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Antonietta Benagiano, poetessa, scrittrice e saggista. Tra le sue opere teatrali “Nel cosmo”

Massafra. Sempre attuali le opere teatrali di Antonietta Benagiamo. Come nel caso dell’opera che è stata recensita dal critico Giovanni Amodio e che riportiamo.

“Sempre stupefacente la scrittura e la tematica con le quali, anche in forma drammaturgica, dopo quella poetica e quella saggistica, pongono in orbita le qualità di scrittrice e autrice tout court di Antonietta Benagiano, la quale per la Antonio Dellisanti editore nel 2005 ha licenziato alle stampe un singolare “trittico teatrale” dal breve ma intenso ed esplicito titolo “Nel cosmo”.

L’opera riserva l’unità di tempo, di luogo, di azione, nello sconfinato universo che ipotizza tre situazioni futuribili, ma già prevedibili come scenario e come punto di arrivo di una ricognizione “altra” della natura umana e/o robotica, della cancellazione di identità sessuale, di mete e destini molto dissimili dagli standard della nostra conoscenza attuale.

I tre lavori teatrali indirizzati ai ragazzi, ma anche agli adulti, si intitolano “Aspettando lo stop” – “Malafede” – “Gnosis”.

Il primo debella addirittura il senso dell’attesa metafisica che fu delle speranze umane e del “Godot” di Beckett e del “Deserto dei Tartari” di Buzzati, a favore dello “Stop”, come ultima fermata, come terminale di ogni prospettiva, di ogni cognizione anche del dolore (in senso gaddiano).

Il secondo sviluppa due atti attraverso i quali le strategie per ottenere l’annientamento sono tanto sottili e perfide da celare la natura di annientatori, a favore dell’ibrido che non si preoccupa di alcuna sorte, neppure della propria, nell’agone del dominio.

Il terzo “Gnosis” deliberatamente pone dubbio anche alla scienza che, se pur capace di superare la galassia, non consente di stabilire future coscienze intorno alla scelta di possesso che non si enuncia e come tale sottoscrive il criterio di “inutilità”, presente nei tre ipotetici motivi drammaturgici.

Antonietta Benagiano domina la materia letteraria, con dialoghi stringati, efficaci, intensi, emblematici, a “soluzione aperta” direbbe Eco, e si conferma scrittrice visionaria, capace di spingersi “oltre”, ma ben conscia dell’oggi. I suoi presagi letterari, già ampiamente esplorativi nelle contingenze terrene, con pari armonia, valenza e lungimiranza, si appropriano “Nel cosmo” del destino dell’uomo, dei suoi dubbi, delle sue cadute, ma anche delle sue varianti, tra aspirazioni, limiti e incerte destinazioni”.

E dopo questa critica, non siete curiosi di conoscere meglio Anonietta Benagiano? Ve la presentiamo. Pugliese, nata a Massafra, è una persona di grande preparazione culturale, gentile e disponibile. Per la sua attività di poetessa, scrittrice e saggista, è stata insignita di molti titoli: Procuratrice dell’Accademia internazionale dei “Micenei” di Reggio Calabria; Cavaliere dell’Accademia “Gli Etruschi” di Vada, dell’Accademia “Il Marzocco” di Firenze, Cavaliere per la poesia dell’associazione “Lago Verde” di Roma e annovera altre onorificenze da parte dell’Accademia “Città di Roma”, dell’Accademia “Il Tirreno” di Livorno, dell’Accademia “Valentiniana” di Terni, del Centro “La Conca” di Roma etc. Socia di associazioni e di centri culturali internazionali, collabora con riviste nazionali e internazionali: OggiFuturo, Nuove Lettere, La Nuova Tribuna Letteraria, Punto di Vista, Bacherontius, Presenza, Poesia, La Fonte, Il Convivio etc. ed è anche presente in diverse collane di autori contemporanei ed in numerose antologie, anche ad uso scolastico. Dalla partecipazione a concorsi letterari ha riportato riconoscimenti prestigiosi con primi premi sia come poetessa che come scrittrice: 1998: “Santo Natale” Reggio Calabria; 1999: “Eurotrofeo” Roma; “Santa Pasqua” Reggio Calabria; “Santo Natale” Reggio Calabria; 2000: “Nuove lettere” Napoli; “Narrativa Europea” Roma; “San Domenichino” Massa; “Città di Viareggio”; “Lido di Camaiore”; “Coppa d’Oro d’Europa” Roma; “Città di Venezia”; “XX Secolo Poeti e Scrittori Protagonisti” Roma; 2001: “Giovanni Gronchi” Pontedera; “D’Annunzio e la Versilia” Viareggio; “Italia nel mondo” Roma; “Città di Firenze”; “Coppa d’Oro del Successo” Roma; “Nuove lettere” Napoli; “Città di Riparbella”; “Oscar d’Europa” Roma; “Accademia dei Micenei” Reggio Calabria; “Omaggio a San Marino”; “Rosario Piccolo” Patti; “Ippocampo d’oro” Roma; “Città di Livorno”; “Lev Tolstoj” Luco dei Marsi; “Filomena Gerbasio” Buccino; “Porta dei Leoni” Reggio Calabria; “Omaggio alla Città di Montecatini”; 2002: “V. Hugo” Roma; “Omaggio alla Città di Roma”; “I protagonisti del 2001”; 2003: “Il Simposio” Buccino; “Città di Firenze. E naturalmente non è tutto qui.

“Tutta l’esistenza –suole dire Antonietta Benagiano- è sotto il segno dell’incertezza: continuerà tra un minuto la vita nella forma micro e nella macro? Su di me ho sentito l’incertezza a cominciare dal cognome sin da quando a scuola mi chiedevano se fossi ‘Bena’ o ‘Bene’ (‘giano’ non dava, per fortuna, problemi) . Sono stata con la ‘e’ per lunghissimi anni, ho firmato poi la mia prima opera con la ‘a’, ma la burocrazia mi fa restare incerta se figlia di mio padre e sorella di mio fratello”.

La stessa sua passione per la scrittura le ha ingenerato per decenni il dubbio se lasciarne esistere il prodotto.

Amante della cultura e dell’arte, sin dalla fanciullezza ha mostrato doti inventive che sarebbero andate poi nella produzione letteraria coniugandosi sempre più con la interiore meditazione sulle problematiche dell’esistenza: nell’assenza di Amore, credo metafisico da porre quaggiù in atto verso l’altro, nel prevalere quindi di materialismo e narcisismo, l’esito non può non divenire malessere singolo e collettivo.

Distante da una scrittura fatta di topoi ritriti, insoddisfatta e ipercritica di se stessa, volta ad un contenuto che avesse l’impronta della originalità, alla ricerca della parola tutta pregna di profondità di pensiero, per decenni non ha lasciato segno di quanto andava producendo.

Di formazione classica, per motivi familiari dovette rinunciare a quanto le offriva l’insigne Prof. Adriano Prandi,  allora Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Bari.

La sua vita da docente di Italiano e Latino è proceduta sempre nell’entusiasmo di poter inculcare nelle giovani menti, oltre al rispetto dell’altro nella sua diversità biologica e psico-intellettiva, ardore verso il sapere, cui  ogni soggetto umano non deve rinunciare, e insieme la riflessione ch’esso, nella consapevolezza della nostra limitatezza, non può provocare sciocco orgoglio.

Per lei quell’ardore è stato ed è, insieme alla sua scrittura caratterizzata dall’armonioso fondersi di passione e mente in uno stile concettualmente denso e rinnovato nella tradizione di un’eleganza mai abbandonata, anche salvezza nel carico del menage quotidiano e del responsabile amore verso i due figli, nella tribolata vita affettiva in seno alla famiglia.

Intanto comincia a non strappare più le sue pagine, ma lascia trascorrere ancora degli anni prima di decidersi a pubblicare. Dal 1998 vengono, anche come premi editoriali (partecipa per un quinquennio a concorsi con ottimi risultati) editi a ritmo serrato sillogi di poesie e racconti, romanzi, opere teatrali, saggi, mentre procede con fervore anche la sua attività di critico e pubblicista all’interno di giornali e riviste, la partecipazione alle attività dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli.

Poco propensa a compromessi, alle strategie con cui, soprattutto nell’attuale società, scrittori e artisti si mettono in mostra, portata ad essere libero ore e pertanto ignorata da certe istituzioni della sua stessa terra, ha tuttavia acquisito visibilità come hanno dimostrato i suoi libri in prolungata evidenza in internet, le sue pagine molto visitate.

Ritenuta da critici insigni al di là di ogni scuola e avanguardia, può vantare, tra l’altro, la rilevante considerazione del molto illustre Prof. Giorgio Barberi Squarotti di cui riportiamo brevemente solo la nota a La soluzione, sua quindicesima opera:  “… ho letto subito con molto interesse il Suo dramma, originalissimo come argomento, impostazione e linguaggio. E’ un’opera di intensa speranza e fiducia e amore in contrapposizione a scienza astratta e razionalismo arido…”

In cantiere la revisione e pubblicazione di altre opere, al momento quindici i libri editi.

Libri di poesia: Poetiche sinapsi, Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura, Napoli 2008; Dove il mirto, Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura, Napoli 2002; Invano cerco, Spring Edizioni, Caserta 2001; Vento nelle mani, Edizioni “I Micenei”, Reggio Calabria 2001; Appunti al tramonto, Carello Editore, Catanzaro 1998.

Libri di narrativa: Focolari, WIP Edizioni, Bari 2009; Anormalità normale, BESA Editrice, Nardò-LE 2007; Fermare il tempo, Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura, Napoli 2003; Patér, Edizioni Passaporto, Roma 2001; Neppure soffrendo, Edizioni Passaporto, Roma 2000.

Libri di teatro: La soluzione – Dramma in tre atti, WIP Edizioni, Bari 2011; Nel Cosmo, Dellisanti Editore, Massafra-TA  2005.

Libri di saggistica: Simone Weil: il dominio della Forza e la Libertà, WIP Edizioni, Bari 2010; Nikolàj Stepànovic^ (capovolto) Gumile (dieresi)v acmeista romantico, Edizioni Pensiero&Arte, Bari 2004; E’ l’amor uno strano…, Edizioni Passaporto, Roma 2003.

Talune pagine di saggistica presenti in Internet, pubblicate anche su giornali e riviste: Antonio Fogazzaro specchio delle inquietudini dell’Italia postunitaria; Brama di micronazionalismo: la Sicilia; Alfredo Oriani il dimenticato; Fe(dieresi)dor Ivanovic Tjutc^(capovolto)ev e il silenzio universale; Futurismo. La prima delle avanguardie del Novecento fu anche “passatista”? ; Amor cortese nella vicenda di Paolo e Francesca; La dittatura e Herta Muller premio Nobel 2009 per la letteratura; In Pasquale Pantaleo la ratio non precludeva la fede; Bellezza e amore nella donna senza nome del sarcofago di Rapolla; L’umanità di Maria Marcone e la sua scrittura autentica; Il dolore esistenziale di Isabella Morra; Nota su “La pioggia nel pineto” di D’Annunzio; Giovanni Camerana:inquietudine esistenziale di un magistrato poeta; Enigmi nella materia barionica; Quando l’autostima varca il crinale;

E ci fermiamo qui. Potremmo, naturalmente continuare… Nelle foto Antonietta Benagiano e la copertina del suo trittico teatrale “Nel cosmo”.
(N.B.)


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