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“La Sirena”, nuova opera (anche in versione inglese) che si aggiunge alle oltre venti opere edite della scrittrice massafrese Antonietta Benagiano

Di nuovo in primo piano la scrittrice, poetessa e saggista massafrese Antonietta Benagiano. Questa volta con “La Sirena” (edizione fuori Collana dell’istituto Italiano di Cultura di Napoli) a chiusura dello scorso 2018, il nuovo dono letterario di una scrittrice dallo stile personalissimo come annota il critico Luciano Nanni nel recensire una precedente sua opera, particolarità che nasce dalla fantasia, una qualità oggi non proprio comune, e inoltre da una capacità di scrittura che mostra l’estrema mobilità del linguaggio e il suo adattarsi non solo alle tematiche espresse, ma a una società in continuo movimento”.

La Benagiano, autrice, oltre che di numerosi saggi brevi pubblicati in riviste o presenti particolarmente nel sito Literary, di oltre venti opere edite (romanzi, saggi, drammi, sillogi poetiche e narrative), con “La sirena” (di cui viene offerta anche la versione inglese nella traduzione di Maria Stella Maniglia) sperimenta in forma nuova e originale il poemetto di classica memoria. Il libro, che nell’effigie della bimba in copertina annuncia la protagonista, si avvale della Prefazione del Direttore editoriale, l’illustre Prof. Roberto Pasanisi, poeta e critico di fama, oltre che psicologo clinico e docente in Atenei anche esteri; e inoltre della Nota critica del noto poeta, italianista e critico rumeno Geo Vasile.

Il Pasanisi, entusiasta già a prima lettura, così scriveva all’autrice: “Sono rimasto profondamente colpito dall’originalità della costruzione, dalla finezza delle intuizioni poetiche, dall’umanità del dettato emozionale”. E nella Prefazione, impreziosita da riferimenti dotti, pone in rilievo la “tessitura semantica non meno che fonica quale eliotiano ‘correlativo oggettivo’  della guerra, in prima istanza, ma – nel contempo e non secondariamente -, del mondo moderno e dei suoi smisurati orrori, ‘dicendo l’indicibile’ “. E si sofferma sulla “tenera fanciulla protagonista, dolcemente ibrida fra puer senex e puer aeternus”, sulla sua “educazione precoce”  che la porta all’adultità, sulla “ricchezza dei piani lungo i quali si snoda la vicenda” che trovano tutti la loro ragione nel piano poetico.

Geo Vasile, ponendo come incipit alcuni versi di Bertolt Brecht sulla guerra, incentra la sua analisi sulle terribili situazioni della seconda guerra mondiale, facendo rilevare l’impostazione drammatica dell’opera della Benagiano che definisce “poema manifesto”, senza trascurare, però, i “quadri… quasi leopardiani”, oltre a quelli che gli paiono “quasi firmati da Guttuso”.

E la traduttrice Maria Stella Maniglia, autrice anche di una recensione in inglese,   nell’annunciare all’Editore Pasanisi di aver aggiunto “La sirena” ai ‘social for readers Goodreads’ lo ringraziava ponendo in rilievo quanto l’opera della Benagiano possa “ad ogni attenta lettura, toccare le corde più profonde”. LA SIRENA è un poemetto sullo scorrere della vita a Taranto dall’attacco inglese alla Regia Marina dell’11 novembre del ’40 ai bombardamenti del ’43: una vita fra terrore e normalità, tra drammi ma anche dolcezze. Va letto con attenzione, così sottolinea il poeta e critico Roberto Pasanisi, come per tutte le opere della Benagiano augurava anche il compianto poeta Giorgio Barberi Squarotti, uno dei maggiori critici del Novecento.

Vogliamo ricordare le diverse opere letterarie pubblicate: “Appunti al tramonto” (1998, poesia, premessa dell’Autrice), “Neppure soffrendo” (2000, narrativa, saggio introduttivo di Pasquale Pantaleo, postfazione di Clementina Magliulo Podo), “Vento nelle mani” (2001, poesia, prefazione di Michele Alemanno), “Patér” (2001, narrativa, saggio introduttivo di Pasquale Pantaleo, Postfazione di Giuseppe MarioTufarulo), “Invano cerco” (2001, poesia, prefazione di Francesco D’Episcopo), “Dove il mirto…” (2002, prefazione di Maria Peruzzini), “È l’amor uno strano… “ (2003, saggistica, prefazione di Giuseppe Mario Tufarulo), “Fermare il tempo” (2003, narrativa, prefazione di Gaetana Rogato, postfazione di Roberto Pasanisi), “Nikolaj Stepanovic Gumilev acmeista romantico” (2004, saggistica, prefazione di Giuseppe Mario Tufarulo), “Nel Cosmo” (2005, teatro, premessa dell’Autrice), “Anormalità normale” (2007, narrativa, premessa dell’Autrice), “Poetiche sinapsi” (2008, poesia, prefazione di Roberto Pasanisi), “Focolari” (2009, narrativa, premessa dell’Autrice), “Simone Weil. Il dominio della Forza e la Libertà” (2010, saggistica, premessa dell’Autrice, nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti), “La soluzione” (2011, teatro, premessa dell’Autrice, nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti), “Quale patria ?” (20111, 20122, saggistica, premessa dell’Autrice, nota in quarta di Roberto Pasanisi), “Di quell’amor…“ (2012, poesia, premessa dell’Autrice, prefazione di Roberto Pasanisi, nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti), “Multa Paucis” (2013, poesia, premessa dell’Autrice, saggio introduttivo di Roberto Pasanisi, nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti), “Berlino-Roma e viceversa” (2014, narrativa, premessa dell’Autrice, nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti), “Il quaderno del fante” (2015, narrativa, nota di Roberto Pasanisi), “L’enigma in scena” (2017, saggio introduttivo di Roberto Pasanisi, nota in quarta di Giorgio Bárberi Squarotti).

Ricordiamo che suoi brevi saggi sono presenti nel sito Literary (alcuni stazionano ‘in evidenza’ alla homepage), in quotidiani e riviste letterarie e d’arte di confermato prestigio, insieme a tanto altro materiale, frutto della sua attività di critico, della partecipazione a eventi culturali, anche a Convegni e attività dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, il cui Comitato scientifico l’ha più volte dichiarata vincitrice del Premio Nuove Lettere. Lo stesso Istituto l’ha, tra l’altro, insignita nel 2008 del Premio alla Cultura e nel 2014 della onorificenza di Scrittore benemerito, inviando inoltre alla Biennale Internazionale di Poesia di Alessandria la poesia Mercato tratta dalla silloge “Multa paucis”. Di formazione classica non escludente l’amore per il sapere nella accezione più ampia, con un percorso scolastico e universitario alquanto ostacolato da problemi familiari (ma non privo di gratificazioni: tra l’altro l’illustre prof. Adriano Prandi, allora Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Bari, le proponeva di divenire sua assistente), già docente nei Licei (con l’entusiasmo di porre in atto il docere come ardore verso il sapere da inculcare nelle giovani menti insieme alla consapevolezza della nostra limitatezza a difesa da sciocco orgoglio, quindi propensione per l’altro nella sua diversità biologica e psico-intellettiva), ama sin dalla giovinezza esprimere anche attraverso la parola scritta il suo mondo meditativo e poetico, rinnegando topoi ritriti, sentimentalismi, banalità e sciatterie fatte passare per spontaneità. Complimenti.

Nelle foto: la copertina del libro “La Sirena” di Antonietta Benagiano (Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli;  la scrittrice Antonietta Benagiano.
(Eugenio Bolia)

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