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“Squallor” è il nuovo album di Fabri Fibra dal 14 aprile

Milano. Non era ancora nato quando gli Squallor cantavano nel 1973 il pop demenziale di “38 luglio” e “Morire in porsche” nell’album di debutto “Troia”; oggi Fabri Fibra ha riesumato il nome di quel gruppo e il titolo del loro album con cui esordirono, facendo così nascere questo suo nuovo lavoro discografico “Squallor” che, dopo la prima settimana solo in digitale, dal 14 aprile sarà anche nei negozi di dischi. L’album è stato realizzato e registrato ai Red Bull Studios di Los Angeles, a Parigi e al Platino Studio di Milano.

Fabri Fibra non fa pop, bensì rap, e questo album ne è l’espressione più tangibile perché è prima uscito a sorpresa, diversamente da come prevede la canonica comunicazione mediatica, è stato reso disponibile inizialmente su iTunes e solo dopo nei tradizionali negozi di dischi, e i testi fanno storia perché sono molto critici e diretti, in cui si scaglia contro tutti, facendosi molti nemici, a cominciare da Fedez, anche lui rapper, preso di mira nel primo singolo “Il rap nel mio Paese” in risposta per le rime a una considerazione di Fedez sui gusti musicali di Mika durante una puntata di X Factor, fra cui proprio Fabri Fibra.

Fabri Fibra si è fatto un altro nemico quando in “Come Vasco” ironizza sul rocker di Zocca per i singoli che in radio non fanno mai fiasco, che riempie uno stadio e poi lo critica per gli alberghi di lusso, domenica nuoto in piscina, lunedì la barca, martedì l’auto, mercoledì la moto, in vacanza tutto l’anno; in “Squallor”, proprio come il nome del gruppo pop demenziale degli anni settanta, se la prende poi con le radio che lo hanno un po’ deluso.

Sono ventuno le canzoni dell’edizione in vendita su iTunes, e Fabri Fibra in “Playboy” (con Marracash) si scaglia anche contro la sua casa discografica Universal che ormai produce cani e porci, ma anche contro il nostro Paese che ha messo il sesso in un piedistallo e c’è chi dà la colpa al Vaticano e chi a Lino Banfi che in 120 film non è riuscito mai a inzupparlo.

Insomma una saga continua contro tutti, come nell’iniziale “Troie in Porsche”, parafrasando gli Squallor dell’album “Troia” del 1973, che scorrazzano tra coca, sesso e black jack, per arrivare alla conclusione, o in “Milano è un cesso” dove è soltanto una corsa al successo, tutti gareggiano, tutti danno il peggio in una mega parcheggio di troie in Porsche, o ancora in “Amnesia” contro chi considera che il disco lo vende, prende i soldi e scappa, o in “Rock that shit” (feat. Youssoupha) a difesa di chi ha iniziato a fare il rap quando ancora non era una moda, o in “Alieno” dove afferma che il il 99% della scena rap è finzione.

Fra gli altri titoli spiccano “Lamborghini / Rime sul beat”, “A volte” feat. Gel, “A casa”, “Pablo Escobar / Skit Squallor” feat. Lucariello, “E.U.R.O.” feat. Clementino, “Dexter” feat. Nitro e Salmo, “Non me ne frega un cazzo” feat. Gemitaiz e Madman, “Sento le sirene” e, infine, “Dio c’è”, “Trainspotting“ e “Voglio sapere” che sono le tre tracce disponibili solo su iTunes.

Fabrizio Tarducci, ovvero Fabri Fibra, 39 anni da Senigallia, ha annunciate, e sono già in prevendita, due date dal vivo di “Squallor tour” rispettivamente a Milano il 17 ottobre al Fabrique e il 24 ottobre a Roma all’Atlantico.
(Franco Gigante)

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