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Alcuni suggerimenti dall’ASL2 savonese per difendersi dal caldo

Savona. L’Asl 2 Savonese, in base al Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute che è stato adottato anche dalla Regione Liguria, inteso a prevenire “le complicanze cardiache, broncopolmonari e dei colpi di calore” nelle persone più rischio che molte volte sono persone anziane, elenca alcuni suggerimenti volti a fronteggiare le giornate particolarmente afose di fine estate.

In particolare riportiamo di seguito alcuni consigli dei Geriatri quali misure precauzionali minime da seguire per ridurre il rischio e meglio sopportare l’afa estiva che si prevedere nei prossimi giorni.

L’intento è quello di proporre, soprattutto ai parenti che hanno persone a rischio, alcune norme di comportamento ed informazioni utili a prevenire eventuali conseguenze del caso.

Per l’emergenza estiva è stato attivato anche quest’anno dalla Regione Liguria il numero verde 800995988 che risponde tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

 Misure precauzionali:

l’introduzione di liquidi in quantità ap­propriata ed un ambiente provvisto di con­dizionamento ambientale moderato.

Il ventilatore è meno efficace alle alte tem­perature, quando addirittura sembra ac­crescere la disidratazione per accentua­zione dell’evaporazione cutanea. Il venti­latore non dovrà, in ogni caso, essere ri­volto contro le persone.

 L’esercizio fisico, sempre consigliato se svolto con misura, dovrà essere eseguito nelle ore fresche della giornata. Va evitata la diretta esposizione al sole nelle ore più calde; Se esposti al sole, alleviarne l’ef­fetto con cappelli a tesa larga e occhiali da sole, usando sulla pelle filtri solari ad alta protezione.

 Una speciale attenzione dovrà essere po­sta ai pazienti con decadimento cognitivo per controllare quel disturbo comporta­mentale di indossare abiti inadeguati o di vestirsi a strati. Tali abitudini pregiudi­cano la dispersione di calore, contribuen­do all’insorgenza di disidratazione e di col­pi di calore. Vanno indossati preferibil­mente, indumenti ampi, di colore chiaro, in tessuti naturali, poiché le fibre sinteti-che impediscono la traspirazione.

 Eventuali terapie diuretiche ed anti-ipertensive andranno proseguite, even­tualmente con un aggiustamento della do­se stabilito dal medico curante. In caso di temperature molto alte accompagnate da un alto tasso di umidità, la prescrizione di ridurre l’apporto di liquidi e di sale da cu­cina, potranno essere seguite, sempre pre­vio parere del curante, in modo meno ri­goroso.

 L’alimentazione diventa un’importante alleata, quando si avvicina il caldo! Occorre: assumere pasti leggeri e fre­quenti; mangiare in modo vario, preferen­do frutta e verdura e masticare con cura per migliorare la digestione. L’alcool, se gradito, dovrà essere assunto in quantità moderata, perché con la sua azione vaso-dilatatrice e diuretica aumenta il rischio di disidratazione. Sarà opportuno aumenta­re il consumo di cibi liquidi (minestre e frullati), ridurre i grassi, gli intingoli ed i salumi. Per compensare le perdite di sali minerali è appropriato mangiare pesce, carne e formaggio fresco. La pasta va as­sunta una volta il giorno, in modesta quan­tità. Il gelato, gustoso e nutriente, se as­sunto senza panna o crema non è troppo ca­rico di grassi, infatti vanno bene i sorbetti ed i gelati alla frutta. Logicamente si dovranno sempre seguire le indicazioni del proprio medico, circa eventuali con­troindicazioni metaboliche.

 Gli anziani non si rendono conto di ave­re sete, perciò si disidratano molto fa­cilmente. Devono bere molto spesso: acqua, succhi di frutta, frullati. È diffì­cile dare un’indicazione sulla quantità di liquidi necessaria, perché essa dipen­de dalle perdite, dalla corporatura, dall’attività fìsica e dalle condizioni cliniche.

 Secondo le indicazioni dell’Or­ganizzazione Mondiale della Sanità la quantità giornaliera ideale di liquidi è di dieci bicchieri d’acqua il giorno. È be­ne che l’assunzione di liquidi, soprattut­to se le condizioni climatiche sono par-ticolarmente afose, non avvenga sola­mente durante il pasto, ma durante tutta la giornata e prima del riposo notturno. Sono da evitare le bevande gasate, zuc­cherate o ghiacciate e l’eccesso di thè e di caffè, bibite che aumentano la perdi­ta di fluidi corporei.

All’anziano non autosufficiente vanno offerti, con costanza, acqua e cibo, an­che quando non ne chiede.


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