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Albenga. Maddalena Vazzoler ospite degli Studi Liguri, ultimo incontro del ciclo sull’ acienne regime

Albenga. Si concluderanno domani pomeriggio ad Albenga (inizio alle ore 16 e 30 a palazzo Peloso Cepolla) le conferenze annuali dell’ Istituto Internazionale degli Studi Liguri, guidato dall’avvocato Cosimo Costa. A chiudere il ciclo di lezioni sul tema: “Dall’Ancien Régime ai tempi nuovi.

La Liguria durante la Repubblica Ligure e l’Impero francese” sarà la professoressa Maddalena Vazzoler, dell’Università di Genova. La Vazzoler interverrà su “Genova tra Rivoluzione e Impero. La sorte delle opere d’arte”. Si tratta di un tema molto interessante e ben noto agli studiosi in quanto in quel periodo storico travagliato ebbero grande peso, per il patrimonio storico artistico ligure, le soppressioni degli Enti ecclesiastici operate a partire dal 1798 dalla Repubblica Ligure e poi direttamente dall’Amministrazione francese.

“Insigni monumenti ed edifici – ci ha gentilmente anticipato la Vazzoler – innumerevoli opere d’arte, biblioteche e archivi che costituivano il secolare patrimonio di queste istituzioni vennero in questi anni disperse, vendute a privati e successivamente, in numerosi importanti casi, trasferite a Parigi ad arricchire le collezioni di Musei e biblioteche francesi”.

Maddalena Vazzoler ha dedicato lunghi ed approfonditi studi a questo argomento e nel corso della conferenza cercherà di ripercorrere le vicende occorse al patrimonio artistico genovese negli anni che vanno dalla caduta della Repubblica aristocratica (1797), all’annessione all’Impero francese (1805), fino alla fine della dominazione napoleonica in Italia (1814).

“Cercherò di presentare – conclude la Vazzoler – le politiche attuate dal governo della Repubblica Ligure e dal governo francese in merito alla soppressione degli ordini religiosi e alla successiva messa in circolazione di un cospicuo patrimonio di opere d’arte e oggetti di culto appartenuti alle congregazioni soppresse. Politiche che furono sostanzialmente differenti e che portarono dapprima all’organizzazione di vendite all’asta, organizzate dallo stesso governo della Repubblica Ligure, e poi ad una strategia di ridistribuzione delle opere sul territorio, nonché al tentativo, mai realizzato, di istituire un museo civico da parte dell’amministrazione francese.

“Si tratta – ci ha detto Josepha Costa Restagno dell’ IISL di Albenga – di una interessante occasione per conoscere l’ambiente dei mercanti dell’arte di quel tempo. Una parte dell’incontro sarà infatti dedicata all’interessante capitolo del mercato dell’arte attivo a Genova tra Rivoluzione e Impero e alla presenza di mercanti stranieri in città in questi anni: soprattutto i britannici William Buchanan, James Irvine, Andrew Wilson ed il francese Jean-Baptiste Pierre Lebrun.
(Claudio Almanzi)

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