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Alassio. Prete condannato per pedofilia, per la Chiesa può celebrare la messa

Alassio. Don Luciano Massaferro, sacerdote di Alassio condannato in via definitiva per pedofilia a sette anni e otto mesi, “deve essere completamente riabilitato in quanto non consta che egli abbia commesso i delitti a lui ascritti”.

E’ quanto ha stabilito la sentenza del tribunale regionale ecclesiastico  “dopo più di quattro anni di meticoloso e puntuale processo penale canonico” nei confronti del sacerdote arrestato nel 2009 e condannato per molestie sessuali nei confronti di una chierichetta.

Resta immutata la posizione di Don Lu, come venne disposto a suo tempo nella sentenza penale della Magistratura italiana. Con la sentenza canonica di assoluzione il sacerdote Luciano Massaferro può tornare a celebrare pubblicamente la Santa Messa e i Sacramenti della vita cristiana. Il Vescovo diocesano, S.E. Mons Guglielmo Borghetti ha prospettato, in pieno accordo con il sacerdote,  un suo reintegro graduale nel ministero pastorale e nella vita diocesana. Il Vescovo diocesano auspica che la sentenza canonica sia accolta con animo sereno dai fedeli che in questi anni hanno seguito l’intera vicenda. Don Luciano Massaferro era stato arrestato il 29 dicembre del 2009, quando era stato prelevato dalla sua abitazione dagli uomini della squadra mobile della questura di Savona coordinati dal vicequestore aggiunto Rosalba Garello.

Tradotto in carcere a Sanremo, poi trasferito presso il convento delle suore di Diano Castello, quindi a La Spezia dove in regime di semi libertà aveva anche investito un passante in scooter mentre stava ritornando in cella. In totale “don Lu” ha trascorso 3 anni in carcere ed uno agli arresti domiciliari, prima dell’affidamento in prova alla Casa della Carità di Imperia. Quindi, a inizio 2016, la scarcerazione, dopo aver usufruito dello sconto per “buona condotta” (45 giorni ogni 6 mesi).

Ora anche il processo canonico rende giustizia al sacerdote per il quale c’era stata una gran mobilitazione da parte di amici e fedeli con cortei di solidarietà proprio ad Alassio. Durante la detenzione il prete aveva scritto 100 lettere ribadendo la sua innocenza e ora il «Tribunale della Chiesa» ha confermato la sua tesi. Il vescovo diocesano di Albenga Imperia Guglielmo Borghetti ha prospettato un suo reintegro graduale nel ministero pastorale e nella vita diocesana. Il comunicato della diocesi precisa che “resta immutata la posizione del sacerdote come venne disposto a suo tempo nella sentenza penale della magistratura italiana”.
(Lara Calogiuri)

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