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All’inaugurazione del Museo Didattico di arte contemporanea l’artista barcellonese Giuseppe Messina ha ricordato la storia del “Movimento per la Divulgazione Culturale”

Barcellona Pozzo di Gotto / Messina. Dal 19 al 21 agosto si terrà all’aperto in un giardino di Stretto 2° Coccomelli in contrada Spinesante della città di Barcellona Pozzo di Gotto, la ventesima edizione de “I Giorni della Divulgazione della Cultura” organizzata dal Movimento per la divulgazione culturale”Pippo Labisi”, presieduto dall’artista Pippo Messina, che consegnerà anche delle targhe a diversi personaggi che si sono distinti nell’ambito della “Divulgazione della Cultura”. La manifestazione è organizzata in occasione del 35° anniversario della fondazione del “Movimento per la Divulgazione Culturale”. L’evento, del quale torneremo a parlarne, sarà anche ricordato da un annullo filatelico. L’ha anticipato lo stesso Giuseppe Messina, noto poeta, pittore, scultore, scrittore, musicista, produttore, regista. Nei giorni scorsi, in occasione dei festeggiamenti del “180 anniversario dell’Unione tra Barcellona e Pozzo e di Gotto” è stato tra i presenti nell’Aula Consiliare, ove il sindaco dott. Roberto Materia (insieme all’assessore alla Cultura dott.ssa Ilenia Torre e all’assessore agli Spettacoli e Grandi Eventi Gianluca Sidoti), ha presentato il programma dell’evento e la nuova bandiera cittadina.

Messina, in tale occasione, ha anche scritto un’apprezzata poesia “Per i 180 anni dell’unificazione di Barcellona Pozzo di Gotto”.

E’ stato presente a tutte le manifestazioni celebrative e, lo scorso 20 giugno, anche presso la sala convegni del Palazzo dell’ex Monte di Pietà, ove è avvenuta l’inaugurazione del Museo Didattico di arte contemporanea – Promozione del Fondo Fausta Squatriti “Dall’uno alla serie”.

A conclusione di tale manifestazione, ha chiesto la parola e ai presenti, ai tanti studenti e a chi non lo sapesse, ha voluto ricordare brevemente la storia del “Movimento per la Divulgazione Culturale” nella vita della città dal 1981 ai nostri giorni ricordando l’importanza che ha avuto il “Movimento…” agli albori dell’attività artistica di Nino Abbate, fondatore del museo della mattonella artistica di Gala, la cui prima mostra è stata organizzata dallo stesso Movimento. Ha anche ricordato la certosina attività avuta perché il concittadino Emilio Isgrò fosse invitato a operare in città in occasione dei 150 anni dell’unione di Barcellona e Pozzo di Gotto. Ha approfittato per dire come lui e gli altri del “Movimento per la Divulgazione Culturale” siano stati i primi e gli ultimi in assoluto a realizzare un film-documento sulla storia della città. Inoltre, visto che il tema della manifestazione lo permetteva, ha evidenziato come il Movimento per la Divulgazione Culturale sia stato anche il primo a donare alla città un dipinto di m. 4,50 x m. 3 circa nell’agosto del 1985, un’opera che non si sa dove sia andata a finire. L’artista Messina (come ha ancora detto) aveva intenzione di far dono alla città di un gruppo di sue opere, ma non l’ha fatto temendo che facessero la fine del grande dipinto donato e “scomparso”. Adesso l’artista, tenuto conto dell’intenzione dell’attuale Amministrazione Comunale di istituire una pinacoteca, a gennaio 2017, in occasione della manifestazione per il suo 50° anniversario di attività artistica e culturale, farà dono di un gruppo di sue opere alla città, come aveva promesso.

A fine intervento, a quanti si sono con lui congratulati, ha pure ricordato che presto sarà stampato con la “Storia del Movimento per la Divulgazione culturale di Barcellona Pozzo di Gotto”.

Noi abbiamo letto uno stralcio della bozza e lo riportiamo. Autore è Giuseppe Messina.

”Eravamo, ma ci rendiamo conto di esserlo ancora, un pungolo talmente scomodo che i soliti amanti dello status quo hanno cercato sempre di svilirci e ignorarci, quando non siamo stati ostacolati, lo dimostra ciò che successe nell’estate del 1986 (ma si è ripetuto spesso anche dopo) quando s’istituì il “Comitato per i Festeggiamenti del 150° Anniversario dell’Unione di Barcellona con Pozzo di Gotto”: non soltanto non siamo stati invitati a farne parte, nonostante il nostro assiduo operato socio-culturale ce ne garantisse il diritto, ma avendo proposto di organizzare una mostra di pittura nell’ambito dei festeggiamenti, l’annuncio di questa non venne collocato in manifesto. Comunque il Movimento per la Divulgazione Culturale fece stampare il suo manifesto a parte per annunciare “BARCELLONA ARTE ‘86” in occasione del “150° anniversario dell’unione di Barcellona e Pozzo di Gotto”, una mostra che vedeva dieci pittori barcellonesi esporre le loro opere con la presentazione del prof. Alessandro Manganaro. Come attestano i numeri de “La Molla” di maggio e di settembre del 1986, questo è stato l’anno dell’esordio a Barcellona Pozzo di Gotto dell’artista Emilio Isgrò per cui il “Movimento per la Divulgazione Culturale” aveva avuto un parte da protagonista. Però c’è da ricordare che due anni prima in occasione di una mostra che aveva avuto luogo nei locali di via Benedetto Croce, aveva esposto una sua serigrafia, quella della “Volkswagen‎”. Tutto era nato dal desiderio di vedere all’opera in città l’artista delle cancellature, ma, dopo aver assistito alla messa in scena della sua “Orestea” a Gibellina nel giugno del 1984 sui ruderi della vecchia città terremotata, il desiderio di tutti i dirigenti del Movimento per la Divulgazione Culturale divenne incontenibile, tant’è che subito dopo lo spettacolo seguimmo Emilio Isgrò fino all’albergo di Mazara del Vallo, dove si prestò per una videointervista. Alla domanda “Se gli amministratori della nostra Barcellona t’invitassero a dare il tuo contributo culturale, saresti disposto ad accettare?” egli rispose: “Io sarei felice d’intervenire, ma so che non m’inviteranno”. E alla domanda “Cosa ti fa credere che non t’inviteranno”, egli rispose, categorico: “So che non m’inviteranno: fiuto”. Ricordo che allora mi lasciai andare facendo la promessa che l’Associazione si sarebbe impegnata a sensibilizzare la città e l’ambiente politico locale, ma facemmo di più: tale intervista fu inserita nel documentario suddetto, proiettato in città nel gennaio del 1985 e in altre date successive, di cui tanto se ne parlò e altrettanto scritto che gli amministratori comunali non poterono fingersi sordi. Così, grazie alla nostra caparbietà e al nostro mezzo d’informazione, l’amministrazione della città, con a capo il sen. Carmelo Santalco, decise che per il “150° anniversario dell’unione di Barcellona con Pozzo di Gotto” era il caso di invitare a operare il nostro illustre concittadino che tanto bene aveva fatto a Gibellina, grazie all’intuito di un uomo illuminato come il compianto Ludovico Corrao, allora sindaco di quella città.

Potremmo dire che, in quell’occasione, come sempre, noi del “Movimento”, fummo trattati come degli appestati o come se non fossimo mai esistiti. Ciononostante, per conto nostro, eravamo contenti di sapere che era stato opera nostra saper smuovere le acque tra i politici locali, ed era, com’è, tutto attestato. Ci bastava sapere che Emilio Isgrò sapesse dell’importante parte che avevamo avuto, però neanche lui ebbe mai una parola di gratitudine nei nostri confronti, né in pubblico né in privato, né prima e né dopo la messa in scena della sua “Didone Adonais Domine”, ma ciò non ha nessuna importanza; eppure era venuto da me assieme al capo dei programmi di prosa di Rai Tre Fabio Storelli. Eravamo sulla mia Jeep quando i due mi rilasciarono le loro interviste, prime in assoluto, per il periodico “La Molla” con cui si annunciava dell’impegno dell’artista Isgrò e della terza rete Rai per Barcellona Pozzo di Gotto in occasione del 150° anniversario dell’unione dei due centri in un solo comune. All’inizio si era pensato di portare in città anche la sua mostra “La veglia di Bach” appena chiusa al teatro “La Scala” di Milano, ma poi si è optato solo per la “Didone”. Poi sotto la sindacatura del prof. Francesco Speciale fu invitato a realizzare il “Monumento al seme d’arancia”, comunque (Scripta manent… Memoria labat…).

Nella foto l’artista Giuseppe Messina nel suo intervento all’inaugurazione del Museo Didattico di arte contemporanea (alla sua  sinistra l’arch. Andrea Cristelli).
(Nino Bellinvia)



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