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Albenga. Presentato in Santa Maria in Fontibus il restauro delle tre pale d’altare

Albenga. Un pomeriggio dedicato alla pittura, alla musica, alla devozione ed alla conservazione dei Beni artistici, è stato trascorso nei gironi scorsi da fedeli ed appassionati dell’arte, nella chiesa di Santa Maria in Fontibus nel centro storico della “Città delle Torri”.

Si è svolta infatti, organizzata dalla Diocesi di Albenga Imperia, la cerimonia di presentazione di tre notevoli oggetti artistici, appena restaurati su iniziativa della diocesi ingauna.

L’ importante restauro, delle tre preziose ancone e pale d’altare, meritava davvero una cerimonia ufficiale di presentazione alla cittadinanza ed ai fedeli. Il padrone di casa Monsignor Giorgio Brancaleoni (Direttore dell’ Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Albenga- Imperia) ha presentato, con dovizia di particolari, la storia di ciascuna opera, mentre l’artefice degli splendidi restauri Giorgio Gavaldo ha, per ciascuno dei tre restauri, indicato in maniera approfondita, ma comprensibile a tutti, i vari procedimenti, passaggi ed interventi accurati che hanno riportato alla luce, in tutta la loro bellezza, le tre ancone e pale. Ad allietare il pomeriggio la splendida voce del tenore Simone Favara che ha presentato, fra gli altri, un eccellente brano tratto dal celebre “Serse” di Georg Frederich Handell.

Le tre pregevoli opere, di tre epoche diverse, rappresentano rispettivamente: “San Giuliano” (pala proveniente dalla stessa Chiesa di Santa Maria in Fontibus), “Deposizione di Gesù dalla Croce” (proveniente dalla cattedrale di San Michele) e “San Gaetano da Thiene” (chiesa di Santa Maria In Fontibus).

Il “San Gaetano da Thiene” è l’ opera sulla quale si hanno meno informazioni. Dipinta da autore anonimo, è stata realizzata tra la fine del seicento e l’ inizio del settecento. Secondo l’autorevole parere del Direttore dell’ Ufficio Beni Culturali della Diocesi ingauna, potrebbe addirittura essere dedicata non a San Gaetano, ma al Santo Gesuita missionario “San Francesco Saverio”.

Il “San Giuliano” è l’opera di gran lunga più importante fra le tre restaurate. Appartenuta alla locale Congregazione di San Giuliano, ha un grande e pregevole impianto, ed è opera di Agostino Testa che la realizzò fra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento.

Infine la “Deposizione di Gesù dalla Croce” è l’ opera forse meno importante fra le tre. Realizzata dall’artista che si firma “Rossi”, nei primi anni dell’ Ottocento. Proveniente dalla cattedrale di San Michele, dopo il restauro non tornerà in San Michele, ma verrà affissa, insieme alle altre due, nella chiesa di Santa Maria in Fontibus.
(Claudio Almanzi)

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