“La rondine”. Ciclo di seminari di drammaturgia musicale a cura di Sara Gamarro, cantante lirica
FUORI REGIONE NEWS 21 febbraio 2012
Massafra. Importante Ciclo di seminari di drammaturgia musicale. Si terrà nei giovedì 1, 15 e 29 marzo (ore 19.00) presso il Palazzo della Cultura a cura della cantante lirica e regista Sara Gamarro.
Il ciclo è organizzato dalla Commissione Arte e Cultura della Fidapa, sezione di Massafra, con il Comune di Massafra e la Consulta delle Associazioni.
“LA RONDINE:Profezia, Metamorfosi e Trasmigrazione nell’opera di Puccini e Adami” il titolo del ciclo con estratti musicali dall’opera a cura di Sara L. Gamarro, soprano, e Anna Franca Farina, pianoforte.
Puccini amava le creature alate. Vi si identificava e ad esse costantemente paragonava le sue gorgheggianti eroine.
Ma perchè La Rondine, in particolare?
“Per la velocità e l’irregolarità del suo volo, la rondine è una preda inafferrabile per qualsiasi altro volatile: perciò, nei bestiari amorosi medievali, essa simboleggiava allegoricamente gli scapoli incalliti, gli uomini intrattenibili. Nei bestiari moralizzati, invece, la rondine era un’allegoria del Cristo, poichè la sua natura migratoria la rende un ponte tra due mondi (questo e l’Altro) e, allegoricamente, tra due nature (umana e divina, ma anche maschile e femminile, come vedremo).
‘Forse come la rondine migrerete oltre il mare: verso un chiaro Paese di sogno, verso il sole.’, verrà predetto alla protagonista dell’opera dal suo amico poeta (e profeta) Prunier poco dopo l’alzarsi del sipario.
Puccini, tramite un gioco imperniato sull’ambiguità, la promiscuità e l’intercambiabilità dei ruoli – tratto strutturale di tutta l’opera – assegna il ruolo di quest’animale messianico e dai comportamenti amorosi tanto maschili ad una donna: Magda (Maddalena in una precedente versione dell’opera), prostituta d’alto bordo. Il riferimento a Maria di Magdala (la Magdalena, appunto) parla chiaro e riconnette questa rondine salottiera alla sua natura mistica, attraendola verso una redenzione e migrazione, a cui perverrà nel III ed ultimo atto.
‘Voi non sapete cosa sia aver sete d’amore e trovar l’amore, aver voglia di vivere e trovar la vita!’, protesta Magda contro il suo protettore Rambaldo. Questa Rondine afferma coi suoi garriti laceranti che tutto ciò che è vivo non conosce stasi, tende all’Altrove o lo cova dentro: migra, trasmigra, emigra, va in cerca della realizzazione, del compimento, della fortuna. Va cercando l’America; oppure la ospita nella propria musica, come fa Puccini, tingendo la partitura di jazz.
Ma dire se e dove mai questo volo si poserà è impossibile. ‘Il finale mi manca’, Puccini ammette – sempre per bocca del suo alter ego Prunier – sin dall’inizio dell’opera: e, difatti, di finali per questa Rondine ne scriverà ben tre. Incompiutezza fatidica! Lui stesso, come sappiamo, trasmigrerà prima di poter portare a compimento la favola di Turandot, lasciandoci ancora ai giorni nostri a cercare risposte a domande cruciali a cui lui solo con la poesia della sua musica potè rispondersi.”(da un saggio di Sara L Gamarro, pubblicato sul programma di sala del Teatro Comunale di Bologna in occasione della produzione della medesima opera, stagione lirica 2008/2009). Un capolavoro denso di mistero e ricco di immagini profetiche che diverranno realtà sociali di lì a breve, che questo ciclo di seminari si prefigge di indagare tramite un’analisi profonda del libretto di Giuseppe Adami ed un ascolto guidato dell’opera del genio di Torre del Lago.
Da ricordare ai lettori che Sara Gamarro è un soprano che con la sua voce incanta sempre il pubblico. Vive e lavora tra Italia e New York e le sue performances si susseguono in concerti ed incisioni.
Anna Franca Farina, pianista, si esibisce invece, dopo un lungo periodo in Piemonte, nel centro sud come solista o in duo, trio, orchestra.
Nelle foto l’artista Sara Gamarro, la locandina del ciclo di seminari di drammaturgia musicale e l’attuale direttivo della Fidapa.
(Nino Bellinvia)
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