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Al Museo Archeologico di Lipari la mostra “Donne, gioielli e profumi: una lunga storia d’amore”

Lipari. Si è inaugurato questa mattina presso il Museo Archeologico Bernabò Brea la mostra “Donne, gioielli e profumi: una lunga storia d’amore” che resterà aperta fino al 30 settembre 2013. Curatrice della mostra Maria Clara Martinelli, archeologo Parco Isole Eolie. Ha presentato l’evento
Michele Benfari, Dirigente del Museo.

Relazioni di Maria Concetta di Natale dell’Università di Palermo “I criteri di museologia per l’oreficeria”, 
il drammaturgo Aurelio Pes  drammaturgo (“Donne, dandy e profumi
) e il Direttore del Parco Umberto Spigo (“L’iconografia femminile greca”).

La mostra si potrà visitare tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 13.00, dalle ore 15.00 alle-19.00. (Domenica ore 9.00-13.00).

Ecco quanto riportato, in merito a questa mostra, sulla rivista di archeologia on-line “Archeo Media” (N° 14 del 16 luglio 2013), edita da

MEDIARES S.c., via Gioberti, 80/d – 10128 TORINO, di cui sono direttore responsabile e direttore editoriale rispettivamente Silvia Riva Direttore Editoriale: Gabriella Monzeglio

Caporedattore: Feliciano Della Mora (dmf@mediares.to.it).

Redazione (redazione@archeomedia.net): Alessandro Allario.

Tel. 0115806363, fax 0115808561;

E-mail: mediares@mediares.to.it Url: http://www.mediares.to.it

Direttore Responsabile: Silvia Riva Direttore Editoriale: Gabriella Monzeglio

Caporedattore: Feliciano Della Mora (dmf@mediares.to.it).

Redazione (redazione@archeomedia.net): Alessandro Allario.

Hanno collaborato a questo numero: Renato Ciaburri, L’uomo ha sempre cercato, fin dai tempi più remoti, di adornarsi con oggetti la cui rarità o la difficile reperibilità conferivano personalità, importanza e prestigio nell’ambito della comunità. Sembra strano, ma l’uomo probabilmente pensò dapprima ad adornarsi e poi a vestirsi. 
Nella preistoria, l’attenzione degli ornamenti era rivolta ad oggetti di difficile reperibilità costituiti da conchiglie, denti di animali, le cui origini risalgono a circa 40.000 anni fa. Gli ornamenti spesso conservano un valore di amuleto, per proteggere da malattie e dalle forze del male. Già con la preistoria l’uomo scopre l’oro, che per gli Egizi rappresentava la carne di Amon-Ra, dio del sole.

L’oreficeria si raffina nel tempo, con i famosi orafi etruschi e durante l’età ellenistica (III-II a.C.) con la produzione di splendidi gioielli abbelliti da intarsi di pietre dure. La civiltà romana fu invece la prima ad utilizzare l’anello come segno di fidanzamento oltre alle funzioni di sigillo e talismano. Al desiderio di adornarsi con oggetti, nasce anche la cura del corpo, prima con evidenti segnali di distinzione in particolari riti religiosi (olii profumati, terre colorate), poi in età greca si afferma l’arte della cosmesi, la “kommotikè techne”, rivolta soprattutto al mondo femminile come ancora la conosce la donna di oggi. 
Buona parte di questa storia è rappresentata dai ritrovamenti archeologici e Lipari offre un ricco panorama di manufatti di assoluto prestigio ed importanza. In mostra i più raffinati reperti a partire dall’età del Bronzo fino all’età romana.

 Ingresso: 6 euro. Per informazioni:Museo Archeologico Bernabò Brea di Lipari – 
Tel. 090 9880174; e-mail: parco.archeo.eolie@regione.sicilia.it
(N.B.)

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