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A Barcellona Pozzo di Gotto rivive Pier Paolo Pasolini grazie all’opera del Maestro Giuseppe Messina

Barcellona Pozzo di Gotto. La memoria di un intellettuale come Pier Paolo Pasolini va sempre onorata. Questo si è fatto la sera del 31 ottobre scorso, grazie al “Movimento per la Divulgazione Culturale” di Barcellona Pozzo di Gotto curatore dell’evento che ha avuto luogo nell’auditorium “San Vito”, la chiesa barocca sconsacrata ed adibita a ospitare manifestazioni culturali.

L’occasione è stata possibile grazie alla presentazione di “Apologia di un profeta” il libro che lo scultore Giuseppe Messina ha voluto dare alle stampe proprio nel quarantesimo anniversario dell’assassinio del poeta friulano di Casarsa.

Alla manifestazione, nonostante la serata molto piovigginosa ha assistito un folto pubblico ed è stata aperta dalla eccellente, come sempre, coordinatrice  professoressa Maria Torre, dirigente del “Movimento per la Divulgazione Culturale”, e biografa dello stesso Giuseppe Messina, la quale ha presentato alla platea i relatori, la dott.ssa Giulia Carmen Fasolo, Direttore dell’edizioni “Smasher”, il prof. Giuseppe Rando, docente alla facoltà di lettere all’Università di Messina, e il dott. Nunziante Rosania, psichiatra, Direttore dell’O. P. G., adesso carcere,  che si sono soffermati a riflettere sull’opera del Messina, ma soprattutto sul pensiero di Pier Paolo Pasolini.

La prof. Torre ha cominciato dando la parola all’Assessore Alla Pubblica Istruzione e alla Cultura del Comune, dott.ssa Ilenia Torre, che ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale della città del Longano e ha espresso parole di lode in favore del Maestro Giuseppe Messina che come sempre offre al pubblico ottime occasioni per ritrovarsi in interessanti eventi culturali. Subito dopo è stato chiamato il maestro Juliano Parisi che ha eseguito, in questo suo primo di due interventi, alcuni brani classici con la chitarra.

Il volume, che si apre con una nota dello stesso autore e con la “Premessa” del prof. Giuseppe Rando, affronta universali problemi scottanti di cui lo stesso Pasolini non avrebbe esitato d’interessarsi di questi tempi. Nel poemetto in versi settenari, endecasillabi e spesso sciolti c’è tutto il sapore pasoliniano, traspare tutta l’ansia dell’autore e la sua “rabbia imponente di fronte allo sgretolamento di una grande civiltà” in preda al consumismo e alla violenza. Un libro in cui emerge tutta la sofferenza del suo autore che vede una società “in corsa verso l’ultimo baratro, oscurata da vane, frivole, degradanti promesse che conducono allo sfascio culturale, mentale, universale”. Un libro quasi sonoro, dal quale emerge il potente grido d’allarme di pasoliniana memoria: “Tutto il mondo corre verso il buio con la complicità dei grandi mezzi di comunicazione di massa, mezzi che potrebbero proiettare l’uomo verso un nuovo Rinascimento, verso un nuovo umanesimo, verso la pace universale, verso la fratellanza dei popoli, e, invece, sono usati come feticci che causano quel tanto grave deterioramento mentale, quale oppio delle coscienze. Vergogna!”

La dott.ssa Fasolo, come ha dichiarato, è ritornata dal Piemonte prima del previsto per l’amicizia che la lega a Pippo Messina e per presenziare all’importante incontro perché tiene alla figura di Pier Paolo Pasolini e alla sua eredità culturale; un intellettuale che “ha prestato la sua voce alla sofferenza, ma anche alla cultura, alla scrittura, alla letteratura e perfino alla sessualità che è stata per lui un vessillo di libertà”. “È ormai certo – ha sottolineato – è stato uno dei pochi intellettuali ad essere ferocemente innamorato degli ultimi”. Su questo ed altro ha trovato la complicità degli altri relatori: il professore Rando che subito si è detto felice di essere stato  lui a scrivere la breve premessa all’opera di Giuseppe Messina. Nel suo intervento ha avuto modo di parlare dei fenomeni “sviluppo e progresso” che non sono la stessa cosa per Pasolini così come non lo erano per Leopardi, e a questo punto ecco un obbligatorio parallelismo tra i due poeti che puntigliosamente analizzavano la realtà. Ma un altro parallelismo è stato fatto con un altro letterato, l’autore dei “Miserabili”, Victor Hugo, che descrisse il mondo abbandonato degli ultimi. Il dott. Rosania, tra l’altro ha ricordato il momento in cui ha avuto modo di incontrarlo e di apprezzarlo in un convegno a Bologna, ha quindi dichiarato di essere contento di trovarsi in un momento in cui, grazie alla pubblicazione di Giuseppe Messina, si commemora un grande poeta e altrettanto grande regista che ha fatto della sua vita una missione per fare conoscere il male che si annida nel sofferente sottoproletariato italiano tra le periferie delle grandi città come Roma. Ha parlato degli inizi di Pier Paolo Pasolini poeta in Friuli, della sua espulsione dal Partito Comunista Italiano per  accuse a causa della sua omosessualità, del suo approdo al cinema e dei suoi primi films, ma, in particolare, del “Vangelo secondo Matteo” considerato un importante capolavoro anche per il modo in cui il regista usava la macchina da presa.

In conclusione  è stata ceduta la parola a Giuseppe Messina, l’autore di “Apologia di un profeta” colui che, per primo, più di dieci anni fa, aveva definito Pasolini un autentico profeta, l’unico nel ventesimo secolo. A questo punto, il Maestro ha ringraziato i presenti in sala, i relatori e quanti si sono adoperati per la riuscita dell’evento ed ha annunciato che ci sarà un’altra manifestazione dedicata a Pasolini, verso la seconda metà di novembre, nell’aula magna del liceo classico Luigi Valli, dove si proietteranno due filmati concessi dalla Rai-Tv, il servizio realizzato dal concittadino Melo Freni giunto per primo a registrare per il Tg 1 la scena con il corpo straziato di Pier Paolo Pasolini e l’altro servizio intitolato “Io e… Pasolini e la forma della città”.

A seguire, il maestro Giuseppe Messina, si è avviato in mezzo al pubblico in sala e ha letto alcuni brani tratti dal libro “Lettere luterane”, scritti dal “Profeta” nell’agosto del 1975, tre mesi prima di essere barbaramente assassinato.

La serata si è conclusa così come era iniziata, con l’intervento del Maestro Juliano Parisi che con la sua chitarra ha allietato il pubblico che non si è risparmiato di applaudirlo ripetutamente.

Nelle foto: un momento della relazione di Giulia Carmen Fasolo. Al tavolo, da sx: Maria Torre, Giuseppe Rando, Giuseppe Messina e Nunziante Rosania; Giuseppe Messina interviene in mezzo al pubblico.
(Tiziana Cambria)


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