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Acqua meno cara per l’agricoltura. Soddisfazione della Cia di Taranto

Taranto. La Cia, Confederazione Italiana Agricoltura di Taranto, esprime soddisfazione per le dichiarazioni apparse sulla stampa di ieri da parte dell’Assessore Regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati, relative alla richiesta di ridiscutere il “famigerato” accordo di programma Puglia – Basilicata, stipulato nel 2004 tra gli allora Presidenti delle due regioni Fitto e Bubbico.

ìTale accordo prevedeva il ristoro del danno ambientale dovuto alla Basilicata da parte della Puglia per il prelievo di acqua dagli invasi di quella regione.

Da diversi anni ed in più occasioni la Cia, come documentato dalla corposa rassegna stampa e documenti a supporto, sostiene la necessità di rivedere tale accordo, facendo rilevare che uno dei problemi relativi al probabile aumento del costo dell’acqua, come poi in realtà è avvenuto, era proprio quello del costo ambientale.

Va rilevato che anni addietro nelle riunioni fra le due regioni, in cui venivano assunte decisioni, mentre la Regione Basilicata era presente ai massimi livelli con il Presidente della Giunta Regionale, la Puglia molto spesso inviava i funzionari del settore, i quali non avendo alcun potere decisionale si adeguavano alle richieste della regione Basilicata.

Finalmente quindi, si parla di ridefinire tale accordo, che non ha eguali in tutta Italia; da parte nostra, se richiesto, forniremo all’Assessore Amati ogni supporto utile ad addivenire ad una soluzione che tenga conto delle esigenze del mondo agricolo.

Peraltro, proprio nelle scorse settimane, la Cia ha tenuto presso la sede del Consiglio Regionale Pugliese e nel pomeriggio della stessa giornata presso il Consorzio Stornara e Tara di Taranto, un sit-in di protesta per le cartelle esattoriali relative all’acqua 2010 che il consorzio ha inviato alle aziende agricole, in cui veniva chiesto di pagare un importo di euro 1.300 per ettaro di acqua prenotato; nel corso di questa manifestazione la Cia ha incontrato numerosi esponenti del Governo Regionale Pugliese e gli organi di stampa, facendo notare le differenze esistenti fra gli agricoltori delle due regioni. Infatti la stessa acqua del medesimo invaso, in Puglia costa 1.300 euro per ettaro per una disponibilità di tre mesi l’anno a turni di dieci giorni, in Basilicata 180,00 euro per ettaro per una disponibilità di dieci mesi l’anno tutti i giorni. Peraltro, nella stessa Regione Puglia in provincia di Foggia, il costo dell’acqua è lo stesso della Basilicata di euro 180,00 per ettaro prenotato. Da qui l’urgenza di rivedere il costo dell’acqua e l’accordo fra la Puglia e Basilicata.

“Evidenziamo, inoltre, che in questi giorni siamo in attesa di un segnale preciso da parte del Commissario Vito Latorre del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara, il quale ha ricevuto dalla Regione indicazioni relative alla sospensione dei ruoli esattoriali dal 2005 al 2010; sospensione dei ruoli opportuna in virtù della ridefinizione dell’accordo di programma”.

Infine la Cia condivide l’idea dell’Assessore Amati di evitare la perdita dei finanziamenti previsti per l’impianto di affinamento delle acque del Gennarini da utilizzare per uso industriale, finanziamenti che rischiamo di vedere dirottati altrove.
(N.B.)



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