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“La vanità dei pesci pulitori” è il nuovo romanzo noir edito dai Fratelli Frilli Editori. Autore è il genovese Matteo Monforte

Genova. Fratelli Frilli Editori, nota casa editrice genovese, ha edito nella collana SuperNoir Bross   un nuovo romanzo noir (pagine 208). S’intitola “La vanità dei pesci pulitori” ed autore è il genovese Matteo Monforte, che nella vita scrive per la tv e per il teatro.

Protagonista di questo suo romanzo noir è Martino Rebowsky, un trombettista grasso, pigro, sfacciato, irritante, ubriacone e misogino.

Ma andiamo con ordine. Vi è mai capitato di svegliarvi da soli, all’improvviso, nella camera di uno squallidissimo albergo ad ore, alle dieci del mattino, vestiti da prete, con la testa che vi esplode, una bottiglia di gin vuota per terra, segni evidenti di sniffate di cocaina sul comodino, un film porno in pausa nello schermo della piccola tv, alcuni preservativi aperti e non avere la minima idea del perché siate finiti lì?

Ecco, a Martino Rebowsky (trombettista grasso, pigro, sfacciato, irritante, ubriacone e misogino) sì.  Toccherà, quindi, a lui ricostruire, pezzo per pezzo, quella incredibile nottata di cui non ha il minimo ricordo; solo così potrà riuscire a scoprire che fine ha fatto Camilla, la ragazza che era con lui e della quale nessuno ha più tracce da dopo quella sera.

Come un grasso segugio, Rebowsky  – aiutato dalla sua amica Marilù, metropolitana eroina naif – si mette sulla pista che lo porterà a ricomporre quel surreale puzzle di cui si trova involontariamente tassello. Ed è così che tra musicisti paranoici, scorbutici gestori di locali notturni, ballerine di lap dance, preti dalla dubbia moralità, pusher marocchini, prostitute sudamericane, ricche signore annoiate della Genova “bene”,  artisti dal dubbio talento,  “incensiste” senza arte né parte, ubriaconi corrotti e poeti sgangherati, Martino arriverà a sbrogliare un’intricata matassa di equivoci e fatti strani, fino a quando un cadavere si intrometterà all’improvviso nell’indagine, cambiando tutte le carte in tavola.

Dicono del romanzo di Matteo Monforte:

“Martino Rebowsky è probabilmente uno dei personaggi più sconclusionati e irriverenti con cui ti può capitare di bere una vodka al bancone di un bar dei vicoli di Genova.” (Lorenzo Licalzi, scrittore)

“Questo romanzo è come un incontro fra Fabrizio De Andrè, Bukowski e il tenente Colombo al bancone di un bar. E’ l’ironica, disincantata ed imprevedibile ebbrezza della vita.” (Claudio Cabona, “Il Secolo XIX”).

Ricordiamo che ’autore Matteo Monforte (nella vita, come abbiamo detto sopra, scrive per la tv e per il teatro), nato nel 1976 a Genova, ha fra l’altro collaborato per dieci anni come autore con Zelig e scritto testi per alcuni tra i più importanti comici del panorama italiano (Maurizio Lastrico, Antonio Ornano, Beppe Braida, Teresa Mannino, i Turbolenti, Enzo Paci, Baz). Oltre a questo romanzo, ne ha pubblicati altri tre i cui titoli sono: “Come siamo caduti in basso, Oscar” (Chinaski edizioni), “La Genova male” (Chinaski edizioni), “Prendo la sciarpa e arrivo da te” (Grandi e associati)

Per informazioni e per richieste del volume rivolgersi a Fratelli Frilli Editori, Via Priaruggia, 33/r, 16148 Genova; e-mail: comunicazione@frillieditori.com – www.frillieditori.com – tel. 010.3071280 – cell. 366-3131664.

Nelle foto: la copertina del libro “La vanità dei pesci pulitori” e l’autore Matteo Monforte.
(Eugenio Bolia)



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