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A Taranto non si spara ma si spaccia

Il questore Bellassai al Rotary Taranto Magna Grecia

Taranto. “Criminalità? Taranto si è messa alle spalle quella della guerra di mala degli anni Novanta che sparava e uccideva. Ciò non toglie che nella nostra provincia oggi agiscano ancora ben diciassette organizzazioni criminali…”.

Il questore della provincia di Taranto, dott. Giuseppe Bellassai, ha così sintetizzato la situazione nel corso di una sua conversazione al Rotary Club Taranto Magna Grecia di cui è da poco diventato socio onorario.

Presentato dal presidente del Club, Angelo Maggio, che quest’anno ha voluto fortemente il coinvolgimento nel Rotary Club delle massime autorità cittadine, il questore , prima di ogni cosa, ha speso parole entusiastiche nei confronti della nostra città “solare, incredibilmente bella, da vivere appieno”.  Ma deve anche aver capito, in pochi mesi, il carattere dei tarantini se ha concluso il suo appassionato incipit con una speranza e un timore: “Il destino di Taranto è ora nelle mani dei tarantini che non devono più delegare”.

Ma la sua relazione era sulle attività della Polizia di Stato sul territorio. Importante lo “status” criminale che ha imparato a tenere un più basso profilo ma non ha certo rinunciato a fare affari sporchi che, come ovunque, ruotano principalmente intorno allo spaccio di droga.

Organizzazioni criminali sono attive, nel capoluogo, nei quartieri Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia, Salinella e Talsano  (quasi tutti, da ovest ad est…); e in provincia  a Massafra, Palagiano, Grottaglie, Manduria e Lizzano. Tutte ruotano intorno allo spaccio per cui Tarato è un fiorente mercato.

Ma nell’antico gioco di “guardie e ladri” le guardie non stanno ferme e il contrasto è efficace tant’è che, a fronte di un totale di 18.536 reati compiuti in tutta la provincia nel 2019, si contano meno furti, meno rapine, meno estorsioni. Agli “indigeni”, però, si affiancano le nuove realtà dell’immigrazione come la potente e crudele mafia nigeriana  che opera nel campo dello spaccio di droga e nello sfruttamento della prostituzione .

Un cenno lo meritano anche il fenomeno del caporalato nelle campagne e il settore gioco e scommesse: a Taranto si giocano 700 milioni all’anno e nella sola Martina ben 77 milioni. E tutti sanno dei danni sociali che procura la ludopatia.

A conclusione, i numerosi soci presenti hanno rivolto molte domande a testimonianza dell’interesse suscitato dalla relazione; l’assistente del Governatore , Roberto Giua ha dato il suo saluto; e il presidente ha offerto al questore  un dono in ricordo della serata.
Nella foto, da sin.: l’assistente Giua, il questore Bellassai, il presidente  Maggio e il segretario Monfredi.
(Antonio Biella)

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