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Art Bonus, uno strumento a sostegno della cultura anche per Massafra

Massafra. La Commissione Cultura e Turismo, presieduta dalla dott.ssa Graziana Castellano, ha individuato nell’Art Bonus la forma più semplice per raggiungere gli obiettivi di sostegno, nell’ambito delle iniziative volte a cercare nuove forme di finanziamento a favore della Cultura e dello Spettacolo, come la promozione del “foundraising” istituzionale (ovvero lo sviluppo del partenariato pubblico/privato).

Tale istituto prevede di attribuire un credito fiscale pari al 65% per tutte le erogazioni liberali destinate a sostenere il patrimonio pubblico. L’iniziativa ha come scopo quello di incentivare il rapporto pubblico-privato nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale.

La richiesta di attuazione di Art Bonus, che non comporta oneri a carico dell’Amministrazione, è stata ampiamente condivisa e concordata con il Sindaco Fabrizio Quarto e sarà ora sottoposta all’attenzione della Giunta comunale. Il Sindaco sostiene fortemente la sinergia tra pubblico e privato, strumento che offre, oggi, una opportunità di crescita e sviluppo per il territorio.

Art Bonus prevede che gli enti beneficiari possano iscriversi sul relativo portale, presentare il loro progetto e da lì iniziare la loro azione di “foundarising”, mediante operazioni di registrazione e di rendicontazione pubblica delle spese. Chi intende sostenere il progetto può, con la stessa facilità, effettuare un bonifico, conservare la ricevuta ed adempiere così a quanto la legge richiede per ottenere il  beneficio.

Il sostegno, ad esempio, può essere diretto a grandi ipotesi di restauro, manutenzione e protezione di beni culturali pubblici, ai progetti per le biblioteche, alla realizzazione di nuove strutture. Anche piccoli contributi da parte dei cittadini possono migliorare il panorama culturale del territorio e diffondere un sentimento di vicinanza al patrimonio.

Tra i vari beni che potrebbero prioritariamente giovare di questo strumento, affine ad un’idea suggerita tempo addietro dalla Consulta delle Associazioni, si può pensare alla chiesa rupestre della Candelora, alla “Villa” (in riferimento ai mosaici dei Rioni e alla lamina del Monumento ai Caduti) e al monastero di San Benedetto.

Nella foto: particolari della chiesa della Candelora, di piazza Vittorio Emanuele II e del monastero di San Benedetto.
(A.N.F.)

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