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26 settembre. Festival del Medioevo alla seconda giornata: anteprime Rai, fake news e la prima femminista della storia

Gubbio. Seconda giornata, giovedì 26 settembre, del Festival del Medioevo di Gubbio al Centro Santo Spirito. In programma, con inizio alle 9.30 per gli “Incontri con gli autori”, prevede la relazione di Umberto Maiorca che parlerà de “Le donne sconosciute dell’Arazzo di Bayeux”, poi Massimo Arcangeli con “Res sunt consequentia nominum. Petrarca, Laura e la ‘dettatura’ del segno”, a seguire Maria Teresa Brolis con “Storie di vita quotidiana”, Maria Giuseppina Muzzarelli che si occuperà di “Christine de Pizan e la “Città delle donne”.

Chiusura della mattinata con Alessandro BarberoGiuseppe Giannotti che presentano “a.C.d.C. – La nuova stagione di Rai Storia”. La prima puntata, in onda in prima visione giovedì 26 settembre alle 21.10 su Rai Storia, sarà dedicata alla basilica parigina di Saint Denis, con introduzione del professor Alessandro Barbero: è stata la prima opera assoluta dell’architettura gotica e, per realizzarla, il suo creatore, l’abate Sugerio, impiegò per la prima volta l’arco acuto e gli archi rampanti. Così diventò un modello che poi si diffuse in tutta l’Europa medievale. Dall’inizio dell’umanità i templi più belli sono stati dedicati al sole e alla luce divina. Fino all’XI secolo, invece, gli edifici cristiani non privilegiavano la luce, ma piuttosto l’ombra e solo una rivoluzione architettonica riportò la luce al primo posto. Il responsabile di questa rivoluzione è un monaco con un destino speciale, Padre Sugerio. Quest’uomo di umili origini avrà una vita sorprendente che lo porterà fino alla corte del re e il suo genio e la sua passione cambieranno la chiesa dentro e fuori. Il suo amore per la luce, le reliquie, l’oro, i colori modificheranno il vecchio concetto di chiesa austera e povera.

L’anteprima di RAI Cultura al Festival del Medioevo dedica spazio anche alla Guerra dei Trent’anni che devastò l’Europa. La serie “a.C.d.C” fa rivivere attraverso i racconti di soldati e di generali, di vescovi e di contadini, di governanti e di prostitute uno scontro che iniziò tra cattolici e protestanti sulla questione della vera fede. Ma alla fine, le nazioni combatterono solo per il potere e il conflitto, che provocò la morte di un terzo della popolazione della Germania e mandò in pezzi il vecchio mondo dando vita a una nuova Europa. Quattrocento anni fa, le genti che vivevano in Europa sognavano di poter vivere in un’età dell’oro, in cui la pace avrebbe regnato dappertutto. Ancora non sapevano di essere stati condannati a vivere in un’epoca di ferro e sangue. I trent’anni che intercorsero tra il 1618 e il 1648 furono il teatro della guerra più sanguinosa che il mondo abbia mai visto, e la prima guerra moderna della storia. Al conflitto, Rai Cultura dedica una serie in sei episodi in prima visione assoluta per l’Italia da giovedì 3 ottobre alle 21.10 su Rai Storia.

Sempre nella mattina di giovedì 26, dalle 9.30 presso la sede dell’Università Lumsa (Piazza Giordano Bruno), si svolgerà il focus “La scrittura delle donne”, in collaborazione con Università Ss. Maria Assunta e Fondazione Giuseppe Mazzatinti Introduce e coordina Patrizia Bertini Malgarini. Arnaldo Casali parlerà di “Cara moglie ti scrivo: Le Ménagier de Paris”, Euro Puletti di “Santuccia dei Terrabotti da Gubbio, imprenditrice della fede”, Massimo Oldoni di “Duoda, un’addolorata stanca di guerra?”, Attilio Bartoli Langeli su “Paleografia al femminile” e Tiziana Plebani di “Donne con la penna in mano”.

Si riprende alle 15.30 con Sonia Merli e “Giovanna La Pazza e Margherita d’Austria”, Andrea Margaritelli racconterà la storia di “Thadea, la figlia segreta dell’imperatore”, a seguire Maria Grazia Nico OttavianiMaria Teresa Guerra Medici parleranno di “Madri e figlie”, poi Tiziana Lazzari con la lezione su “Una dote per amica”, e Gabriele Archetti, direttore del Centro Studi Longobardi, fra gli enti scientifici patrocinanti del Festival, di “Donne in clausura”.

Conclusione affidata a Alessandro BarberoFranco Cardini, che dialogheranno di “Fake news sulla donna medievale”: dalla cintura di castità allo Ius primae noctis, sono tante, e dure da sfatare nell’immaginario collettivo, le false notizie che abbiamo attribuito alla società medievale.
Per gli spettacoli del Festival, alle 21 si svolgerà “Una sera nel palazzo di Federico”, a Palazzo Ducale in via della Cattedrale, 1.Si tratta di un focus su Battista Sforza (1446-1472) e sulle meraviglie del Palazzo Ducale di Gubbio. Battista Sforza, seconda moglie di Federico da Montefeltro, protettrice di umanisti e signora di Gubbio, si occupò del governo del ducato durante le numerose e lunghe assenze del marito. Il Palazzo Ducale di Gubbio, progettato dall’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, fu fatto costruire da Federico da Montefeltro, a partire dal 1470, su preesistenti costruzioni medievali.

Beatrice Del Bo parlerà di “Battista Sforza: cultura, amore, politica” e Paola Mercurelli Salari di “Gubbio, crocevia di poteri femminili”. A seguire la visita alle meraviglie di Palazzo Ducale e poi il concerto “Ondas do mar”, le Cantigas de Amigo e l’amore verso la donna nel Medioevo dell’Ensemble Micrologus. Biglietti per l’intera serata a palazzo Ducale: 12 euro

Prenotazioni: Servizio turistico associato di Gubbio:mVia della Repubblica 15, tel. 075 922 0693, email: info@iat.gubbio.pg.it. Orari di apertura: dal lunedì alla domenica 9.00 – 13.00 e 14.00 – 18.00
Ritiro biglietti: Palazzo Ducale, Via della Cattedrale, 1 – Gubbio
tel. 075 927 5872. L’evento è organizzato in collaborazione con Palazzo Ducale di Gubbio ed Ensemble Micrologus. Per maggiori informazioni: www.festivaldelmedioevo.it

ufficiostampa@festivaldelmedioevo.it

Nella foto Costanza-d’Altavilla, la Regina che partorì Federico II nella Pubblica Piazza di Jesi.
(Eugenio Bolia)


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