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“Figli di nessuno” è il nuovo album di Fabrizio Moro dal 12 aprile

Milano. «Non amo etichettare le cose che faccio: ci sono una serie di generi e di influenze, come in ogni mio album. Mi piace definire questo lavoro con l’aggettivo “benedetto”: l’ho pensato in un momento in cui non avevo forse le energie fisiche necessarie, come se ci fosse stata una mano invisibile che mi metteva delle cose nella testa ed è stato complicato arrivare alla fine ma ho scritto delle cose fra le più belle degli ultimi anni».

Lo ha confessato Fabrizio Moro, parlando del suo nuovo album “Figli di nessuno”, in arrivo venerdì 12 aprile.

È un disco pop rap in cui affiora un po’ Rino Gaetano.

«Sì, ormai ce l’ho nel DNA – ha confidato – Frequentavo lo stesso quartiere di San Basilio a Roma, anch’io con genitori calabresi e respiravo la stessa aria. Vorrei raccontare un aneddoto. A Roma c’è un ristorante in via Mentana fin dagli anni settanta: una sera di dodici anni fa mi ci fermai per caso, era vuoto e mi sedetti a un tavolo al centro della sala e il proprietario, che non mi conosceva, disse che mi ero messo nello stesso posto dove si sedeva solitamente Rino Gaetano».

“Figli di nessuno” arriva a due anni di distanza da “Pace”: undici tracce in cui l’artista non abbandona il linguaggio schietto, diretto e senza filtri che lo contraddistingue, unito all’idea di riscatto e autodeterminazione.

«Lascio parlare quelli che non sanno – ha riflettuto – I giorni migliori arriveranno, come canto nella canzone “Figli di nessuno” che dà il titolo all’album. È una rivalsa e ho sempre avuto la forza di continuare a scrivere perché accadesse qualcosa di più grande e di migliore».

In “Filo d’erba” guarda al futuro.

«È dedicata a mio figlio Libero di 10 anni – ha rivelato – L’ho scritta in un momento di errori fatti nella vita e guardo la sua fragilità: il futuro lo vedo roseo perché sono ottimista di natura. Dopo la separazione dalla mia compagna ho vissuto la sofferenza di mio figlio: è il brano più ispirato di tutto il disco».

Musicalmente l’album spazia dal rock di “Quasi” sulle illusioni.

«Sono le illusioni di tutte quelle volte che mancava un centimetro alla meta, sia a livello personale che artistico – ha precisato – E grazie a queste illusioni mi fortifico ma se ottieni tutto e subito, non hai modo di poterti redimere».

Nel singolo “Ho bisogno di credere” riaffiora la fede.

«Non intesa soltanto come quella in Dio ma in tutto quello in cui puoi credere – ha spiegato – La fede nell’amore, nelle persone, nei progetti, mi ha sempre salvato, perché ci ho creduto».

L’artista ha una filosofia tutta sua della vita, come affiora nel brano “Arresto cardiaco”.

«L’ho scritto per esorcizzare la paura di ammalarmi – ha sostenuto – Sono ipocondriaco da sempre e descrivo la situazione nella canzone: alla fine la verità è che la vita la devi prender come viene per prevenire un infarto. In “Come te” faccio una descrizione perfetta dell’amore, cos’è, è una cosa molto complicata ma può essere descritto con delle cose più semplici, come un interruttore, una luce che si accende e si spegne, un mazzo di chiavi».

Fabrizio Moro ha poi detto la sua sul mondo politico italiano di oggi.

«La politica oggi è come la lasciai quando ero piccolo: non siamo cresciuti – ha affermato – Sono deluso perché nel corso del tempo non è cambiato nulla e me ne sono disinnamorato, anche se ognuno di noi deve cercare di ripulire questo Paese, cominciando dal giardino di casa sua: dipende solo da noi».

Fabrizio Moro incontrerà i fan con un instore tour: il 12 aprile a Roma (Discoteca Laziale in Via Mamiani 62, ore 18:00), il 13 a Bari (La Feltrinelli alla Mongolfiera Santa Caterina, ore 18:00), il 14 a Milano (Mondadori Megastore in Piazza Duomo 1, ore 18:00), il 16 a Salerno (Maximall di Pontecagnano Faiano, ore 18:00), il 17 a Napoli (La Feltrinelli della Stazione Centrale, ore 18:00), il 18 a Catania (Etnapolis di Belpasso, ore 18:00), il 19 a Palermo (La Torre in Viale Michelangelo, ore 18:00), il 23 a Bologna (Music Store & More in Via Oberdan 24F, ore 18:00), il 24 a Gorizia (Tiare Shopping Center di Villesse, ore 18:00), il 27 a Torino (Mondadori Bookstore in Via Monte di Pietà ang. Via Roma, ore 18:00), il 28 a Limbiate (Carrefour, ore 18:00), il 2 maggio a Taranto (Mondadori Bookstore in De Cesare 35, ore 18:00), il 3 a Foggia (Gargano di Monte Sant’Angelo, ore 18:00), il 4 a Latina (La Feltrinelli in Via Diaz 10, ore 18:00), l’8 a Firenze (La Feltrinelli RED in Piazza Della Repubblica 26, ore 18:00), il 9 a Padova (Piazzagrande” di Piove di Sacco, ore 18:00).

A ottobre Fabrizio Moro dà appuntamento ‘live’ nei palasport, il 12 al Pal’Art Hotel di Acireale, il 18 e 19 al Palazzo dello Sport di Roma e il 26 al Mediolanum Forum di Milano.

«Saranno concerti molto potenti, grandi, con tutti gli aggettivi possibili, luminosi – ha accennato – Non vedo l’ora che arrivano perché ogni volta che pubblico un disco nuovo voglio andare a sonarlo dal vivo in due ore e mezzo di spettacolo, percorrendo anche tutti i miei brani più importanti».

Sul palco, insieme a Fabrizio Moro, ci saranno Claudio ‘Junior’ Bielli (pianoforte, tastiere e programmazioni), Roberto Maccaroni (chitarra e cori), Danilo Molinari (chitarra), Alessandro Inolti (batteria) e Andrea Ra (basso e cori).
(Franco Gigante)

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