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Alenia Grottaglie. Costruire soluzioni con il confronto. Non mettere a rischio l’occupazione e il salario

Grottaglie/Taranto. Riceviamo in data odierna, 17 ottobre 2013, il comunicato che pubblichiamo, fattoci ci pervenire da Antonello Piccolo dell’Ufficio Stampa Fim-Cisl Taranto Brindisi

La vicenda dell’aumento in via sperimentale dei turni in alcune aree dello stabilimento di Grottaglie, assume una valenza molto importante per il mantenimento e la tenuta produttiva del sito ionico, non solo per gli impegni da dimostrare per l’anno 2013, ma soprattutto per il futuro.

La necessità di aumentare i turni è dimostrata dalla grande attenzione che l’azienda, a tutti i livelli, ha riservato sul nostro stabilimento, grazie alla pressione delle nostre segreterie, Nazionale e Territoriale, in un contesto di Finmeccanica in cui, spesso, le chiusure dei siti (vedi Brindisi) partono in modo devastante proprio dal Sud Italia, più colpito dalla crisi.

Tutti sappiamo che è in corso, in queste settimane, una importantissima trattativa con la Boeing, dalla quale ci auguriamo possa giungere un esito positivo per il futuro produttivo del sito di Grottaglie.

Un sindacato attento, alle dinamiche aziendali, deve assumere, con grande responsabilità, le decisioni che tengano conto delle esigenze dei lavoratori, senza perdere di vista il raggiungimento degli obiettivi necessari per il mantenimento e il miglioramento produttivo del sito tarantino.

TUTTO QUESTO SI REALIZZA ATTRAVERSO IL CONFRONTO.

Riteniamo inspiegabile le iniziative messe in atto, in questi giorni, da alcune sigle sindacali.

Non siamo in presenza di un atto unilaterale compiuto dall’azienda, in quanto, così come l’accordo di luglio 2012 sostiene, è stata data comunicazione alle RSU il giorno 25 settembre 2013, sottoscrivendo un verbale che sanciva l’aumento dei turni in via sperimentale su alcune aree dello stabilimento.

In tale verbale si condivideva unitariamente, la necessità dell’aumento dei turni, i quali sarebbero dovuti partire il 7 ottobre 2013, partenza slittata all’11 ottobre 2013, a fronte di approfondimenti fatti dall’azienda.

La Fim ritiene incomprensibile quanto accaduto sino ad oggi, in quanto lo sciopero consumato sa poco di merito ma tanto di propaganda, che potrebbe avere effetti devastanti.

È opportuno precisare che la Fim non vuole rendersi complice di azioni che possano mettere a serio rischio lo stabilimento.

Coloro i quali hanno indetto azioni di lotta,  dovrebbero forse capire cosa è il lavoro, e non scioperare contro un accordo votato democraticamente dai lavoratori e firmato da tutte le organizzazioni sindacali.

La FIM giudica indispensabile continuare a ricercare le migliori soluzioni, economiche e gestionali (es. permessi), per i lavoratori, ed in particolar modo per quelli coinvolti in questa variazione di turni, attraverso un serrato e continuo  confronto con l’azienda.

Perché lo sciopero è uno strumento importante, ma solo se è costruito su obiettivi raggiungibili, altrimenti è uno sfogo costoso, poiché produce come unico risultato la perdita di salario per i lavoratori.

Taranto, 17 ottobre 2013

RSU e Segreteria FIM-CISL

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