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Assemblea pubblica a Massafra sul tema “Incenerimento Rifiuti e Tutela delle Salute”

Massafra. Il sindaco Fabrizio Quarto ha introdotto i lavori inerenti alla partecipata assemblea pubblica, ribadendo di aver chiesto al presidente della Provincia di Taranto di riconsiderare e riesaminare le autorizzazioni concesse alla società Appia Energy per la realizzazione della seconda linea di ampliamento della centrale termoelettrica sita nel territorio di Massafra, anche alla luce dell’approvazione del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale della Puglia e atti implementativi dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale “Sito d’Interesse Nazionale di Taranto”.

Inoltre il Consiglio comunale, lo scorso 22 novembre 2016, ha ribadito la contrarietà alla realizzazione di impianti nel territorio che potranno produrre emissioni insalubri. Circa l’impianto di essiccamento fanghi – ha detto Quarto – la questione per il comune di Massafra è chiara. Il nostro parere sfavorevole per una serie di ragioni, non ultimo quello che sancisce alcuni impedimenti invocando il principio di “precauzione”. A questa prudenza si ispirerà questa amministrazione.

Al presidente del Consiglio Comunale, Maurizio Baccaro, è stato affidato il difficile ruolo del moderatore, legando interventi e repliche. L’ing. Pedrazzi, vicedirettore tecnico della SUEZ per la STF, società che intende realizzare l’impianto di trattamento fanghi, ha illustrato il processo di lavoro, soffermandosi sui vari passaggi ed in particolare sugli analizzatori del camino e sul monitoraggio costante e sottolineando al contempo come il “fango urbano” abbia emissioni estremamente basse. Il consigliere Lattanzio ha illustrato alcuni grafici preparati dall’ing. Rosso, esperto di VIA, inerenti all’impianto di essiccamento e recupero energetico di fanghi, parlando delle quantità di smaltimento e di come, secondo l’ingegnere, l’impianto proposto rappresenti un complicato inquinante sistema per fare evaporare l’acqua contenuta nei fanghi e ridurre la parte combustibile della sostanza secca dei fanghi stessi, mentre la stabilizzazione biologica di quelli per uso agricolo è senz’altro il sistema più economico di recupero. Il prof Gigli, docente di igiene, ha trattato l’aspetto sanitario del nuovo insediamento industriale, parlando di modello tossicologico, di impatto di rischio accettabile e sanitario. Il professore Gigli si è soffermato su di un modello di ricaduta, con una compatibilità di realizzazione dell’attività di trattamento fanghi.

Il dottor Balestrieri dell’ISDE “medici per l’ambiente” ha trattato dell’impatto sanitario dell’incenerimento dal punto di vista epidemiologico. Altro argomento trattato da Balestrieri è stato quello dei controlli e della catena alimentare. Il dottor Conversano, direttore del dipartimento di prevenzione dell’ASL di Taranto,ha invitato a fare insieme studi e ricerche anche se, come lui stesso ha ricordato, la scelta sull’insediamento è politica e non tecnica. L’ing. Carella, responsabile tecnico dell’Appia Energy, ha detto che nessuno chiede atti di fede, ma ci sono dati rinvenienti da monitoraggi in continuo che connotano l’impianto dalle rese ambientali elevate. L’ing. Ambruoso è intervenuto a nome di un gruppo di associazioni massafresi e, tra l’altro, ha detto che i limiti di emissioni non garantiscono la salute. Diciamo semplicemente – ha affermato Ambruoso–di non farne altri in questo territorio e applichiamo il principio di precauzione. L’ing Ferraro di STF ha puntualizzato alcuni concetti precedentemente espressi da altri tecnici, parlando della natura dei fanghi, di normativa e di impianti di smaltimento. Il dott. Santoro ha parlato di necessità di “governo del territorio”, adottando una strategia che stabilisca quali siano le industrie compatibili con la nostra area. Il consigliere regionale Borraccino è intervenuto invocando il “buonsenso di amministratore”. Evitiamo di realizzare un altro impianto – ha detto Borraccino – sempre nello stesso punto. Il presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano ha fatto un excursus sull’iter procedurale dell’impianto di smaltimento fanghi, parlando di omissione della conoscenza degli atti a proposito di una autorizzazione rilasciata dal Comune nel 2017, circa l’allaccio alla condotta ASI degli impianti in questione per lo scarico delle acque. La compatibilità la stabilisce la Regione, ha continuato il presidente. “Anziché audizioni occorre una legge regionale chiara che dica quello che si può fare e ciò che no”. Io credo – ha concluso Tamburrano – che, al di là delle audizioni e delle preoccupazioni, è necessaria una proposta legislativa che chiarisca tutta la filiera dei rifiuti ed una legge per individuare il giusto percorso da intraprendere. Il procedimento si riapre – ha continuato Tamburrano -  secondo le previste leggi dello stato e non in modo emozionale. L’incontro è stato chiuso dal sindaco Quarto che ha annunciato la prossima definizione di un “Osservatorio della Salute” nel quale saranno coinvolte associazioni e impresa interessata, proprio per definire monitoraggi in un quadro incontrovertibile. Il sindaco, rivolgendosi al presidente Tamburrano, ha ribadito la possibilità di riconsiderare le autorizzazioni già concesse, in quanto c’è un quadro normativo mutato, mentre circa la conferenza dei servizi il sindaco non condivide il “trasferimento delle responsabilità alla Regione”. Le leggi vanno rispettate – ha concluso Quarto – ma è anche vero che il parere di diniego da parte del Consiglio Comunale va tenuto in massima considerazione.

Nella foto: un momento dell’incontro.
(A.N.F.)

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