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Affollata assemblea a Castellaneta sulla sanità e l’ospedale

Castellaneta. Si è svolta presso l’auditorium Cuore Immacolato di Maria l’assemblea pubblica “La sanità e l’ospedale per i cittadini“.

Nel corso dell’incontro è emerso che nelle politiche dl contenimento della spesa pubblica la sanità rappresenta uno dei settori che ha subito i tagli più massicci; questi rilevanti tagli rischiano di minare il diritto all’eguaglianza sociale e territoriale nell’accesso ai servizi sanitari.

L’iniziativa, organizzata dalla Cia di Castellaneta e dall’Anp-Cia (associazione pensionati CIA), intendeva sensibilizzare l’opinione pubblica nella difesa del diritto costituzionale alla salute.

Nella sua introduzione Franco Catapano, direttore regionale della Cia Puglia, ha evidenziato che in Italia ogni anno circa quattro milioni di cittadini si impoveriscono per curarsi; bisogna, quindi, difendere la sanità pubblica attraverso un maggiore controllo sociale contro gli sprechi, le lottizzazioni politiche e le gestioni clientelari. É necessario che i cittadini e le loro organizzazioni si mobilitino per partecipare attivamente a costruire un nuovo e moderno stato sociale capace di corrispondere ai nuovi bisogni della qualità della vita.

Il presidente regionale dell’Anp-Cia, Mauro Zaccheo, ha ribadito la necessità di creare un nuovo rapporto tra i cittadini e il sistema sanitario, partendo da un principio fondamentale: il cittadino ha diritto al rispetto della sua dignità e della qualità della vita. A questo proposito è necessario l’impegno del governo regionale, delle ASL e degli gli enti locali per rispondere efficacemente alle richieste di salute e di benessere dei cittadini, riconoscere la funzione cardine dei medici di famiglia per le cure primarie e la medicina associativa; rilanciare i valori dell’eccellenza e della professionalità delle strutture pubbliche.

L’intervento di Leonardo Rubino, specialista in Scienze delle Autonomie Costituzionali, ha messo in evidenza le ripercussioni del riordino ospedaliero in Puglia. Attraverso dati e tabelle di comparazione, ha mostrato come la provincia di Taranto e la sua zona occidentale siano state particolarmente colpite dalla riduzione dei posti letto. Infatti l’obiettivo regionale di 3,5 posti letto ogni 1.000 abitanti risulta ridotto a 2,87 per la provincia di Taranto e precipita nel polo occidentale a soli 0,83 posti letto per mille abitanti. Per questo territorio (pari a oltre 1.000 kmq., ossia il 43% della superficie totale provinciale, ove vive una popolazione di 129.000 abitanti), risulta disponibile un decimo dei posti-letto pubblici dell’ASL Taranto.

Il segretario regionale dei medici di famiglia, Filippo Anelli, ha sottolineato che in Puglia è largamente diffusa l’idea che l’organizzazione della sanità debba ruotare esclusivamente attorno agli ospedali (ottica ospedalocentrica). Se da una parte si rendeva necessaria una riorganizzazione della rete ospedaliera, prima frantumata in tante piccole strutture poco efficienti, dall’altro è ora necessario potenziare i servizi territoriali. Da ciò deriva il ruolo fondamentale della medicina associativa e l’attività dei medici di famiglia, motore dei piani di prevenzione, anche con la dotazione strumentale per la diagnostica di base (telemedicina, spirometria, ecografia, centri di prelievo e l’intervento di medici specialistici).

Sono seguiti diversi interventi del pubblico, fra i quali quello del Sindaco di Castellaneta Italo D’Alessandro. I presenti hanno posto domande alle quali ha risposto il direttore generale della Asl di Taranto, il dott. Vito Fabrizio Scattaglia, che ha spiegato le ragioni dei massicci tagli effettuati e ha illustrato le azioni che si intendono perseguire per garantire appropriatezza e adeguatezza agli interventi, sottolineando, in particolare, la scarsità delle risorse economiche e di personale, che limita le azioni dell’Asl, che comunque continua a garantire buoni livelli di assistenza sanitaria: la dotazione della nuova Tac ne è un esempio. Per l’ospedale di Castellaneta – ha precisato – non ci saranno altri tagli, così com’è del tutto infondato l’allarme sul punto nascita. Il direttore dell’ASL Taranto ha quindi concluso, sottolineando l’impegno per la riapertura dell’Utic e per la dotazione di una nuova risonanza magnetica.
(Franco Gigante)


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