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“La soluzione”, libro di Antonietta Benagiano presentato da Maria C. Pagliari

Massafra. Nei giorni scorsi, presso la Sala Green Bar, si è tenuto un ennesimo evento culturale, della II Edizione dei pomeriggi di intrattenimento letterario, musicale e di attualità “IMPROVVIsamente”, organizzati con successo dai giovani del Rotaract Club Massafra che, con i loro Continuano gli incontri della II Edizione dei pomeriggi d’intrattenimento letterario, musicale e di attualità “IMPROVVIsamente”. Questa volta hanno organizzato una serata con e con la presentazione di un libro coronata da un concerto di musica italiana d’autore. Concerto molto applaudito, tenuto da 
Angela Laterza (voce e percussioni) e Giuseppe D’Amati (chitarrista ormai noto a livello nazionale). Hanno eseguito diversi brani della recente storia della canzone d’autore.

Il successo ha arriso anche, e non poteva essere diversamente, all’autrice del libro, la prof.ssa Antonietta Benagiano, e alla brava relatrice prof. Maria Carmela Pagliari, docente di Lettere presso il Liceo “De Ruggieri”, che sono state il “perno” della serata.  La prof. Pagliari ha esordito rivolgendo un affettuoso saluto ai giovani del Rotaract, in particolare a coloro che si impegnano con sacrificio nella realizzazione di questi splendidi eventi culturali, non per trarne qualsiasi tipo di tornaconto, ma perché ci credono in maniera totalmente disinteressata, puntando su un unico guadagno: quello dell’arricchimento dell’anima. A loro è andata la profonda ammirazione sua, ma anche della prof. Antonietta Benagiano, della quale è stata presentata una delle sue perle letterarie.

Un loro grazie di cuore è andato a Maria Codazzo (presidente del Rotaract Club Massafra), ad Angela Laterza,  (creativa consigliera dello stesso club) ed a tutti i presenti.

La prof. Pagliari ha iniziato la sua relazione precisando che presentare un lavoro della prof.ssa Benagiano, la inorgogliva e la commuoveva particolarmente, non solo perché è sua amica, ma perché è veramente un “pozzo di sapienza”. Il libro presentato “La soluzione” (Wip Edizioni, Bari 2011), dramma in tre atti, è la quindicesima opera della poliedrica autrice che ha pubblicato raccolte di poesie, romanzi, saggi filosofici e letterari, sceneggiature teatrali. “Ma quello che la rende veramente speciale  (ha detto la relatrice) è la sua profonda umiltà, valore così raro oggi, periodo in cui purtroppo “…un Marcel diventa ogni villan che parteggiando viene”(Dante, Purg. VI canto).

Altra caratteristica della prof.ssa Benagiano (come è stato fatto rilevare) è la sua giovinezza (nonostante la sue età). L’autrice, infatti, sta bene con i giovani e i giovani stanno bene con Lei, come hanno dimostrato gli incontri  organizzati a scuola e come dimostra la sua assidua presenza a tutte le attività organizzate dai giovani.

Nel dipinto Metropolis,1916-17, il pittore espressionista tedesco George Grosz(1893-1959), si serve degli strumenti figurativi del Futurismo come il dinamismo, la simultaneità, la scomposizione e la geometria degli spazi, per esprimere messaggi attualissimi.  La sua metropoli moderna è la città dei consumi, del capitalismo sfrenato, del caos e del cinismo: è un inferno. Su una base color sangue, l’artista rappresenta lo scontro di umanità attraverso la convergenza di linee direzionali verso il centro. Ma anche sullo sfondo gli edifici sono affastellati, sovrapposti in una evidente simbologia di disordine morale. Nell’opera in primo piano gli uomini hanno volti mostruosi di rapaci o scheletri, le insegne pubblicitarie si sovrappongono alla facciata in modo irrealistico, a rendere esplicita l’invadenza dei messaggi consumistici. E’ proprio questa la città che ha distrutto se stessa, emblema della terra stessa distrutta per mano dei Sap di cui l’autrice parla nell’opera “La soluzione”. I sapientes, che poi tanto sapienti non sono stati, hanno annichilito tutto il bello che la natura, quella amica, quella originariamente in simbiosi e in sintonia con l’uomo, gli aveva donato. I Sap vivono ormai su una terra sconvolta, ridotta a discarica, dove gli animali estinti hanno lasciato il posto solo ad insetti. Le case sono cubi-bunker, gli esseri “umani” si cibano di medicine, estinte anche le piante. Ed è proprio in questo sconvolgente quadro tragico che l’autrice (come dice ancora la relatrice), immagina l’esistenza di un mondo alternativo, alieno, fatto dai Tek, che hanno abbandonato la terra, ritirandosi su piattaforme spaziali. I Tek sono il frutto esclusivamente razionale dei Sap, credono di poter ritrovare l’essenza dell’esistenza nella razionalità assoluta che esclude il sentimento da qualsiasi manifestazione, sono esseri derivati dai Sap, la loro evoluzione in senso deteriore, ed ora non sopportano la loro visione, li rinnegano, perché i Sap gli ricordano quelle che erano le loro origini, e vorrebbero annientarli per sempre. Li osservano dall’alto e li definiscono indegni.

Il dramma in tre atti di Antonietta Benagiano, “La soluzione”, è un libro che fa veramente meditare, e lo fa servendosi di un linguaggio semplice ma elegante e curato, che, pur contenendo riferimenti alla filosofia, all’antropologia e ad altro ancora, è comunque accessibile a tutti i lettori, in particolare ai giovani a cui si rivolge. “L’impostazione  dell’opera, che io reputo vincente e intrigante (ha detto la Pagliari), è data dall’utilizzo del linguaggio teatrale, tanto che un prestigioso critico come Bàrberi Squarotti,  la voce più alta della critica italiana, lo ha appunto definito “originalissimo come argomento, impostazione e linguaggio”.

La nuova realtà rappresentata è quella fatta di uomini tecnologici razionali e freddi, sordi ai sentimenti, al bello, all’arte, che diventano metafora della società moderna, industriale, volta alla bestialità produttiva, che tutto distrugge, inquina, materializza. La scrittura drammaturgica si apre con una paradossale riunione che chiama tutti i presidenti delle piattaforme spaziali a votare per la soluzione.  Le parole dei personaggi svolgono un ruolo determinante, offrendo spunti di riflessione sull’esistenza,  e toccano le tematiche più disparate. Noi spettatori (perché il dramma si presta perfettamente alla rappresentazione teatrale) siamo turbati, presto ci rendiamo conto che i dubbi vengono alimentati ma non sciolti, la verità è sospesa e moltiplicata. Ecco l’impostazione che la relatrice ha definito intrigante.

Il conflitto tipico fra bene e male,  tipico anche del dramma classico, all’inizio è innescato ma non risolto, e il pubblico si vede quasi privato della catarsi, ovvero di quell’occasione di purificazione e di liberazione dalle passioni in cui, secondo Aristotele, consisteva la funzione educativa del teatro. Questo perché La soluzione  è un  dramma moderno ed è quindi caratterizzato dall’impossibilità di dare soluzioni ai travagli dell’uomo, come ci ha insegnato Pirandello; il suo fine, piuttosto, è quello di portare allo scoperto l’urto tra verità e finzione.

Il rumore assordante della storia, il processo di logoramento della storia stessa, del suo oblio non prendono però il sopravvento e la fiducia, negli ideali traspare, proprio in quei dubbi che costituiscono l’anima vera dell’intero dramma. Lo sbandamento del cammino storico, l’immagine minacciosa di un’umanità degenerata sono aspetti inquietanti che fortunatamente  servono a far riflettere sul futuro del nostro pianeta, sul rispetto che dobbiamo portare ad esso, se vogliamo scongiurare le mostruosità che noi stessi stiamo generando, e questo è un bene. La stessa razionalità estrema che i Tek sbandierano continuamente è altrettanto continuamente velata appunto dal dubbio, da ciò che continua a  permanere nel cuore, nell’anima e che è indecifrabile, inalienabile, congenito. Come congenita e ineluttabile è la derivazione dei Tek dai Sap.

La tesi antipositivistica alle pretese verità oggettive dei Tek emerge alla fine e con questa la convinzione che la distinzione fra bene e male, come pure i valori di riferimento sia quelli collettivi sia quelli individuali  sono in realtà il prodotto di epoche storiche e quindi soggetti a continue variabili.  E’ vana una razionalità assoluta, l’uomo è fatto anche di palpiti, emozioni.

Come eroe moderno del dubbio, come Amleto, l’uomo oggi non può più affidarsi a valori univoci e saldi, ha un’attitudine alla riflessione, l’uomo-Tek  grazie a questa attitudine non porterà mai a compimento il suo progetto di vendetta, la soluzione.

Nel cielo su piattaforme spaziali un teatro di marionette rivela la sostanza fasulla di una volta celeste di questo tipo e trasforma la scena in un cielo copernicano dove crollano le certezze, si dissolvono i percorsi definiti della ragione, la terra non è più il centro dell’universo: il personaggio di Prot acquista le perplessità di Amleto.

Sicuramente nel relativismo moderno vanno inquadrati i protagonisti del dramma ma, nonostante la terra sia ridotta a un ammasso di macerie infestate da insetti e gli uomini siano fantasmi di se stessi, da quelle larve umane e da quei freddi robot tecnologici,  che sono diventati i Tek, trapela, traspare un anelito alla vita, un inno velato alla gioia, alla speranza e alla fiducia in un mondo che può ancora rinascere dalle sue stesse ceneri.

La relatrice Maria Carmela Pagliari ha concluso la sua applaudita relazione dicendo che “Si potrebbe pensare che “l’Essere che sempre è” ci aiuterà a rigenerare l’anima, ma anche che la tecnologia stessa potrà essere finalizzata alla rinascita. Questo ideale connubio, equilibrio di fede e ragione, permetterà di poter ancora provare la sensazione e l’emozione di “quelle  braccia che stringono un corpo caldo…”, permetterà la rinascita  di qualcosa di splendente e di ineffabile bellezza: un sorriso, “quel sorriso!…”

Grazie, Amica mia, per averci fatto dono della Tua profondità intellettiva, per aver solleticato la nostra curiosità culturale e avere offerto soprattutto ai giovani un’opportunità per pensare, quindi per essere, per avergli indicato la via del cogito, ergo sum nella realtà contemporanea spesso votata all’indifferenza” Un abbraccio ha unito relatrice ed autrice. Nella foto (da sx): l’avv. Maria Codazzo (presidente Rotaract Massafra), la consigliera Angela Laterza (laureanda in ingegneria con la passione per la musica e canto), la prof.ssa Antonietta Benagiano (autrice del volume presentato), il musicista Giuseppe D’Amati (autore, chitarrista) e  la prof.ssa Maria Carmela Pagliai (relatrice del volume).
(Nino Bellinvia)




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