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Alimentare: Vinitaly brinda ligure, in vigna e in cantina cresce la qualità

Genova. Calici ed etichette, cresce di qualità e  dimensioni la  Liguria  a “Vinitaly 2015”,  il  Salone mondiale  dedicato al vino e ai distillati da tutto il mondo in programma a Veronafiere da domenica 22 a giovedì 25 marzo 2015.

Lo stand della Liguria  sarà più grande degli anni scorsi , suddiviso su due piani per assicurare la presenza anche alle singole aziende che potranno così utilizzare uno spazio ad hoc  per incontrare fornitori, clienti, rappresentanti, appassionati e curiosi. In programma, ogni giorno, anche numerosi eventi dedicati al vino.

Lo stand Liguria, gestito dall’Enoteca Regionale in collaborazione l’Associazione italiana sommeliers (Ais) , ospita ogni anno una grande folla di visitatori e operatori italiani e stranieri,   diventando  anche un punto di riferimento per tutti i produttori  liguri e gli operatori.

“E’ significativo come  insieme all’Enoteca Regionale della Liguria che quest’anno gestisce direttamente tutta la partecipazione, dall’allestimento stand, alla parte organizzativa, si faccia “squadra” per promuovere la  viticoltura ligure, non per nulla definita viticoltura eroica, fatta non di alti numeri, ma di altissima qualità e specificità”, afferma l’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Giovanni Barbagallo che domenica mattina parteciperà  alla cerimonia inaugurale di Vinitaly e alle 12, premierà il produttore ligure “Benemerito” con la Gran Medaglia Cangrande assegnata da VeronaFiere.

A Vinitaly si potrà fare anche il giro della Liguria del vino.

La presenza nello spazio Liguria a Vinitaly 2015 è composta da una settantina di aziende.

Tra queste 30 dalla Provincia d’Imperia, 20 dalla provincia della Spezia, una quindicina da quella Savonese e una azienda genovese, per oltre 120 etichette.

“Con lo spazio oferto alle aziende singole abbiamo aumentato il numero di produttori e di etichette presenti”, spiega  Federico Ricci, presidente Enoteca Regionale della Liguria – ma siamo anche consapevoli che questo Vinitaly 2015 è un anno di cambiamento e quindi abbiamo margini di miglioramento espositivo per il futuro. Ma l’interesse che notiamo attorno alla nostra presenza a Verona è decisamente in forte aumento, anche in conseguenza di un ritrovato interesse per i vitigni autoctoni e per una produzione che esprime al meglio il carattere del territorio”.

Le aziende vitivinicole  in Liguria  sono complessivamente, 3976, secondo il censimento generale dell’agricoltra del 2010, di cui però circa 1800 quelle realmente  sul mercato con le loro etichette, anche se, nella stragrande maggioranza, sempre appartenenti a piccoli produttori.

La superficie vitata regionale è di 1515 ettari, di cui 804 a Do,Denominazione di origine , di 65 quella dove si producono vini con l’ indicazione geografica Ig e di 646 ettari la superficie di vigneti dove si produce vino  senza particolari certificazioni. In Liguria la produzione complessiva di vino Doc/Dop e Igt /Igp  è di oltre 34 mila ettolitri , pari a  oltre  4 milioni e mezzo  di bottiglie.

Il “sistema qualità” della vitivinicoltura ligure si esprime in otto Denominazioni di Origine . Sono:  Ormeasco di Pornassio,  Rossese di Dolceacqua,  Riviera Ligure di Ponente, Val Polcevera,  Golfo del Tigullio –Portofino, Colline di Levanto,  Cinque Terre,  Colli di Luni e in quattro Indicazioni Geografiche : Liguria di Levante,  Colline del Genovesato,  Colline Savonesi,  Terrazze dell’Imperiese.

Tra le uve a bacca bianca il vitigno più diffuso in tutte le quattro province liguri è il Vermentino, seguito dal Pigato e Lumassina per la provincia di Savona, il Bosco e l’Albarola per La Spezia, la Bianchetta e il Moscato per Genova. Tra le uve a bacca nera il Rossese di Dolceacqua,
l’Ormeasco, la Granaccia e il Ciliegiolo sono tra i vitigni più rappresentativi.

Tra i vini passiti da segnalare il  celebre Schiacchetrà delle Cinque Terre.

A questi vitigni “tradizionali” si aggiungono quelli frutto della valorizzazione del patrimonio varietale autoctono ligure curata dall’assessorato  all’agricoltura  regionale che ha permesso  un recupero capillare su tutto il territorio  di numerose varietà autoctone minori a bacca bianca e rossa di particolare valore enologico  fra cui Ruzzese,  Moscatello di Taggia, Barbarossa, Massaretta, Bruciapagliaio, Picabon, Fratepelato, Vermentino nero.
(C.S.)

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