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11 febbraio Giornata Mondiale del Malato

Per la prossima Giornata Mondiale del Malato. la ventottesima che l’11 febbraio si celebra, Marietta Di Sario ci ha inviato questa sua riflessione. Coma sappiano è una donna 64enne lucana che vive a Carpi (fa parte dell’Unitalsi Consiglio Sotto Sezione Carpi), invalida al 100% agli arti inferiori e superiori, a causa degli effetti devastanti della poliomielite che l’ha colpita quando aveva solamente quattro anni. Da allora è costretta a vivere inchiodata su una sedia a rotelle. Da sola non riesce a compiere neppure il più banale gesto. Dipende completamente, in tutto e per tutto, dagli altri come abbiamo detto altre volte.

Ecco qui di seguito quanto ci ha scritto (l’ha fatto pervenire tramite la giovane Sara (vi diamo l’email per eventuale comunicazione da passare a Marietta: sara@gladiotex.it).

IL CUORE DI MARIA

Che grande mistero deve essere il cuore di una madre. Quello di Maria è unico nel suo genere perché non c’è niente di Lei che non sia intriso di maternità e di verginità feconda. Ovunque nel mondo c’è un uomo o una donna che respirano, sperano, vivono, lì c’è anche il cuore di questa Madre. Maria è così ed ha un Cuore così, ha un Cuore di Madre. La buona notizia è che questo Suo Cuore di Madre non è solo per Cristo ma per ciascuno di noi perché per vocazione Ella è Madre anche nostra. Noi siamo amati da una Madre che non si arrenderà finché non ci avrà ritrovati, finché non ci avrà riportati al sicuro.

La vocazione di Maria è farci da Mamma fino alla fine del mondo. Non possiamo impedirglielo. Dobbiamo allearci con la vocazione di questa donna perché una madre non è mai neutrale, non sa mai rimanere al suo posto. È sempre sproporzionata, creativa, incontenibile. Ha sempre un pensiero fisso: la salvezza dei propri figli.
Maria ci indica la strada: Gesù. Lei lo ha accolto, custodito e seguito fin sotto alla croce. Nel suo cuore trafitto ha contemplato il Mistero. Lei ci chiede di offrire tutto quello che ci appesantisce, tutte le nostre sofferenze! Ci suggerisce di affidare tutto nelle mani del Figlio.

Offriamo tutto, offriamo la nostra malattia. Offriamo la sofferenza per la conversione dei peccatori. Se un giorno il nostro cuore sperimenterà l’amore di Dio è perché misteriosamente in qualche parte del mondo qualcuno ha offerto qualcosa per noi. Ognuno di noi vive perché legato con un filo invisibile all’offerta della sofferenza di qualcuno.
Dio non gode del tuo dolore ma se tu offri la tua sofferenza, Lui ne fa qualcosa perché la unisce alla Sua croce e Lui ci ha salvati attraverso la Sua croce. È un discorso così misterioso che si può capire solo se si inizia a viverlo.

L’11 febbraio, nel giorno della festa dell’ammalato, non celebriamo la sofferenza ma affidiamo al cuore della nostra mamma tutto il nostro dolore perché lo presenti al Figlio, in nostro Signore, Colui che Salva. A tutti gli ammalati e volontari con l’invito a lasciaci amare dal cuore di Maria!
Marietta Di Sario (Carpi)

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