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Angelo Vaccarezza a Rai Due: caro Governo Tecnico, salviamo la Provincia di Savona!

Micaela Palmieri nella trasmissione “Quello che” Regioni, Rai Parlamento, di ieri mattina, sabato 10 marzo, aveva ospite in studio Angelo Vaccarezza, Presidente della Provincia di Savona: una lunga intervista in cui sono stati analizzati i problemi amministrativi della nostra vecchia e cara Italia, ma soprattutto un S.O.S. per SAVONA e il suo territorio, per salvare le Provincia, dalle nuove riforme governative in atto.

Durante l’intervista, Vaccarezza ha commentato le interviste, a cura di Simonetta Faverio, al Ministro della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, Filippo Patroni Griffi e al Presidente ANCI, Graziano Delrio: il profilo della nostra Provincia di Savona è delineato in modo analitico, ma soprattutto con estrema sincerità e sono emerse le perplessità sull’operato incerto e centralista, del Governo Tecnico che ha in mano le sorti della popolazione in piena crisi economica.


La Provincia di Savona resta comunque un caso problematico a sé stante, non equiparabile ai sondaggi tecnici rilevati sull’intero territorio turistico ligure che gode abbastanza buona salute ed ottimi propositi, confermati dal Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria Renzo Guccinelli, e il Direttore Artigiancassa per il Nord Italia Roberto Genovese.

Cassa integrazione, aziende che chiudono ed altre in crisi, sono il campanello d’allarme del territorio savonese che da tempo chiede un aiuto e pronto intervento sanatorio, preciso ed efficiente.


Sulle Province, la confusione sembra essere tanta ancora:


Meno male che è il Ministro della Semplificazione, perché se fosse stato quello della complicazione non so cosa ci avrebbe detto: se fosse mio figlio a cui chiedo quello che deve dire domani a scuola, direi che è impreparato. Perché una risposta è “forse”, una “vedremo”, un’altra “è una questione politica”, un’altra è “dobbiamo fare ancora i conti”. Questo governo è partito con un’idea: togliamo le Province, togliamo le funzioni alle Province, le funzioni delle Province vanno alle Regioni, qualcosa va ai Comuni. Adesso “contr’ordine compagni”: le funzione restano alle Province, qualcosa va ai Comuni, le Regioni tagliate fuori. Varrebbe rileggere l’articolo 118 della Costituzione, ma forse andiamo su una materia un po’ complicata per i Ministri di questo Governo, lasciamo stare la Costituzione.

Su una cosa loro non tornano indietro, l’idea che se un Ente di secondo grado, governata da un’assemblea di Sindaci, e da un super Sindaco, questo super Sindaco ha funzioni di area vasta: ciò dovrà decidere la pianificazione provinciale, partendo da un Comune, ma questa è una contraddizione, che la risposta l’ha già all’interno della domanda.

Come potrà questa persona pianificare la propria Provincia?

Come potrà fare scelte di area vasta quando proviene ed è diretta espressione di un Consiglio Comunale?


La Corte Costituzionale su questo, cosa dirà?


Io non so cosa dirà la Corte Costituzionale, perché poi devo dire che sono abbastanza bravi a stare sul limite della Costituzione e cercare di stare all’interno.

Però di una cosa si devono rendere conto: oggi finalmente dicono che le Province hanno un senso. Finalmente capiscono che ci vuole un Ente intermedio, tra Comune e Provincia.

Però non si rendono conto che il Governo di questo Ente intermedio, deve essere un Governo che risponde ai cittadini. L’unica cosa reale, evidente: un Parlamento di nominati è un Governo, espressione di un Parlamento di nominati, ha un’idea strana di come si risponde ai cittadini.

Però hanno fatto un conto di qual è il costo dal punto di vista di Democrazia che stanno chiedendo all’Italia?

Hanno fatto un costo di qual è il reale risparmio? A quanto pare, no.

Il Governo non ha preso in considerazione, la vostra idea di autoriforma delle Province che avrebbe portato un grosso risparmio?


Noi abbiamo fatto una proposta che parte da un presupposto, noi siamo amministratori, quelli di trincea: abbiamo una serie di caratteristiche che son difficili magari da spiegare anche alla gente, a cui le Province sono state date in pasto, come il prezzo dell’antipolitica.

Però, ve lo posso dire sinceramente: vi stan prendendo in giro.

Ma ve lo dice uno che fa l’amministratore quindi per legge non può farlo più di due volte. Fa l’amministratore, quindi non prende le prebende di un parlamentare, e ha una cosa che loro non hanno: la riconosciuta capacità di essere un uomo che può anche sbagliare.

Invece i parlamentari, forse voi non sapete che hanno il presupposto della depenalizzazione dell’incapacità di intendere e volere. Mi spiego meglio.

Se un parlamentare approva una legge che dà un danno erariale, non ne subirà le conseguenze, noi si, e noi oltretutto lo possiamo fare due volte.

Quindi dovremmo essere anche un po’ credibili: non parliamo per noi, parliamo per gli Enti che amministriamo.

I nostri Enti hanno una funzione sul territorio che rispetto a ciò che eroga ha costi assolutamente accettabili.

Io ho lanciato un’iniziativa, che rilancio: quella di “adotta un parlamentare”.

Voi dovete vedere oggi quanto costa un parlamentare della Repubblica. Vi ricordo che sono mille i parlamentari. Abbiamo il Parlamento più grande del mondo: gli americani quando pensano al nostro Parlamento, scoppiano dal ridere.

Un parlamentare costa come tutta la politica della mia Provincia.

La Provincia di Savona, Presidente, vice Presidente, 7 Assessori, Presidente del Consiglio, 25 Consiglieri provinciali e le Commissioni: costa come un parlamentare.


Un parlamentare solo come tutti voi?


Un Parlamentare solo come tutti noi, anche perché c’è una Riforma varata nel Governo Berlusconi, che riduce già il numero dei Consiglieri, e riduce già il numero degli Assessori, quindi comunque noi avremmo già avuto una riduzione.

Ecco adesso voi scegliete un parlamentare qualsiasi, sempre ammesso che conosciate quale sia il parlamentare che avete eletto, perché avendolo deciso altri, avendo voi solo messo una croce, ma non potendo esprimere la preferenza, voi non sapete chi è il parlamentare che vi rappresenta, sempre ammesso che vi rappresenti.

Ecco, il lavoro di quel parlamentare lì, per mantenere quel parlamentare lì, la scelta fatta per quel parlamentare, ha tolto le funzioni della vostra Provincia: ha annullato la politica della vostra Provincia.

Non avete più l’Assessore provinciale alla viabilità, quello che nella mia Provincia si occupa di strade, ma si occupa di ghiaccio, si occupa di neve, si occupa di “by pass” quando ci sono le frane.

Non avete più quello della Pubblica Istruzione, quello che si occupa di dimensionamento ma anche di offerta formativa, che deve decidere quale Istituto superiore avrà o meno un indirizzo.

Pensate se un Sindaco di un Comune sarà quello che dovrà decidere della pianificazione dell’offerta formativa.

Ma non avremo nemmeno più quello che di occupa di ambiente, non avremo nemmeno più quello che si occupa di trasporti e quello che dice il Ministro “lasciamo alcune funzioni di area vasta tipo i trasporti”.

Ma voi pensate una pianificazione di trasporti fatta da un’assemblea di Sindaci? Ma le vediamo le assemblee di Sindaci e poi questi Sindaci come voteranno?

Per testa o per dimensione del loro Comune?

Saranno i 4 Comuni più grossi della Provincia a decidere tutto per i piccoli, o saranno le valli con tanti Comuni piccoli a decidere loro, perché hanno tanti Sindaci?

Troppi punti interrogativi. Non si può mettere mano ad una Riforma istituzionale, senza sapere dove si vuole arrivare.

Queste riforme devono avere ben chiaro in chi le fa, qual è l’obbiettivo, qual è il finale, e poi il percorso spesso e complicato.


L’eliminazione dell’elezione del Presidente della Provincia è una scelta politica?


E’ facile, perché questo Governo qua, ogni tanto tira fuori la scelta politica. Ma la scelta politica fatta da chi?

Un Governo Tecnico che nelle scelte tecniche non dà risposte: perché non sappiamo quanto costa, non sappiamo quanto risparmiamo. Ci parlano di 12 miliardi di euro, ma qualcuno ha fatto i conti. Dai nostri conti, questa Riforma per oggi ne potrebbe risparmiare 56 milioni, ma sono tutti da vedere, perché le scelte sul personale non le abbiamo chiare.

Quello che proponiamo noi, e che proporremo la prossima settimana:

tanto proponiamo di far applicare la Costituzione: 114 e 118 parlano di aree metropolitane. L’area metropolitana nel nostro Paese si concretizza in 10 grandi Comuni, all’interno dei quali, si può serenamente sciogliere la Provincia, siamo i primi a dirlo, le funzioni di Province e Comuni possono essere assorbite in un unico Ente.

Tutto questo darebbe un risparmio con l’accorpamento anche di alcune Province, perché siamo stati i primi all’inizio a dire che su aree omogenee si poteva razionalizzare il numero delle Province, non la loro esistenza, non la loro funzione.

Quello che noi proponiamo porta un risparmio di 5 miliardi di euro.

Vorremmo essere ascoltati, avremo un confronto e vorremo che fosse un confronto in cui il nostro interlocutore ci ascolta, prova a fare i conti che abbiamo fatto noi, ci dà la buona fede di essere persone che hanno lavorato e lavorano nella pubblica amministrazione in un ruolo sicuramente, non come quello di un Ministro, ma in un ruolo un po’ più vicino alla gente, in un ruolo che ha un obbligo.

Tutte le mattine un amministratore quando apre la porta vede entrare un cittadino che porta una domanda: noi non siamo così lontani da lui, da poterci permettere di non dare la risposta. Noi abbiamo scelto di essere lì per sederci e provare a dare una risposta.  Ecco, nel dare una risposta noi sappiamo che questi sono gli strumenti per dare la risposta alla gente.


I costi della politica sono alti, da qualche parte bisogna tagliare. Per quanto riguarda gli Enti inutili, con componenti non eletti, ma nominati, e le competenze sconosciute e sovrapposte?


Io sono assolutamente d’accordo. Però allora, in questo paese in cui le cose serie spesso vengono dette con una banalità assoluta: sediamoci e facciamo una Riforma reale del Paese. Vediamo dove abbiamo stratificato competenze, dove magari un cittadino deve andare a chiedere 4 volte lo stesso permesso o magari attiva una conferenza dei servizi: arriva fino ad avere l’autorizzazione dalla Regione, poi torna indietro e il Comune mette prescrizioni che la Regione non aveva messo e si ricomincia da capo.

Ecco su questo si, su questo hanno ragione non solo coloro che chiedono il risparmio, ma anche ragione chi pensa che in questo Paese non si possa fare sviluppo, perché il nostro Paese è un Paese in cui cerchiamo di attrarre gli imprenditori.

Poi noi abbiamo le raccolte di firme e l’arrivo dell’Arpal, che magari misura i decibel di un’azienda che deve ancora incominciare i lavori.

Questa è l’Italia purtroppo di oggi, dove qualche volta il voler tutelare dei diritti ha portato delle storture, e qualche volta la politica è vero, ha generato dei mostri per continuare a procreare mostri al proprio interno.

Le famose poltrone degli “intrombati” le conosciamo tutti, luoghi dove la Provincia ricicla coloro che non sono stati eletti. Ma allora partiamo da lì, partiamo togliendo un Ente che è sul territorio da 140 anni, su 150 anni di storia d’Italia.

Partiamo togliendo l’Ente che c’è in tutta Europa? Manca solo nel Liechtenstein, Cipro e Città del Vaticano: ci porremo un problema che questo Ente intermedio, fino ad oggi ha garantito il Governo del territorio?

Se come capisco, bisogna dare in pasto qualcosa alla gente, allora fatelo, basta che però i Ministri non vengano alla televisione, e con tanta serietà ci vengano a dire che stanno facendo l’interesse delle persone.

No, stanno facendo qualcosa che serve per dimostrare che loro hanno fatto la loro parte: tagliato le pensioni, aumentato la benzina, aumentato l’età lavorativa e abolito le Province.


23 anni di Giunta in Comune, conosce bene le realtà comunali, questa tesoreria unica, i Sindaci stanno affilando le armi. Secondo lei?

Pochi mesi fa ero ancora Sindaco, ho fatto per due anni il Sindaco e il Presidente della Provincia, quindi so anche, perchè dico che un sindaco Presidente della Provincia avrebbe grandi difficoltà ad essere credibile sul territorio…

Riascoltare il Ministro mi ha messo in uno stato di depressione totale di amministratore, perché è evidente che questi non hanno idea di quello che ci stanno propinando. Hanno deciso che ce lo devono comunque imporre e quindi la tesoreria unica è cosa ormai fatta, una decisione presa, ce la dobbiamo tenere. Sul patto di stabilità vedremo.


Noi ci ritroviamo in questa condizione: i Comuni virtuosi, che per anni hanno ben amministrato, che non hanno fatto il passo più lungo della gamba, che hanno rispettato le regole del gioco di un Paese che governasse il centro-destra, governasse il centro-sinistra, quando arrivava la finanziaria, cambiava le regole pluriennali.

Noi facevamo bilanci pluriennali, e ogni anno ci cambiavano le regole dell’anno dopo, quindi praticamente dovevamo essere dei giocolieri, nel fare i bilanci, e comunque ci sono Comuni che ce l’hanno fatta.

A questi Comuni è stato detto, benissimo, avete risparmiato del denaro? Non lo spendete più, perchè per qualche hanno siete riusciti ad essere bravi, dato che siete bravi, quando avrete maggiori entrate, maggiori disponibilità, avrete fatto l’interesse della vostra città, magari monetizzando degli oneri di urbanizzazione, li avete fatti diventare denaro: non li potete spendere, li congelate lì, perché l’Europa ce l’ha chiesto.

Adesso finalmente ci hanno dato però la spiegazione di tutto questo.


E’ come se a Natale arrivasse a casa il nonno che regala la busta di 50 euro al bimbo, questo bimbo che riceve i 50 euro è contento perché magari, spera di poter fare qualcosa in più, ha 50 euro di più in tasca.

Ma arriva il papà, gli prende la busta e gli dice:

“Non ti preoccupare, te li tengo io”

Il papà in questo caso è lo Stato, i 50 euro quel bimbo non li vedrà mai più: teoricamente sono sempre suoi, e quando chiederà al papà, papà gli dirà sempre che sono nella cassetta:

“Sai la cassetta che c’è dentro l’armadio?”

Ecco, però nella cassetta dentro l’armadio nel frattempo il papà se li è spesi, probabilmente per fare qualcos’altro spero nell’interesse del bimbo, ma non è detto.

Noi ci troviamo in questa condizione, abbiamo chiesto di ben amministrare, abbiamo fatto risparmiare, e adesso abbiamo capito perchè: ce li prendono tutti, ce li centralizzano, li mettono in una cassa, dove magari una volta all’anno chiameranno i sindaci, li porteranno a fare un giro per vedere che ci sono ancora, e poi torneremo tutti a casa, ma i denari rimarranno lì.

Altro che federalismo, altro che dare potere ai territori, altro che dar la possibilità di dare le risposte alla nostra gente. Questo è lo Stato più centralista del mondo, ed è uno Stato talmente centralista, che ha anche adottato, quello che è il più grande risparmio delle democrazie del mondo: cioè quello di non far più votare la gente. Adesso ci saranno persone che ci governano, senza essere votati direttamente.

Guardate che la dittatura, è quella che risparmia di più di tutte, ma risparmiare sulla democrazia, non è un bel modo di risolvere i problemi della gente.

Federalismo fiscale dimenticato, tanti decreti attuativi, tanto tempo speso per la Riforma?

Forse bisognerebbe scomodare Norberto Bobbio, che diceva che dalle buone leggi non sempre nascono buoni comportamenti, ma dai buoni comportamenti nascono buone leggi.

Qui manca proprio la cultura… Abbiamo un problema di fondo… La cosa di cui sono profondamente convinto. Noi abbiamo uno stacco tra il livello dell’amministrazione locale e il livello del Governo del Paese. Il livello del Governo del Paese non si è mai posto il problema di amministrare una città.


C’è  sempre stato in Italia questo stacco?


Forse nella prima Repubblica, quando la storia ci ha detto che la degenerazione della politica ha portato molti disonesti al potere, perchè questo ce lo dice la nostra storia, però c’era una selezione in cui gli incapaci rimanevano a casa.

Questa seconda Repubblica in cui si arriva saltando livelli intermedi, in cui si entra in Parlamento, perché si è nominati da una stanza dove in 3 decidono tutti i parlamentari Onorevoli e Senatori, perché sono amici di qualcuno: questo passaggio di salto, forse ce li ha fatti arrivare onesti, ma non ce li ha fatti arrivare preparati né capaci, né con il consenso, né con la conoscenza del territorio, né con i rapporti coi Sindaci, né con i rapporti coi Presidenti di Provincia.

Noi non conosciamo chi ci Governa, ma il problema è diverso: chi ci governa non conosce noi, non conosce i problemi che abbiamo noi, non conosce cosa un Sindaco quotidianamente deve dire alla gente che amministra, non conosce un bilancio di previsione, non conosce un bilancio consuntivo, non capisce cosa vuol dire per noi dare risposte, non sa nemmeno cosa vuol dire intervenire in somma urgenza.


Perché forse è tutto così lontano dalla gente: bisognerebbe avvicinare e come si fa?


La politica si è allontanata e pensa che per poter tornare a dare un’immagine diversa, più pulita, in un momento in cui l’antipolitica regna, si possa dare dei sacrifici, dei capri espiatori, sembra di vedere “Monsier Malaussène”, cioè questo capro espiatorio: prendiamo qualcuno che amministra e lo diamo in pasto alla gente, però questo che amministra dà anche delle risposte, oggi tocca alle Province, ma sta toccando i Comuni in maniera diversa.

Perché, e questo già succede da un po’, il livello comunale è un livello non tenuto in considerazione, poi l’amministratore comunale fa i salti mortali e le risposte le dà lo stesso, ci riesce, anche questo ha dei costi storici.

Ci rendiamo conto che in questo Paese l’idea nuova è quella di cristallizzare ciò che è avvenuto e far la media di ciò che si è fatto. Traducendo: chi è stato bravo, ha fatto quadrare i conti senza averne la possibilità, ha tirato la cinghia, lo faccia per tutta la vita, chi ha esagerato, lo faccia per tutta la vita.

Quindi noi, dato che questo Paese è andato a più velocità, e in più parti si amministra in maniera diversa, viva Dio, dobbiamo dirlo se no non siamo onesti, pensando di fare la media di ciò che è stato, pensano di disegnare il futuro.

E questi sarebbero i tecnici?

Questa è la peggior politica conservativa, centralista, che si sia vista in questo paese.

La Provincia di Savona è in controtendenza alla Regione Liguria, perchè diverse aziende non stanno vivendo un buon momento:


Io sulle ricerche così nazionali ho grande rispetto però, insomma però poi bisogna andare nei dati. Io ho un dato diverso, la mia Provincia dall’inizio dell’anno ogni giorno ha perso 10 posti di lavoro: stanno chiudendo una serie di aziende importanti, altre sono in crisi, abbiamo quasi 2000 persone in cassa integrazione, richiesta di nuovi ammortizzatori sociali.

Io vivo in una Provincia strana, nella Regione più turistica d’Italia, la Provincia più turistica e l’unica Provincia che ha una piana e quindi ha forte l’agricoltura: è una Provincia che sta vivendo una grande crisi industriale.

Quindi teoricamente la diversità, il paniere che abbiamo dovrebbe garantirci, nella realtà in questo momento è un grande limite. Però siamo anche la Provincia in cui ci sono investimenti per 2,5 miliardi di euro in 3 grandi investimenti.

Oggi alla politica cosa si chiede? Per quello che abbiamo riunito tutti la capacità, uno di dare risposte rapide perché il tempo è importante nell’investimento, e la seconda la nuova sfida: fino a ieri siamo stati bravi a dire no, oggi la politica deve sapere dire no a condizione che, dire si a volte è difficile ma è necessario perché la gente poi deve mangiare.


In futuro potrebbe non fare più il politico, è all’antipolitica anche lei?


Io sono innamorato della politica, credo che la cosa più bella della mia vita l’ho già fatta ed è il Sindaco del mio Paese: mai nulla mi pagherà più di questo.

Mi piacerebbe fare politica a condizione che io devo dire che forse in contro tendenza con gli altri, nella prima Repubblica trovavo anche i valori della politica, adesso li sto cercando, non trovandoli, non me l’ha ordinata il medico, posso anche andare a casa.


L’intervista integrale in Rai Replay (per 7 giorni)

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#ch=2&day=2012-03-10&v=113493&vd=2012-03-10&vc=2


Provincia di Savona

http://www.provincia.savona.it/


ass. culturale caARTEiv

http://www.caarteiv.it

(Simona Bellone)


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