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Albenga, al San Carlo presentato libro di Berardi

Albenga. Uditorio folto e partecipe, quello di sabato 19 febbraio all’Auditorium San Carlo, presenti le autorità cittadine, tra cui il sindaco Rosy Guarnieri  e l’assessore al Bilancio Ubaldo Pastorino.
Oggetto della presentazione il volume di Giovanni Berardi già presidente dell’Associazione Nazionale Vittime del Terrorismo a titolo “Mi raccomando Guagliò, la solitudine degli umili” – Pintore editore – con prefazione di Mario Calabresi.
Coordinati da Romano Strizioli, gli interventi, puntuali e vibranti, del consigliere delegato alla cultura avv. Bruno Robello de Filippis, e del consigliere comunale di minoranza avv. Antonello Tabbò, convergenti nell’unanime condanna al Terrorismo e nella solidarietà per le vittime e le famiglie tragicamente segnate dalla violenza d’una stagione dolorosa per il nostro Paese.
Pier Franco Quaglieni, presidente della Società Internazionale di Storia Contemporanea, nella lettera di benvenuto all’autore, rileva:
“Una storia del terrorismo non è ancora possibile perché gli anni di piombo grondano dolore e sangue ed hanno lasciato ferite non rimarginate nel tempo. Finché si consente agli ex terroristi, neppure pentiti, di salire sulle cattedre universitarie ad impartire lezioni, non sarà possibile storicizzare, trovare un momento di riflessione critica e distaccata, come pure dovrebbe essere l’opera degli storici. Il libro di Berardi non è un libro di storia poiché libro di chi ha vissuto vicende drammatiche che non si possono storicizzare. Ma è libro indispensabile per scrivere la storia in futuro, quando essa si potrà scrivere, perché libro-testimonianza, senza ambiguità, silenzi opportunistici, tentativi di mediazione. (…). È un libro che dovrebbero adottare le scuole come libro di testo perché oggi i giovani crescono senza radici storiche: non sanno nulla o quasi del Risorgimento, non sanno nulla o quasi della Resistenza, non sanno nulla o quasi del terrorismo che ha insanguinato il Paese: il clima ludico che caratterizza parte della classe dirigente non consente approfondimenti, non consente adeguata serietà.“
Dal canto suo l’autore, condividendo con l’uditorio la luminosa figura del padre, il maresciallo Rosario Berardi, ucciso dalle Brigate Rosse a Torino nel lontano 1978, si dichiara disponibile a portare ulteriore testimonianza, proprio presso i giovani, nelle scuole, suscitando dibattiti, promuovendo concorsi acché la memoria di quanto avvenuto non si perda. Prossimo obiettivo, come da lui stesso dichiarato nella lettera di ringraziamento al direttore della biblioteca, quello di costituire la Fondazione Italiana Vittime del terrorismo con annesso museo, opera ancora assente su tutto il territorio Nazionale.
La rassegna “Invito alla Storia. Proposte di lettura”, organizzata in sinergia dalla biblioteca civica e dal Centro Pannunzio, proseguirà sabato 12 marzo, ore 16, alle presso la biblioteca, con la presentazione di un romanzo ispirato alla Shoà, “Oltre la cenere”, di Dogliani-Ronchetti (Paoletti D’Isidori Capponi Editori).
(Patrizia Valdiserra)


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