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Albenga, Fieui di caruggi: il dopo… fionda

Albenga. In Albenga sventolano ancora gli stendardi con le fionde a ricordo di una giornata davvero memorabile: il premio dei Fieui di caruggi a Carlo Petrini (nella foto), un personaggio che ha saputo conquistare subito la platea con la sua ironia, la sua intelligenza e soprattutto con la grande semplicità nell’esporre senza annoiare idee molto complesse, dote quest’ultima che appartiene solo agli uomini di vera cultura.

Probabilmente ha avuto ragione Gino Rapa, portavoce dei Fieui, quando sul palco dell’Ambra ha affermato: “Ho la sensazione che stiamo consegnando la Fionda di legno ad un potenziale futuro premio Nobel!” Carlìn, così lo chiamano gli amici, e ad Albenga era tra amici, è giunto in anticipo sull’orario della manifestazione e ha avuto il tempo di ammirare con sincero stupore il centro storico ingauno di cui si è dichiarato subito innamorato, assicurando un suo ritorno almeno per un fine settimana. Entusiasti gli spettatori che, a centinaia, hanno gremito l’Ambra e che lo avrebbero ascoltato per ore: ma è giusto ricordare che si trattava di una premiazione e non di una conferenza. Un po’ delusi coloro ai quali il servizio d’ordine, davvero attento e puntiglioso, ha impedito l’ingresso per ragioni di sicurezza, una volta raggiunta la capienza massima dei locali.

L’atmosfera è sempre stata festosa anche grazie ad Antonio Ricci che, al premio Fionda, si sente davvero il padrone di casa, e ai numerosi ospiti di altissimo livello. Terminata la manifestazione ci si è trasferiti in vico del Collegio, alla cantina dei Fieui di caruggi dove Dino Vio ha dato inizio al brindisi in onore delle Condotte Slow Food di Albenga- Finale e di Andora, presenti in massa. Nell’occasione Monica Venerucci,  responsabile dello Slow Food ingauno, ha donato ai Fieui di caruggi la tessera onoraria della prestigiosa Associazione. Ovviamente Carlo Petrini, tra un bicchiere di pigato e vermentino  con assaggi di fave e salame, ha autografato la piastrella per il celebre muretto di “E ghe mettu a firma!” e ha lasciato questa dedica: “ Ai miei amici e fratelli Fieui di caruggi con la simpatia e l’affetto verso una generazione di persone belle e generose. Fortunata Albenga per questo sodalizio che come il buon vino migliora col tempo e rende bella questa città. Qui si fa scuola di umanità. Con amicizia. Carlo Petrini”.

La serata si è poi conclusa in un’osteria del centro storico in un clima di goliardica convivialità con Simone Barbato (venerdì a Paperissima) che ha continuato a stupire i presenti con i suoi mimi e con gli interventi musicali dello straordinario dottor Paolo Frola, medico di base a Rocchetta Tanaro, amico dei più grandi musicisti italiani che ha dilettato gli ospiti con una serie di parodie musicali dedicate in particolare al mondo sanitario italiano. E con una gigantesca torta di oltre 20 chilogrammi ovviamente a forma di fionda Al momento della partenza le auto degli ospiti traboccavano dei prodotti della piana: olio, vino, fiori , dolci, ortaggi compresi i carciofi ed i preziosi asparagi violetti. E un saluto di Carlo Petrini che suona come un arrivederci: “Vi voglio tutti a Pollenzo per grande pranzo campestre!”  Una fionda davvero slow, da conservare tra i ricordi più belli.
(C.S.)

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