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Albenga, Trasferimento fraudolento di valori: concluse le indagini nei confronti del Romano

Albenga. La Guardia di Finanza di Albenga ha notificato a M.C., detto Il Romano, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari disposto dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Savona, dott. Giovanni Battista Ferro. Questa volta, il reato di cui dovrà rispondere è il “trasferimento fraudolento di valori” previsto dalle normative di contrasto alla criminalità organizzata (art. 12 quinquies del D.lgs. 306/92).

Le indagini della Guardia di Finanza di Albenga, coordinate dalla Procura di Savona, hanno preso di mira l’ingente patrimonio che Il Romano aveva intestato ad altri soggetti “prestanome”, per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

M.C. fu coinvolto, in passato, in diverse inchieste nelle quali si è reso responsabile di gravi delitti. Negli anni ‘90 è stato implicato nell’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia fiorentina denominata “Sorgente 2”, in quanto accusato di aver preso parte ad un’associazione per delinquere di stampo mafioso dedita soprattutto al traffico internazionale di droga. Recentemente, è stato coinvolto in un vasto giro di usura scoperto nel territorio ingauno: il suo nome emerse anche nel suicidio di un macellaio di Borgio Verezzi vittima degli “strozzini” che, prima di togliersi la vita, lo indicò tra i responsabili e scrisse il suo nome nel biglietto d’addio.

Proprio da questi ultimi fatti, che lo hanno visto condannato per delitto di usura e reso suscettibile dell’applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali, sono scaturite le complesse ed articolate indagini della Guardia di Finanza, che ha accertato come M.C. abbia intestato fittiziamente ad altri soggetti beni di pregio quali gioielli, immobili, autovetture di lusso (tra cui una Ferrari), conti correnti, partecipazioni societarie e investimenti mobiliari, pur rimanendone di fatto il titolare e dominus.

Già nel mese di marzo dell’anno scorso, la Guardia di Finanza di Albenga unitamente agli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Genova aveva sottoposto a sequestro l’intero patrimonio riconducibile al Romano per un valore di circa 4 milioni di euro.

Il Romano, attualmente sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, dovrà adesso rispondere del reato di cui all’art. 12 quinquies del D.lgs. 206/92 (“trasferimento fraudolento di valori”) che prevede fino 6 anni di reclusione. Delle stesse accuse dovranno rispondere anche la mamma e l’ex convivente.
(C.S.)

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