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“Music for peace” da Genova parte per Gaza con due ambulanze, medicinali e container di generi di prima necessità

Genova. Quando si arriva a Genova Sampierdarena, andando verso il porto, in via Balleydier 60, zona San Benigno, si incontra la famosa “zona elicoidale” con un edificio all’interno. È la sede di “Music for peace”, una onlus nata nel 1988 da un’idea di Stefano Rebora. Egli, infatti, che lavorava in discoteche e locali notturni, aveva iniziato a raccogliere alimentari per il Kosovo, organizzando eventi musicali in cui gli artisti si esibivano gratuitamente a favore della raccolta. Sensibilizzare le persone, anche nei luoghi classici del divertimento e del disimpegno, diffondere una cultura di pace e di fratellanza, era, dunque, apparso possibile. I generi di prima necessità, donati dai tanti che si erano sentiti coinvolti, erano stati poi consegnati direttamente alle famiglie bisognose in varie missioni in Bosnia, Kosovo, Afghanistan, Iraq, Abruzzo, Liguria alluvionata, ecc. Così fanno ancora oggi: ogni cosa offerta va direttamente a chi deve averla, perché tutti sappiamo che, se non c’è chi lo fa con grande attenzione e controllo, spesso, tutto quanto raccolto con tanto sforzo, viene abbandonato o sprecato.

Il progetto, negli anni, è cresciuto enormemente, così che il sito elicoidale, un tempo officina ma poi dismesso e inutilizzato per dieci anni, è stato recuperato come sede, completamente ripulito e ristrutturato con materiali di recupero che qualcuno buttava.

Al pianterreno c’è la divisione pacchi famiglia, ma anche la biblioteca e la cucina per le cene di autofinanziamento. Sopra, nei vari soppalchi (sempre rigorosamente costruiti con materiali di recupero), ci sono le medicine (arrivano ma poi sono da smistare, controllare le confezioni, le date di scadenza…, per questo infermieri e medici sono essenziali), prodotti per l’igiene della casa e della persona,  giocattoli, la sala conferenze…

Tra gli spazi del complesso spiccano due palchi per i concerti, perché ci si diverte impegnandosi per gli altri, donando qualcosa ma anche tempo di sé, come fanno i circa 50 volontari che sostengono Stefano nel suo impegno. C’è persino il campetto sportivo e una fantastica pittura murale.

Tra gli obiettivi del gruppo ci sono state diverse missioni a Gaza e anche ora stanno per partire per quella destinazione, con ambulanze e container, perché, come mi spiega Laura, una volontaria che collabora per alcune ore alla settimana insieme con la figlia adolescente, tutte le guerre sono brutte ma ai palestinesi è tolto soprattutto il diritto di vivere nella loro terra. Israele riduce continuamente il loro spazio, persino nel mare palestinese, dove gli sequestrano le barche e arrestano i pescatori! Nello stesso modo, i contadini non riescono a coltivare dato che i cecchini gli sparano addosso, come ben sappiamo perché Vittorio Arrigoni, morto a Gaza nel 2011, ce l’aveva documentato.

Durante l’anno scolastico, insegnanti di varie scuole di Genova ma anche da altre città liguri, accompagnano le loro classi ad ascoltare lezioni sui diritti umani e pure ad aiutare nella confezione dei pacchi per le famiglie.

I volontari, al sabato, si recano in vari supermercati dove raccolgono generi di prima necessità. Non tutto può essere adatto alle missioni all’estero e oggi c’è necessità anche in Italia. Quindi, Music for Peace aiuta direttamente anche 150 famiglie genovesi, con pacchi assemblati secondo le esigenze di ogni famiglia: pannolini per i bimbi o materiale scolastico, giochi, oltre a, naturalmente, alimentari e prodotti per la pulizia. L’elenco delle famiglie da sostenere è fornito dai servizi sociali. Per questo, Music for Peace raccoglie qualsiasi cosa: c’è sempre qualcuno da qualche parte che ne ha bisogno. Ad esempio, come raccontava Laura, Costa Crociere sostituisce spesso i materassi che, però, sono come nuovi e utilissimi! Così pure macchine da cucire, lettini: qui è combattuta anche la mostruosa cultura consumistica dello spreco e del buttare via che tanto danno e rifiuti porta alla nostra terra con molti sacrifici di vite umane delle quali neppure ci rendiamo conto.

Ogni anno, nei primi dieci giorni di giugno è festa grande: vari artisti si esibiscono e tutti possono entrare a sentirli gratuitamente. Ci sono stand di artigiani, ristoranti e specialità multietniche, laboratori, dibattiti, cineforum… Durante il festival dello scorso anno, sono state raccolte 40 tonnellate di aiuti umanitari.

Purtroppo, in Italia e nel mondo, un po’ per la crisi e molto per le guerre che si spargono ovunque, queste attività sono indispensabili. Abbandonare gli altri al proprio destino è la cultura di morte e di selezione razziale che abbiamo sempre perseguito e che speriamo le nuove generazioni vogliano cambiare.

Personaggi come Stefano, che sono eroi dei nostri tempi, devono essere aiutati, ognuno in quello che può, magari anche solo in una piccola cosa, proprio come ormai stanno facendo un po’ da tutta Italia.

Tutte le informazioni si possono trovare nel sito http://www.creatividellanottemusicforpeace.org/index.php oppure si può scrivere a info@creatividellanottemusicforpeace.org o ancora seguirli su Facebook, addirittura proprio durante la missione a Gaza che, come le precedenti, verrà raccontata e documentata quotidianamente.
(Renata Rusca Zargar)


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