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Albenga. Agli Studi Liguri molto interesse per gli interventi della Valdiserra e di Schivo

Albenga. Le ultime due conferenze agli Studi Liguri hanno visto la presenza della dottoressa Patrizia Valdiserra e del professor Bruno Schivo (nella foto). Sono state due relazioni molti interessanti e seguite da un folto pubblico di appassionati. Il quarto appuntamento del ciclo di conferenze organizzato dalla sezione ingauna dell’istituto internazionale di studi liguri e dedicato quest’anno all’Ottocento in Liguria era intitolato: “Albenga: una storia, tante storie. Ritratto di una città tra storiografia e letteratura”.

La Valdisserra ha spiegato mirabilmente la storia della “Città delle Torri” alla luce dei tanti documenti provenienti dagli eminenti storici che si sono occupati delle vicende ingaune.

“Si tratta – ha detto la stessa Valdiserra – di un tema ricco di suggestioni non solo letterarie ma anche patriottiche, perché negli scritti di quegli autori che, come Cottalasso, Navone o Rossi, per primi si impegnarono nel tentativo di scrivere una storia della città si possono ben cogliere tutti quei fermenti sociali, culturali e civili che, anche ad Albenga, accompagnarono la nascita dell’Italia unita”.

Grande entusiasmo ha anche suscitato l’intervento di Schivo che era dedicato al tema: “Lo sviluppo del turismo in Riviera e gli Inglesi ad Alassio”. L’intervento di Schivo ha preso in esame la nascita e i primi passi del turismo in Liguria, partendo da quei viaggiatori stranieri, spesso famosi, che hanno attraversato la Liguria e hanno poi deciso di fermarvisi per brevi o lunghi periodi.

“Un ruolo fondamentale per lo sviluppo turistico, e non solo, della Riviera di Ponente – ha detto Schivo – l’ha avuto l’apertura della linea ferroviaria nel 1872, che ha rotto un lungo isolamento delle nostre aree”. Fin dalla seconda metà dell’Ottocento l’arrivo di un numero sempre crescente di viaggiatori ha provocato importanti trasformazioni, non solo sul piano economico e sociale, ma anche su quello urbanistico e paesaggistico. Schivo ha poi parlato della comunità britannica di Alassio, che scelse la cittadina rivierasca come luogo privilegiato per trascorrervi la stagione invernale, dal 1875 al primo dopoguerra.

“Le tracce lasciate dagli Inglesi ad Alassio – ha detto in conclusione Schivo – come le ville, il Tennis Club, la West Gallery, sono ancora presenti e sono divenute esse stesse una metà turistica sempre più importante”.

I prossimi incontri agli Studi liguri vedranno la presenza degli studiosi Massimiliano Caldera, Luciano Livio Calzamiglia e Antonio Anfossi.
(Paolo Almanzi)

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