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Albenga. Collettiva con 7 artisti ingauni del Novecento, visitabile anche il prezioso fondo Don Balletto

Albenga. Sta ottenendo un notevole successo di pubblico ed ha suscitato anche un certo interesse nella critica la bella collettiva ospitata presso la Biblioteca Civica “Simonetta Comanedi” di Albenga dedicata ad alcuni artisti locali.

“Albenga ricorda i suoi pittori del Novecento” è il titolo della mostra che propone una trentina di tele realizzate da Chino Bert, Vinicio Delonti, Vittorio Fiori, Franco Grassi, Anna Rossi Scola, Ezio Rossin ed Antonio Secco. Ad organizzare l’ evento sono stati i vertici della biblioteca civica ingauna, guidata da Antonio Giordano.

“L’idea della mostra – dice Giordano – ha preso corpo grazie ai tanti appassionati che ci hanno manifestato un forte interesse perché Albenga e la Biblioteca in particolare iniziasse un percorso di ricordo degli artisti non più viventi, per proseguire con la presentazione di opere di pittori dei nostri giorni, tutti naturalmente uniti dall’ amore per la città ed il suo territorio. Nel corso dei lavori, che ho condiviso con tutto il personale ed i particolare con Fabio Risso, e grazie all’insostituibile guida di suo padre Ciso, ho capito che dagli anni passati, più o meno recenti, non ritornava solo il ricordo di opere e quadri, ma soprattutto di persone e momenti di vita, individuale e collettiva. Alla inaugurazione il professor Mario Moscardini ha presentato l’iniziativa assieme ad Arnaldo Fontana ed ha suggerito un’ ulteriore chiave di lettura: la riflessione su alcuni momenti della storia di Albenga attraverso i suoi pittori del Novecento. Molto interessanti sono stati anche i successivi e toccanti interventi dei parenti e degli amici degli artisti scomparsi che hanno portato le loro testimonianze relative a vari periodi dell’ attività dei sette artisti”.

Come tutte le iniziative dedicate alla retrospettiva di personaggi che hanno animato la vita artistica e culturale del passato si tratta anche in questo caso di una proposta davvero encomiabile: “Questa collettiva si presenta come una interessante occasione- ci ha detto Daniele Decia noto esperto d’arte- per ammirare le opere di un gruppo di artisti locali che hanno lasciato il loro segno nel panorama artistico e culturale del comprensorio ingauno. Questa, come altre analoghe lodevoli iniziative, non è certo esaustiva ed ha lasciato fuori molti altri artisti scomparsi e che, come questi sette, meritano di essere ricordati”.

La collettiva sarà visitabile fino al 3 maggio. “Abbiamo pensato – ci ha detto Giordano – di rendere omaggio ad alcuni artisti di Albenga che nella seconda metà del secolo scorso sono stati protagonisti di interessanti personali e collettive d’arte. Anche se il campo della nostra ricerca era assai più vasto abbiamo alla fine pensato di dedicare l’evento a Chino Bert, Vinicio Delonti, Vittorio Fiori, Franco Grassi, Anna Rossi Scola, Ezio Rossin ed Antonio Secco”.

Visitando la collettiva degli artisti ingauni ho avuto anche l’opportunità di introdurmi nel cantiere librario all’interno della civica biblioteca ingauna dedicato al mitico don Antonio Balletto. Si tratta di un vasto ed importante materiale la cui catalogazione terminerà nel 2016.

“Il patrimonio librario – conclude Giordano – che ci ha lasciato don Antonio Balletto è davvero importante e prezioso. Attualmente il personale della biblioteca, grazie al sostegno del Centro Studi Don Balletto ed alla Fondazione De Mari, è riuscito a catalogare ed a rendere già fruibili al pubblico migliaia di volumi. Tuttavia il fondo che ci era giunto grazie a Don Balletto comprendeva più di 25 mila volumi, oltre a migliaia di riviste. Per catalogare e rendere fruibili così tanti libri e materiale ci vuole un enorme sforzo che comunque stiamo compiendo. Sono pochi anche ad Albenga i cittadini che conoscono i tesori custoditi nel Fondo Don Balletto. Si tratta di una opportunità di arricchimento e specializzazione per le raccolte della biblioteca a fronte della quantità di volumi dedicati all’arte, alla storia, alla letteratura e alla filosofia delle religioni. Ci auguriamo che la presenza in Albenga del fondo Balletto possa garantire alla biblioteca e alla città un considerevole afflusso di docenti e ricercatori capaci, col proprio lavoro intellettuale, di animare la cultura cittadina creando nuovi legami con gli istituti di ricerca e le università operanti sul territorio nazionale e in Europa”.
(Claudio Almanzi)

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