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Albenga. Nel Giardino Letterario di Gerry Delfino si passeggia con i poeti al di fuori del tempo

Albenga. “Più che un giardino letterario – dice Adalberto Guzzinati, giornalista e critico d’arte – quello di Gerry è un luogo per nutrire l’anima, uno spazio nel quale il tempo si annulla e ci si immerge in un mondo metafisico nel quale si dimenticano tutte le brutture della contemporaneità e si dialoga con i grandi del passato”. Piante di oltre 1.300 specie vegetali, più di tremila allievi delle elementari che vi hanno  già fatto visita, importanti collaborazioni con Università ed enti culturali italiani e stranieri, concerti, happening ed incontri con personaggi della cultura: è questo, in estrema sintesi, il Giardino Letterario Delfino, aperto da alcuni anni, proprio al confine fra Ceriale ed Albenga.

“Un giardino all’inglese, anche un po’ disordinato – dice lo stesso ideatore Gerry Delfino, ex libraio ed oggi esperto di volumi antichi ed editore – ma nato dal mio amore per la letteratura e per la natura. Un terreno molto ricco ed adatto ad ospitare specie assai differenti, tanto che in pochi anni quello che era uno scampolo incolto di terra ed arbusti, oggi è il giardino che sognavo di avere”.

In effetti si tratta di un luogo quasi fatato, nel quale si ha quasi un senso di straniamento, perché ci si trova completamente lontano da tutto, immersi nella natura: lungo i vialetti, bianchi di ghiaia, gli ospiti incontrano i grandi poeti, soprattutto del Novecento e vengono affascinati da questo mirabile affabulatore che ha dedicato la propria vita allo studio delle sue due grandi passioni: prima i libri, oggi le piante.

È anche un viaggio nella letteratura: “In questo angolo della piana ingauna – dice Delfino – ho raccolto gli alberi citati, o descritti nella Divina Commedia ed in centinaia di opere letterarie italiane e delle grandi letterature mondiali. Ora ho iniziato una attenta rilettura delle Bucoliche virgiliane per introdurre nel giardino anche le piante citate e descritte dal grande maestro dantesco”. Insomma si tratta di un lavoro appassionante ed infinito che è già stato segnalato da importanti riviste e testate nazionali ed estere. Quasi per ogni albero ci sono  i versi di un poeta, il limone per Montale, il rododendro per Goethe, le mimose per Biamonti, il basilico e i pini d’Aleppo per Orengo, con Pasternak le betulle, gli amarilli per Benni, l’arancio per Garcia Lorca, il tasso del Tasso per il geniale Achille di Campanile e tanti altri ancora.

Questo splendido Giardino Letterario, in regione Carenda,  è anche la sede di Scripta Manent, la libreria antiquaria conosciuta dai bibliofili di mezzo mondo e dello studio di questo singolare libraio-editore che apre spesso la propria biblioteca (con oltre 30 mila volumi) anche a studiosi e ricercatori provenienti da mezzo mondo. Qui insomma non ci sono soltanto le nostre tipiche piante: timo, basilico, lavanda, rosmarino, ginestre, salvie, tamerici, etc, ma quelle provenienti dai cinque continenti, o rare come il Gelsomino di San Giuseppe, le lavande frastagliate inglesi, il biblico sicomoro, il gingko biloba, il classico citizo dell’amore, l’albero attira farfalle budeleia, il fiore profumato di Natale, il calicanto, il classico acanto, l’odoroso elicriso, il vero papiro egizio, l’albero dei paternostri melia azedarach ed il re dei pergolati la lussureggiante sophora japonica.
(Claudio Almanzi)

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