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Alassio. Incontro pubblico con i candidati sindaci

Alassio. Giovedì 23 maggio, alle ore 21.30, ad Allasio presso il salone della chiesa S. Giovanni Battista in via Neghelli si svolgerà l’incontro pubblico di quartiere con tutti i candidati sindaci organizzato dall’Associazione Alassina “U Massatoiu”. Durante l’incontro saranno presentate le richieste dei residenti, le prospettive ed i programmi per il quartiere della Fenarina e per la città da parte dei candidati a guidare la futura Amministrazione comunale.

Come già avvenuto in occasione delle elezioni comunali del 2011, la serata costituirà l’ultimo confronto tra i tre candidati sindaco della città prima delle feste di chiusura della campagna elettorale delle liste che precedono la consultazione politico-amministrativa.

L’associazione, autonoma, democratica, apolitica, aconfessionale, senza fine di Iucro, nasce alcuni anni or sono, per volontà di alcuni abitanti del quartiere,  con lo scopo di conservare e tutelare il territorio e Ie sue tradizioni. Essa rappresenta il quartiere della Fenarina, ossia quella parte di città, realizzata per ultima nel tempo, ma che ha la più alta densità abitativa e l’età media anagrafica più bassa di tutta Alassio e che il suo sviluppo appare, agli occhi di tutti, con la conformazione di note cittadine sorte negli anni ‘60-‘70.

Purtroppo la zona non gode dei privilegi di una frazione e neppure di quelli di una circoscrizione nonostante rappresenti una parte importante della città e per la città e la scarsa attenzione e considerazione, della pubblica amministrazione e dei politici ha influito, negativamente, su vivibilità, strutture e sviluppo.

Sul suo territorio insistono quasi tutti i più importanti servizi pubblici cittadini; da quelli sportivi con il palazzetto dello sport e lo stadio di calcio, a quelli scolastici con tutte le scuole elementari e l’istituto per i servizi alberghieri con i suoi 500 alunni, da quelli sociali con la nuova casa di riposo, a quelli comunali con la polizia municipale, il deposito dell’acquedotto, il vivaio dei giardinieri comunali, i servizi tecnici manutentivi ed infine la centrale elettrica dell’ENEL. Nel futuro è stata individuata come zona per il cantiere del raddoppio ferroviario per la fermata di Alassio il cui accordo è già stato sottoscritto dal Comune e che comporterà, oltre all’abbattimento del palazzetto dello sport e di due fabbricati civili, anche uno stravolgimento alla viabilità e vivibilità locale.

La zona è anche quella che avrebbe dovuto ospitare, con il riutilizzo dei fabbricati dell’ex macello comunale dismesso nel 1986,  il teatro comunale e le sale polivalenti; progetto che è naufragato dopo l’inizio dei lavori (1995) e da anni ha lasciato il quartiere con un cantiere incompleto e sempre aperto degno di una visita del famoso “Gabibbo”. Da questa struttura, una delle poche proprietà comunali ancora non vendute (si pensi al destino che hanno subito le scuole di Villa Bice, l’asilo di via Mameli ecc… con la trasformazione in alloggi), nasce il nome dell’associazione che auspica la realizzazione di un centro polivalente, con laboratori multifunzionali per i giovani, spazi ricreativi e sociali per bambini ed anziani, aree museali, verdi  e sportive al fine di rendere fruibili per bambini, giovani ed anziani spazi per svolgere attività che mancano in tutta la città.

Urbanisticamente purtroppo l’intero comprensorio ha subito, per prima, un “massacro” della collina con la realizzazione di un impattante villaggio, che purtroppo si teme non essere l’ultimo, che ha causato e provoca tutt’ora numerosi problemi alla viabilità ed ai servizi.

Il dibattito si concentrerà sulla salvaguardia della collina ancora parzialmente verde alle spalle della striscia costiera completamente cementificata.

Tanti altri argomenti saranno trattati nel corso dell’assemblea pubblica durante la quale l’associazione oltre ad esporre i problemi di abbandono in cui versa il quartiere, utilizzato ad es. per la sosta dei bus turistici, dei camper e dei mezzi industriali.

Tutti i candidati hanno già dato la loro disponibilità alla partecipazione e la stessa si svolgerà nell’unica sala funzionale e capiente ossia quella parrocchiale frutto del lascito Cannata e della lungimiranza dell’ex parroco don Ermanno Piantanida, segno evidente della carenza di strutture della zona.
(C.S.)

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