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“La storia della terribile onda di 40 secoli fa”. Interessante mostra da visitare nel Museo Archeologico di Paestum

Capaccio/Paestum. Un appuntamento imperdibile. Tutti possono visitare fino al 30 settembre 2012 (l’inaugurazione è avvenuta lo scorso 28 aprile), nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum, l’interessante mostra “La storia della terribile onda di 40 secoli fa”.

Abbiamo letto la notizia, redatta da Renzo De Simone, sull’interessantissima “ArcheoMedia” (rivista di Archeologia on – line), che tutti i nostri lettori potranno ricevere in abbonamento gratuito e nello stesso tempo far abbonare parenti ed amici interessati alla materia. Potranno sapere così tutto su convegni, incontri, manifestazioni, mostre ed altro ancora che si tengono in Italia ed all’estero.

Basta rivolgersi a redazione@archeomedia.net oppure club@archeomedia.net

Ma veniamo alla mostra  (costo del biglietto: 4,00 euro) che si può visitare dalle ore 9.00 alle ore 19.00.

Ma ecco quanto scritto da Renzo De Simone.

L’acqua. Spazio vitale, elemento propulsore in grado di creare. Ma anche di distruggere, attraverso catastrofi come alluvioni o maremoti. Filo rosso – anzi azzurro, è il caso di dire – delle iniziative promosse dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino e Benevento. Due per la precisione, una mostra che copre oltre 4.000 anni di storia del territorio salernitano e l’esposizione di un rarissimo cucciolo di dinosauro, l’ormai celebre “Ciro”. Ma andiamo per ordine. Cominciando con «Dopo lo tsunami Salerno antica», che, dopo il grande successo di pubblico e critica presso il complesso monumentale di Santa Sofia nel cuore del capoluogo sbarca adesso nelle sale del Museo Archeologico di Paestum.

Molto più di una semplice esposizione, è un affascinante viaggio nel tempo attraverso i millenni, un itinerario che ripercorre le tappe più significative della storia di Salerno e del suo territorio con l’intento di restituire al grande pubblico testimonianze archeologiche per lo più inedite. Un allestimento originale propone decine di manufatti che raccontano con taglio originale le trasformazioni urbanistiche dalla preistoria al medioevo, le complesse trame di rapporti tra comunità e spazi insediativi. Con un occhio di riguardo per le trasformazioni del territorio dovute a catastrofici eventi naturali quali eruzioni vulcaniche e maremoti. Tsunami appunto, elemento chiave e punto di partenza dell’esposizione. Una terribile onda anomala che oltre 40 secoli fa distrusse ma al tempo stesso sigillò sotto una spessa coltre di sabbia un villaggio dell’età del Bronzo, immortalando come in uno scatto fotografico gli interminabili attimi della tragedia.

Prima della lenta ripresa, testimoniata dallo sfarzo delle tombe venute alla luce in località Montevetrano, alle porte dei Picentini. Vasi, elementi architettonici e preziosi corredi funerari di matrice etrusco-sannitica – provenienti dall’area di Fratte – rappresentano una sorta di fase intermedia, prologo alla nascita della Salernum romana, ricca colonia latina pronta a trasformarsi, grazie proprio al mare, in quel miracoloso crocevia di razze, uomini e culture che le fonti dell’età di mezzo celebrano come lumen Europae. L’esposizione, aperta fino al 30 settembre, è arricchita da particolari visite guidate narranti, in grado di stimolare nei visitatori un’esperienza sensoriale ed un approccio più diretto ai materiali esposti.

L’acqua, in questo caso un’alluvione che ha seppellito e preservato il corpo per ben 110 milioni di anni, segna la storia anche di quel Scypionis Samniticus in mostra presso la Biblioteca della stessa Soprintendenza archeologica di Salerno. Ciro, questo il soprannome del piccolo dinosauro altro poco più di 20 centimetri, fu ritrovato nel 1980 a Pietraroja, provincia di Benevento. È un miracolo della paleontologia, una vera e propria star presso la comunità scientifica internazionale con il suo scheletro conservato perfettamente, gli organi interni e i tessuti molli pressoché integri.

Approfittiamo per ricordare ai nostri lettori che il Museo Archeologico Nazionale di Paestum è sorto nel 1952 all’interno della città antica. Inizialmente era costituito da un’unica sala, dall’aspetto architettonico esterno di scuola piacentiniana, costruita sulle dimensioni della struttura che riproduceva il primo Thesauros del santuario di Hera. Questo nucleo originario fu successivamente ampliato e furono predisposti nuovi ambienti, costruiti intorno ad un giardino interno e con vetrate aperte verso l’esterno. Il nuovo allestimento del museo documenta l’evoluzione e le trasformazioni della città, dalla fondazione della colonia greca tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C. fino all’istituzione della colonia latina, illustra le trasformazioni nell’organizzazione sociale e pubblica, i riti religiosi, gli aspetti della vita quotidiana, l’arte e l’artigianato. Una sezione introduttiva ricostruisce la storia della scoperta del sito archeologico, un’altra sezione è dedicata alla preistoria.

Per informazioni: Museo Archeologico Nazionale di Paestum – via Magna Graecia 919 – Capaccio (Sa).  Telefono: 0828.811023  – Fax: 0828.811023 -  E-mail: atmpaestum@yahoo.it

Nelle foto: Dopo lo tsunami; Immagine interno museo di Paestum
(N.B.)


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