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A Campochiesa visita FAI all’affresco di Morteo nel borgo abbandonato

Albenga. È  prevista per domenica pomeriggio,  ad Albenga, a cura del FAI (Fondo Ambiente Italiano) l’inaugurazione del restauro, appena ultimato, dell’importante affresco quattrocentesco che si trova nel borgo di Morteo.

L’ appuntamento è per le ore 15, davanti alla Chiesa di Campochiesa, da dove partirà la breve passeggiata che porterà, in una quindicina di minuti a Morteo, luogo nel quale gli stessi restauratori ed esperti del Fai accompagneranno i visitatori nell’ Oratorio della Chiesa dell’antico borgo ingauno.

L’affresco è della fine del Quattrocento e raffigura la Madonna con Gesù’ morto in grembo, affiancata da Sant’Antonio Abate.  Sullo sfondo dell’affresco si vede una città con torri: si tratta dell’antica Albium Ingaunum.  La cappella è situata su una collina dalla quale ancora oggi si vedono in lontananza le torri di Albenga, il mare e l’isola Gallinara.  La cappella, ormai in rovina e priva di tetto, era anticamente la piccola chiesa dedicata a San Sebastiano del nucleo abitato di Morteo decorata attorno al 1490. Il restauro ha portato alla luce il viso della Madonna sul quale si vedono anche alcune lacrime.  Una lunetta ancora integra su questo lato della cappella e uno strato di calcare avevano protetto l’immagine. La cappella conteneva anche un altro affresco ormai quasi scomparso raffigurante la Madonna con bambino affiancata da San Sebastiano e San Giacomo.  Ancora oggi nelle vicinanze della cappella esistono alcuni ruderi di costruzioni, fra le quali un mulino da frantoio ed una vasca per abbeverare gli animali.

Il paese di Morteo, di cui si trovano citazioni a partire dal 1225, prende il nome dalla “murta”, la pianta di mirto che cresce spontanea sulle colline liguri e nel medioevo era diffusamente utilizzato per la concia del cuoio. Nel 1326, Campochiesa e Morteo, insieme, contavano circa 50 famiglie. Nel 1539, Morteo era ancora censito nel catasto del territorio di Albenga e vi si contavano 19 uomini che potevano remare sulle galee.  Risulta non più abitata a partire dal 1571. Attualmente i ruderi di Morteo sono circondati da estese coltivazioni di ulivi, alcuni molto antichi, come testimonia la larghezza dei tronchi.

“Suggeriamo – dicono gli amici del Fai – a coloro che non potessero venire domenica all’inaugurazione, di farlo in un’altra qualsiasi giornata. Sarà una occasione per fare una passeggiata nei nostri bellissimi dintorni: sulle colline tra Albenga e Ceriale e nella Valle Ibà.   Il paesaggio è  tipico della macchia mediterranea: ulivi, mirto, querce, fichi d’india, piantati su fasce con muretti di pietra a secco.  I sentieri sono abbastanza pianeggianti e offrono una vista bellissima del mare da un lato e della collina dall’alto”. Comunque per chi volesse avere maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti numeri: 0183 497162, 348 9204002 e 349 7626017.
(Claudio Almanzi)

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