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Albissola Marina. Mostra di Alessandro Carnevale alla Galleria Eleutheros fino al 30 giugno

Albissola Marina. Nel dicembre 2012, Alessandro Carnevale, un giovanissimo artista, aveva presentato i suoi lavori presso l’hotel Torre di Celle Ligure. Si trattava di esecuzioni particolari: egli aveva creato, infatti, nel ferro, opere che raccontassero i resti di un “museo a cielo aperto”, come lui stesso lo aveva definito, di archeologia industriale, plasmando, a sua volta, rappresentazioni di quanto era stato forgiato dall’uomo e ormai abbandonato.

“…affascinato dalle trame che la ruggine disegna sulle superfici metalliche, – viene spiegato nel suo sito (www.alessandrocarnevale.com)- Carnevale dipinge direttamente su questi originali supporti, mescolando grafite, colori ad olio, vernici da carrozziere, acrilici e tempere. Perfezionando una tecnica difficile da dominare, complice l’utilizzo di acidi per controllare l’ossidazione del ferro, egli realizza le prime opere nelle quali iniziano a comparire le archeologie industriali: il connubio tra metallo, ruggine e paesaggi industriali gli appare immediatamente indissolubile, e lo spinge ad insistere in questa direzione.”

Così, “Fare e creare con strumenti defunti ha il senso di evocarne l’anima, – scrive Francesco Maria Fabrocile in un commento critico- di farla risalire alla vita per lo stretto tempo della realizzazione dell’opera. È una piccola negromanzia sul corpo dell’archeologia industriale l’atto di rappresentarla con le sue stesse spoglie materiali. E difatti gli scenari di Carnevale recano sempre un’atmosfera che non può essere di questo mondo: una bruma avvolge tutto, demarca una dimensione di esistenza. Notturni, sere, albe sono suoi temi ricorrenti. Sono temi romantici.”

Da quella mostra di pochi mesi fa, è come se fosse passato un tempo lunghissimo perché Alessandro non si è fermato un attimo. Intanto, ha vinto il Concorso della Galleria Moderni di Roma, un progetto destinato a promuovere giovani meritevoli: si è proposto al pubblico romano, dunque, con una serie di lavori di medio e grande formato dal 5 aprile al 4 maggio 2013 (http://www.galleriamoderni.it/artisti/alessandro-carnevale/).

Poi, ha esposto a Berlino, New York, Hong Kong, Venezia (uno degli otto artisti prescelti in occasione della Biennale)…

“Berlino, in questo momento, – egli ci chiarisce- ha una forte attrattiva culturale: i giovani trovano la speranza perché si investe sull’arte. Invece di farsi pagare per allestire una mostra, come purtroppo succede qui in moltissimi casi, le gallerie trattengono poi una percentuale sul venduto, danno fiducia all’artista che selezionano, credono che venderà e che, quindi, entrambi avranno il giusto profitto. Come in America, dove viene premiato il merito. In Italia, invece, non c’è visione del  futuro, non si sa fare una politica a lungo termine. Le opere di cui mi interesso, le fabbriche dismesse, ad esempio, sono emozionanti, con i loro macchinari enormi, gli ingranaggi… dovrebbero essere luoghi da conservare e rivivere, magari attraverso mostre…  L’arte dovrebbe animare anche spazi alternativi: a  Savona c’è il Palacrociere, ad esempio. Perché non farne una sede di esposizione, invece che usarlo solo per la vendita di piccoli souvenir?”

Ora, fino al 30 giugno, le sue opere sono in mostra presso una delle poche gallerie a misura di artista,  Eleutheros, in via Colombo 23 ad Albissola Marina, orario 17-20.

Osservando le sue imponenti realizzazioni, la maestosità di tralicci, gru, impianti, che si stagliano in un paesaggio grandioso, ormai silente e disumanizzato, si comprende la forza che ancora pervade le spoglie di un passato fervente di lavoro, anima, idee, lotte, speranze, che già facciamo fatica persino a ricordare e comprendere, persi nella paura dell’oggi e più ancora del domani. Non possiamo, quindi, che condividere la valutazione di Maurizio Maggiani: “…venendo [egli] dall’epoca nuova, della nuovissima contemporaneità immemore. E mi chiedo se saprà mai che ciò che ha fatto è prima di ogni altra cosa atto di giustizia.”

Infine, in agosto, Carnevale  presenterà una sua personale proprio a Cairo, in provincia di Savona, un tempo sede di tanti processi produttivi, suo luogo d’origine e  d’ispirazione. E’ giusto che proprio là si faccia già una prima sintesi, sognando, però, un grande polo artistico-culturale.

Insomma, dalla prima rassegna, Alessandro si è battuto perché la sua opera fosse conosciuta ed apprezzata, seguendo una luce interiore, quella di chi sa bene la strada da percorrere, la coscienza del sé.

Dante confidava al suo avo Cacciaguida: “e s’io al vero son timido amico,/ temo di perder viver tra coloro /che questo tempo chiameranno antico”, ben consapevole della sua missione di poeta e di artista.  “Ma nondimen, rimossa ogne menzogna, / tutta tua visïon fa manifesta;” rispondeva l’antico parente, perché l’arte, per essere tale, deve credere fortemente in quello che fa e trasmettere insegnamenti e sollecitazioni al mondo.
(Renata Rusca Zargar)






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