posti letto. La chiusura della serata è stata del sindaco Martino Tamburrano. “Abbiamo messo al primo posto del nostro programma il punto inerente alla riapertura dell’Ospedale (ha esordito il sindaco). E’ un paese che è cambiato ed ha capito che bisogna essere uniti per raggiungere gli obiettivi”. Tamburrano ha reso noti i vari passaggi fatti con l’assessore regionale e con il già direttore generale dell’ASL e come intende muoversi congiuntamente al costituito comitato. “Il bene comune (ha continuato Tamburrano) ha contaminato la Città. Siamo sulla buona strada, le impressioni che captiamo sono buone e, se eviteremo strumentalizzazioni vane, la meta della riapertura è alla nostra portata”. Tanti gli applausi a sottolineare le proposte e le azioni da portare avanti. 
 (Nino Bellinvia)


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