Home » MUSICA » 7 domande a Giancarlo Passarella. Il 14 maggio a Firenze presentazione del suo libro sul rock di Ligabue. Introduce Enrico Zoi

7 domande a Giancarlo Passarella. Il 14 maggio a Firenze presentazione del suo libro sul rock di Ligabue. Introduce Enrico Zoi

Firenze. Giancarlo Passsarella conosciuto anche come il Pippo Baudo del Rock per gli oltre 400 festival che ha presentato, è giornalista, promoter, organizzatore di eventi, editore web e autore di libri. Il suo ultimo volume l’ha dedicato a un autentico big, Luciano Ligabue: si intitola “Con questa faccia qui”, è edito da Arcana e racconta le canzoni che hanno fatto la storia del rocker di Correggio.

Come nasce l’idea di scrivere un libro con un titolo che di per sé è tutto un programma? È una biografia, un’antologia, una celebrazione, altro?

È molto altro (senza falsa modestia): infatti è stato concepito in modo originale, come tutti quelli della collana Playlist dell’Arcana. In pratica si analizza l’artista famoso, partendo da una hit parade dei suoi brani più rappresentativi. Io ho voluto fare un passo ulteriore e non ho analizzato i 30 brani che a me piacciono di più, ma ho voluto confrontarmi con i fans del Liga e quindi ho frequentato per 7 mesi i loro luoghi virtuali di ritrovo ed ho cominciato a capire con loro quale canzone ritenessero maggiormente rappresentativa del primo periodo, quale invece fosse la meno comunicativa (anche se famosa presso il grande pubblico) e via di questo passo. È perciò uscita una hit parade di 30 brani che ha delle sorprese: brani outsiders che non ti aspetteresti mai! Tieni poi conto che Ligabue ha inciso circo 140 canzoni e in un concerto ne esegue una trentina: necessariamente deve fare una cernita e le oltre 100 che non include forse hanno nel cuore dei fans un posto speciale. Dopo avere stilato l’elenco dei 30 brani, mi sono scatenato nella loro analisi: non solo lirica, ma anche storica e tenendo ovviamente conto della mia componente di maniaco collezionista!

Come nasce il tuo rapporto personale con Ligabue?

Nel 1987 ero a Roma a condurre il mio programma sull’allora Rai Stereo Uno: era il secondo anno che trasmettevo da Via Asiago 10 ed avevo allargato il raggio d’azione. Il primo anno parlavo solo di fan club e fanzine, mentre nel 1987 mandavo in onda anche i brani inediti che mi arrivavano su musicassetta. Ho fatto perciò scouting ed ho creato il primo programma di talent, senza saperlo! Siccome ero programmista regista, l’allora borderò Siae lo firmavo io, assumendomi anche l’onere/onere di mandare in onda brani di esordienti, pagando loro delle belle royalties. Quando è arrivata la musicassetta degli OraZero, l’ho ascoltata, ho visto il materiale allegato e l’ho programmata: tutta Italia ha cominciato a cantare Bar Mario ed Anime in plexiglass, con quel ragazzotto che rispondeva al nome di Luciano Ligabue.

Tra le 30 canzoni che hai scelto qual è la tua preferita e perché? O la tua favorita non è tra queste?

Io sono affezionato a Balliamo sul mondo, inclusa nel libro: il relativo videoclip è un gioiellino realizzato con poco budget, ma davvero ammaliante. Se invece mi chiedi cosa mi piace tra l’elenco delle 110 non incluse nel libro, allora ti dovrei chiedere molto spazio!

Da esperto (tu sei conduttore radiofonico e televisivo, produttore discografico, editore, gestore e Presidente dell’Associazione Ululati dall’Underground, storica rete di informazione e coordinamento delle attività dei fan club), descrivi la situazione attuale della musica in Italia, con un occhio particolare al mondo delle radio e della produzione artistica, con un consiglio ai giovani artisti.

C’è una bella ondata di giovani artisti, soprattutto sul fronte femminile. Nel contempo però c’è una crisi discografica che sta continuando a mietere vittime da un decennio. Radiofonicamente siamo al patologico: il servizio pubblico vive momenti altalenanti e, quando parlo di servizio pubblico, mi riferisco sia ai canali Rai, ma anche all’emittenza minore. Una volta le radio libere erano diverse migliaia, mentre ora sono un ventesimo del periodo d’oro. Sui network posso dire poco, tranne che sono omologati e con poco coraggio imprenditoriale: se fai zapping sulle frequenze, spesso senti le stesse canzoni e riconosci che sei un network o sull’altro solo dalle battute del conduttore: non è fare radio questo tipo di trend! Il consiglio spassionato da dare ai giovani è di rendersi conto di questa situazione tutta italiana: non possono andare ad affrontare lo showbiz, vivendo di sogni o di come dovrebbero andare le cose. Se non esiste più in Italia una casa discografica con budget, allora è inutile cercare contratti discografici, se il canale per sfondare sono i talent in tv, allora siamo davvero messi male.

Gusti personali: in assoluto, il tuo cantante e la tua canzone preferiti, italiani e/o no.

Mamma mia che domandona! Sono un onnivoro di musica e devo per forza ascoltare ogni giorno decine di dischi. Quindi la mia risposta potrebbe variare di giorno in giorno. In ogni caso credo che la stagione dei Seventies sia stata la più vibrante: in pochi mesi sono nati il punk e la disco music, un heavy metal da brivido ed una serie di poeti italiani prestati al cantautorato. Ma nell’elenco dei brani che mi porto sull’isola deserta voglio sicuramente citare Sultans of Swing dei Dire Straits come top del rock nella sua semplicità o il glam dei Twisted Sister o la bellezza di un album di Roberto Vecchioni come Elisir o anche Samarcanda. Se sono con le pile scariche, divento teutonico e mi sparo I’m a rebel degli Accept oppure sogno con The Wall dei Pink Floyd e mi ricordo dei vari tour che ho curato come ufficio stampa, innamorandomi di alcuni artisti anche da un punto di vista umano: David Knopfler piuttosto che Vasco Rossi, Sting piuttosto che Francesco Guccini. E poi ci sono Simone Cristicchi e Samuele Bersani, una spanna sopra, una nuova generazione di validi cantautori.
Il tuo sogno nel cassetto. Ho un hangar al posto del cassetto! Mi sono tolto un sacco di soddisfazioni in questi primi 37 anni lavorativi e mi devo ritenere fortunato, ma ho progetti che vorrei diventassero realtà quanto prima. Sogno ad occhi aperti e purtroppo spesso vado a sbattere contro muri e lampioni!
Giancarlo Passarella presenta “Con questa faccia qui” alla Libreria dei Lettori, in Via della Pergola 12 a Firenze, mercoledì 14 maggio 2014, ore 18.30. Rassegna Libri Libristi, organizzata dall’Associazione Libristi. Introduce Enrico Zoi.

Per informazioni: Francesca Odette Croxignatti A & R Manager of MusicalNews.Com stampa.ululati@libero.it

Nelle foto: la copertina del libro “Con questa faccia qui”; Giancarlo Passarella ieri e oggi.

(Francesca Odette Croxignatti)

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