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Arte. Personale di Carlo Iacomucci alla Studio “CI” Calcografico di Macerata da 23 marzo al 20 aprile

Macerata. Dal 23 marzo al 20 aprile, tutti i giorni dalle ore 16.00 alle ore 19.00, personale dell’artista Carlo Iacomucci alla Studio “CI” Calcografico  (complesso Tiffany 44).

Di questa personale (Collezione FLOW) riportiamo quanto ha scritto il critico milanese Maria Chiara Verdenelli.


“Le tele di Carlo Iacomucci sono interpretazioni chimeriche di una realtà personale, manifestata da simboli e illustrata dalla figura, primaria fonte d’ispirazione. Suo compito evocare, attraverso i simboli, il vissuto unito agli ambienti della memoria. Il sipario si apre su un paesaggio maceratese, mite e tondeggiante e urbinate, aspro e aristocratico, richiama la vita trascorsa, collega i ricordi con il presente, conduce il segno e la fantasia ad una vita che ancora non c’è. I simboli sono essenze costanti, significati da sovrapporre a situazioni e luoghi per impossessarsene poeticamente.

Iacomucci si definisce “figlio della campagna” questa la quinta prospettica di ogni sua opera cui si ispira per conoscenza diretta e sentimentale, per rivalutarla, riempirla di nuovo significato etico prima che estetico, per porla come il simbolo di forme raffinate e indefinite di uno spazio che vive e grida di dolore.

Altra metafora, gli aquiloni di pascoliana memoria, simboli di libertà e speranza, smaniosi di uscire dal quadro, ma sempre legati da un leggero filo che non deve mai essere tagliato e quelle gocce leggere e docili al vento, manifestazioni fisiche e intense dei  movimenti ventosi propri della terra di Urbino che scompigliano gli orizzonti sereni popolati da personaggi o sentinelle della natura, portavoce di un’autodistruzione umana, lento disgregarsi, manichini patetici nella loro inutilità. La funzione di difesa è venuta meno per un progresso tecnologico ecologicamente dannoso. Sono forme assenti che emanano nostalgia mal trattenuta; dialoganti forme vuote rivestite con casacche e copricapi che permettono di inquadrarli, di capirli e di collocarli in una sorta di liquida motilità, di disagio interiore, di spazio denso ed animato. L’uomo ormai accessorio della tecnologia, è vano, tenta l’ultimo inutile atto di coraggio: difendere se stesso e la natura.

Il colore è esigenza dominante, prioritaria sullo stesso stimolo dialettico e concettuale, una tavola colori innata, costante che predilige i rossi, le scale dei rosa–fucsia, dei blu–azzurro e dei viola.

Tutto nasce dal denso e animato disagio interiore che porta l’uomo a una solitudine liquida e ventosa in cui egli è consapevole della sua inutile e vana pateticità. Lo sforzo inefficace di reagire coprendo e proteggendo, dà vita ad una figura misteriosa, imponente, ma allo stesso tempo preda di leggeri moti ventosi che fanno oscillare le rinascimentali vesti finemente drappeggiate.

In questa atmosfera instabile e fluttuante, simile a quella di un sogno psicologico, si inserisce la mia ispirazione: il processo disumanizzante è compiuto, un moderno Amleto incapace di risolvere alcunché.

La mia tavolozza colori rispecchia il mood da cui parte l’ispirazione: si incentra sui toni freddi del blu, dell’azzurro dei bianchi non purissimi e luminosi, ma opachi e spenti, più tendenti al grigio che al bianco.

A questi si contrappongono colori più accesi per creare visivamente un contrasto oscillante e leggero con l’uso del magenta e del rosso cardinale.

Le forme sottolineano lo stato di fragilità in cui si trova l’uomo e cercano di nascondere tanta debolezza rendendo la figura imponente. Saranno semplici ed essenziali, come suggerito visivamente dagli stessi manichini dei quadri, pulite e coprenti nel creare una silhouette a colonna. La figura si staglia importante e al contempo leggera, fluida come colpita da una lieve brezza che porta un certo scompiglio. Tutto è giocato sulla morbidezza del drappeggio e sui panneggi che la stoffa può dare quando viene acconciata. Semplice ed essenziale teatralità che suggerisce materiali fluttuanti e corposi come il cady e il velluto di seta, la garza e il panno di lana. Il tema ambientalista suggerisce l’uso di cotone come il canvas e il rasatello. Materiali  trattati per dar vita a screziature, venature, macchie e giochi di zone chiare e scure. La stoffa sarà quello che per l’artista è la tela. Per info: (www.carloiacomucci.it).

Maria Chiara Verdenelli



Desideriamo ricordare ai nostri lettori che Carlo Iacomucci, incisore – pittore e illustratore di testi poetici e narrativi-copertine e libri d’arte, è nato a Urbino nel 1949 ed opera in Via Velini, 44 a Macerata. Nella sua città natale riceve la prima formazione artistica presso il  prestigioso Istituto Statale d’Arte (Scuola del Libro) e frequenta per soli  due anni la sezione di pittura presso l’Accademia di Belle Arti .

Negli anni 1969/70 vive a Roma dove frequenta stamperie d’arte, studi ed ambienti artistici. Successivamente partecipa al Corso Internazionale della Tecnica dell’Incisione Calcografica tenuto a Urbino. Nel 1973 è chiamato ad insegnare Anatomia Disegnata presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dal 1974 al 1985 opera a Varese dove insegna Figura Disegnata presso il Liceo Artistico Statale e fa parte dell’Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese. Nel 1977 la prima personale all’estero, in Argentina alla Societad Italiana Cultural “C.Colon” Quilmes Buenos Aires.

Nel 1983 la Rai Tre di Milano realizza un servizio sulla sua attività artistica, in particolar modo sulla tecnica dell’acquaforte e punta secca. Il legame mai spezzato con la terra d’origine lo spinge a rientrare nelle Marche e dal 1985 è titolare della cattedra per l’insegnamento di Disegno dal Vero e di Educazione Visiva presso l’Istituto Statale d’Arte di Macerata..

Tra i premi e gli attestati ricordiamo: Il Premio Internazionale San Valentino d’Oro per la sezione delle Arti  Visive come “Messaggio d’Amore” a Terni. L’invito alla XIV^ Edizione Premio Internazionale Biella per l’Incisione “99″. Alcune sue ncisioni sono presso la Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”del Castello Sforzesco di Milano – Musèe d’Art et d’Historie di Ginevra – Repertorio degli Incisori Italiani Gabinetto Civico delle Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo – Gabinetto delle Stampe del Museo Civico”Ala Ponzone ” di Cremona – Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate – Raccolta delle Stampe “A. Sartori di Mantova e Pinacoteca Comunale di Macerata ecc.. La pubblicazione di un libro d’arte sulle sue incisioni dal 1971 al 2000 dal titolo: “Un Nuovo e Sempre Antico Paesaggio dell’Anima” a cura di Floriano De Santi, con testi antologici di Vittorio Sgarbi e Pietro Zampetti, edito dalla Fondazione “Il Pellicano”Trasanni di Urbino. La mostra personale “Le Carte dell’Arte-The Papers of Art” presso la Giorgio’s Gallery -Guelph Ontario in Canada. La partecipazione con un libro d’arte a: “Grafia y Creatividad y Poesia Visual” presso la Facultad de Ciencias de la Educaciòn y Psicologia dell’Universitad Rivira i Virgili a Tarragona-Spagna. Realizza delle illustrazioni di vedute di Macerata al tempo di P.Matteo Ricci del 1500 per la mostra”Europa am Hofe der Ming”del Gesuita Maceratese allestita presso il Museum Fùr Ostasiatische Kunst Staatliche Museen di Berlino. L’inserimento con un profilo biografico nell’Edizione Internazionale Who’s Who in Italy Edition. L’invito a L’Opera e la Matrice in acquaforte a cura del Comune di Sant’Elpidio a Mare. 5^ Biennale d’Incisione Città di Castelleone Cremona.  Es-Pressione-Incisione tra Arte e Tecnica Comune di Urbino. Seconda Biennale Internazionale d’Incisione e di Grafica Comune di Francavilla al Mare. La partecipazione al 2° Word Festival of Art on Paper a Bled Ljubljana Slovenia. Mostra e allestimento museo di Grafica e d’Incisione a Bengasi Libia. Il libro d’arte nelle Marche Comune di Fermo e Museo della Filigrana di Fabriano. L’incisione nelle Marche dal 1900 al 1995 -Incisori Marchigiani a Cracovia. Il Segno nel Tempo Calcografia e Xilo nelle Marche- Museo Cittadino di Zaragosa Spagna. Invitato alla Terza Edizione del Premio Leonardo Sciascia”Amateur. D’Estampes”-Mostra Itinerante in Italia e Parigi. Repertorio degli Incisori Italiani Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne del Comune di Bagnacavallo.. Invitato alla terza Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea di

Campobasso. 4^ Rassegna Internazionale dell’Incisione a cura del Comune di Cremona. Invitato alla VIII biennale Internazione d’Incisione ed ex libris a cura

del Comune di Casale Monferrato. In occasione della IX Edizione della Rassegna di Grafica “Omaggio a “Luigi Bartolini” ricevere dal Comune di Cupra Montana il riconoscimento come “Incisore marchigiano distintosi per particolare qualità”. L’invito alla I^ Biennale Internazionale d’Arte “Lotta alla Povertà nel Mondo” a cura della Fondazione Turca Contro lo Spreco-Museo di Pittura del Ministero della Cultura di Ankara-Turchia. La realizzazione di quattro francobolli ripresi da alcune sue opere in Brasile e in Finlandia. Il suo inserimento nel recente volume “Le Marche e il XX Secolo-Atlante degli Artisti” a cura di Armando Ginesi, edito dalla Federico Motta Editore di Milano. Da ricordare infine che Carlo Iacomucci ha anche realizzato diverse edizioni d’arte contenenti acqueforti a tiratura limitata e libri d’arte e incide dal 1971.

Per informazioni e appuntamenti per le visite: tel.320.0361833promoter; e-mail: pressrelease@alice.it


Nelle foto:  l’artista Carlo Iacomucci e le sue opere (olio su tela): “Tracce bianche e rosse”; “Simbologia poetica”.
(N.B.)


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