A Massafra Consiglio Comunale monotematico sulla vicenda “ex ILVA – ArcelorMittal”

Scritto da Redazione Il 17 novembre 2019 @ 23:09 Nella categoria NEWS FUORI REGIONE

Massafra. Con un documento da inviare al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte si è conclusa venerdì 15 novembre a Massafra la seduta monotematica convocata per discutere della “Situazione dell’ex ILVA – ArcelorMittal”.

L’ordine del giorno, predisposto e presentato dal presidente del consiglio comunale Maurizio Baccaro, chiede al Governo:

<<Di farsi carico nell’immediato della gestione dell’impianto, al fine di scongiurare i licenziamenti dei dipendenti diretti e dell’indotto, assicurare la tenuta dell’economia complessiva del territorio già duramente provato, mantenere in sicurezza le strutture e gli impianti della fabbrica; di istituzionalizzare il “Tavolo di Crisi” individuando fra i componenti permanenti dello stesso i sindaci dei comuni dell’area di crisi (Taranto, Massafra, Statte, Crispiano, Montemesola) ed il Presidente della Provincia; di avviare la rivisitazione dell’AIA per effettuare la Valutazione dell’Impatto e del Rischio Sanitario ex ante e di definire quali siano le eventuali tecnologie esistenti da utilizzare, nonchè i corretti quantitativi di produzione compatibili con la salute pubblica; di prevedere l’applicazione della disciplina europea relativa all’istituzione del Consiglio di Sorveglianza in fabbrica con il compito di vigilare sulla corretta attuazione del piano industriale>>.

La seduta della massima assise cittadina, che ha visto la presenza di rappresentanti istituzionali nazionali, regionali e dei sindaci del territorio, è stata aperta dal presidente Baccaro, introducendo l’intervento dell’onorevole Alessandra Ermellino che ha sottolineato come occorra chiarezza sui fatti anche sull’immunità all’azienda e ha evidenziato come il Governo, con a capo il Presidente Conte, stia costantemente seguendo la problematica.

L’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mino Borraccino ha messo in evidenza la pesante frattura in atto sulla vicenda “tra i pro e i contro: <<Dopo l’offerta irricevibile del taglio di più di 5000 esuberi e con cronoprogramma di abbandono da parte dell’azienda, lo spegnimento sarebbe un dramma occupazionale senza dovute bonifiche. Se l’ex ILVA è una impresa strategica in emergenza nell’attesa di un nuovo impegno, deve esserci continuità rispettando le prescrizioni e pensando ad inserire elementi nuovi di sviluppo industriale alternativo e compatibile>>.

Il consigliere regionale Michele Mazzarano, riferendosi all’azienda ha parlato di atto di tradimento dell’Italia e di questo territorio, oltre ad un venir meno, sin dal primo momento, agli impegni assunti: <<La scudo penale rappresenta un alibi in quanto avevano deciso da tempo di “andar via”, sin da quando hanno capito che il mercato dell’acciaio è in crisi profonda e che i problemi con il territorio sono complessi>>. Mazzarano ha sottolineato come tanti lavoratori non reggono più questa situazione generale di disperazione e lo Stato deve tenere conto di una produzione più rispettosa dell’ambiente e di una ricollocazione della forza lavoro.

Il consigliere regionale Luigi Morgante nel ricordare cos’è l’ILVA e il danno sanitario, ha affermato che quando fu scelta l’opzione ArcelorMittal, fu fatta senza piano industriale e ambientale: <<Oggi bisogna ambientalizzarla con un intervento straordinario della Unione Europea e con ArcelorMittal che deve mantenere impegni assunti e forza lavoro>>.

Il sindaco Fabrizio Quarto ha messo in evidenza che circa 1500 massafresi sono coinvolti nella vicenda (tra lavoratori ex ILVA e indotto). Quarto ha parlato di “truffa ai danni dello Stato” e si è soffermato sul contratto di affitto di ArcelorMittal, sulle promesse fatte e non mantenute, sull’abbattimento delle polveri e sui debiti con i fornitori locali: <<Dobbiamo essere noi la priorità in un processo condiviso con quest’area. Per 50 anni politica e sindacati hanno girato altrove lo sguardo; ora è il momento di guardare la realtà>>.

Nel dibattito è intervenuto il consigliere Raffaele Gentile che ha evidenziato come il problema non riguardi solo Taranto, ma l’intero Paese, e che gli errori del passato parlano di “scudo penale” e della mancanza di uno sviluppo alternativo nel territorio.

Per il consigliere Rosa Termite è arrivato il momento di dire basta, procedendo alla ricostruzione/riconversione del nostro stabilimento strategico, in quanto abbiamo a cuore prima il territorio e non PIL.

Il consigliere Antonio D’Errico ha focalizzato fortemente il suo intervento sulla necessità di una valutazione del rischio sanitario e di una impresa pulita, coinvolgendo in tutto ciò l’Unione Europea che non può rimanere immobile dinanzi a queste problematiche.

Nel dibattito è intervenuto anche il sindaco di Statte Franco Andrioli che ha affermato di dover “rimettere lo scudo in Parlamento” e incastrare ArcelorMittal, unica a saper fare acciaio, altrimenti questa avrebbe le carte in regola per andare via: <<Quello che non si è fatto in tanti anni non si può fare tutto e subito. Le cose più importanti sono state compiute>>.

Il consigliere Ida Cardillo ha parlato di epilogo nefasto e di “danni” nati nel tempo, oltre ad aver offerto il “cavillo giuridico” ad una azienda per andare via. Cardillo ha inoltre affermato che oggi celebriamo un “funerale” e occorre riprogrammare il dopo acciaio.

Il sindaco di Crispiano Luca Lopomo ha invitato a trasformare la crisi in opportunità, “mettendo in sicurezza” i lavoratori e immaginando una Taranto diversa.

Il consigliere Michele Bramante, lasciandosi alle spalle il passato, ha auspicato la creazione di strumenti di defiscalizzazione e di tutela per le aziende interessate dalla “vicenda” e per i lavoratori coinvolti.

Al termine della seduta il consigliere Vito Masi ha proposto ai colleghi di devolvere il gettone di presenza al Polo Oncologico Pediatrico di Taranto.

Nella foto: un momento della seduta consiliare.
(A. N. F.)


Articolo pubblicato da: LIGURIA 2000 NEWS

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