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Albenga. Progetto di educazione al dialogo inglese con allievi delle Medie di Leca e dell’Agrario

Albenga. Ha preso il via alle scuole medie statali “Mameli” nella frazione di Leca il progetto di Educazione al dialogo che vede impegnati studenti e docenti delle scuole medie di Leca e dell’Istituto Agrario di Albenga. “Gli alunni della classe IV B dell’Istituto secondario superiore “Aicardi” di Albenga – ha detto la professoressa Ivana Broccardi – si sono recati presso le scuole medie di Leca per rappresentare un dibattito in lingua inglese che è stato davvero interessante”.

Un po’ di emozione all’inizio, ma poi tutto è filato liscio: “I ragazzi erano intimiditi all’inizio – dice Claudia Tirendi, un’altra delle insegnanti impegnate nel progetto -  qualcuno ha confessato di non aver dormito bene la notte prima. Alla fine sono stati davvero bravi. Siamo tutti rimasti colpiti dalla scorrevolezza dell’eloquio in inglese, dal coinvolgimento emotivo. E’ proprio vero che non c’è apprendimento senza motivazione né senza emozione!”.

Grande soddisfazione anche per il dirigente scolastico dell’Istituto Secondario Superiore “Giancardi-Galilei-Aicardi” di Alassio, il preside Salvatore Manca: “E’ stata una occasione per dare l’idea di come si lavora all’Agrario e che ha consentito di condividere con un’ altra scuola le esperienze educative e di unità di apprendimento centrate sul discente che impara  “facendo” anziché “ricevendo”. In sostanza si tratta di un nuovo modo per rendere protagonista lo studente”.

Visto il successo dell’iniziativa il progetto proseguirà e d’ora in poi all’Agrario l’orientamento lo faranno gli stessi allievi che si sono mostrati molto apprezzati dagli studenti delle medie: “Da oggi – dice la professoressa Broccardi – faremo fare a loro, perché non c’è niente che dia più soddisfazione a un insegnante di vedere i ragazzi “spendere” le loro competenze, condividerle, esserne orgogliosi e soprattutto fare tutto questo insieme”.

“Il lavoro svolto con i ragazzi della IV B – dicono le docenti – costituiva una unità di apprendimento che si proponeva come obiettivi trasversali quelli di sviluppare la capacità di sostenere la propria posizione su un argomento attraverso la logica ed il ragionamento, piuttosto che l’aggressività e la delegittimazione dell’interlocutore. Altro scopo era quello di promuovere il rispetto per il punto di vista altrui, l’abilità di ricercare e selezionare le informazioni, di collaborare e di mediare. Gli obiettivi disciplinari invece corrispondevano principalmente allo sviluppo della competenza comunicativa nell’interazione e più precisamente l’abilità di conversare in lingua inglese, l’ incremento del lessico su alcuni dei temi centrali del corso di studi e l’acquisizione di enunciati volti ad esprimere e sostenere il proprio punto di vista, persuadere l’interlocutore, dissentire o concordare”.

Il metodo utilizzato si è ispirato al Jig-Saw, cioè si propone di
promuovere la collaborazione tra gli allievi fornendo loro materiale e compiti “ad incastro” tutti egualmente necessari all’elaborazione del prodotto finale. I ragazzi hanno svolto una ricerca individuale su vari punti da affrontare nel dibattito, poi a coppie, o in piccoli gruppi hanno condiviso il materiale, lo hanno poi rielaborato ed infine sono stati assegnati al gruppo Pro o Contro il tema “La criticità della situazione ambientale: la vita sul nostro pianeta è in grave pericolo”.

La classe che ha attivato questo interessante progetto comprende alunni con diverse abilità che hanno fornito un contributo prezioso, nel rispetto dei loro limiti e potenzialità. Le insegnanti hanno monitorato lo svolgersi delle attività e all’occorrenza adattato i testi prodotti dai ragazzi. “Il prodotto finale – concludono le docenti dell’Agrario – è stato un dibattito assai interessante che non sarebbe stato possibile senza il contributo di ciascuno. D’ora in poi abbiamo deciso di utilizzare questa formula per far conoscere meglio la nostra scuola, per condividere con gli allievi di altri istituti il nostro patrimonio educativo: perché le attività a scuola, quando sono frutto del fare dei ragazzi, più che degli insegnanti, hanno un sapore speciale!”.
(Paolo Almanzi)



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