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“Comunque… Emozioni. Racconti di fatti, pensieri e sentimenti”. Raccolta poetica del giornalista tarantino Riccardo Catacchio

Taranto. “Comunque… Emozioni. Racconti di fatti, pensieri e sentimenti” è il titolo della stupenda raccolta poetica del giornalista professionista tarantino Riccardo Catacchio. Raccolta stampata nel mese di dicembre 2015 presso Stampasud di Mottola per conto di Scorpione Editrice di Taranto che si apre con un’appassionata dedica dell’autore alla moglie Maria Pia (“A Mary, amore guida e sostegno di una splendida avventura lunga una vita. Con Lei ho saputo lottare, con Lei ho potuto sognare”).

Nel libro “…Racconti di attimi del tempo uniti a flash di immagini e ricordi; frammenti, riflessioni, preghiere, confessioni di stati d’animo intensi e di tutte quelle commozioni che si possono solo raccontare  in forma di poesia o diario poetico”. Lo dice nella sua presentazione la giornalista Josè Minervini (ha fra l’altro collaborato al “Corriere del Giorno di Puglia e Basilicata” di cui Riccardo Catacchio è stato per direttore per diversi anni) che ora proprio del Giornalista scrive con la simpatia mai disgiunta dal rispetto, che il professionista e il gentiluomo dell’informazione senz’altro meritano per la coerenza di vita e per la qualità e l’onestà degli scritti, tra i quali: “Intervista con l’acciaio” e “L’uva nera nella sabbia”.

Dopo la presentazione della Minervini, segue una nota dello stesso autore (le sue prime poesie furono inserite nel 1952 nell’antologia “Poeti della Zagara”) che ha inviato una sua poesia a Papa Francesco, con dedica e deferenza, precisando che non osava definirla poesia. “Quelli che coraggiosamente pubblico sono solo dei momenti. Che, se li senti, sono la musicalità dei sentimenti. Con il loro ritmo e le loro vibrazioni. Sono suoni. Sono semplicemente emozioni che la vita offre”.

Sono 46 (quarantasei) le poesie che si leggono e si rileggono con piacere. Liberi dai moduli metrici, i versi (lo ripetiamo), sono riflessioni, racconti di pensieri, che, svelando la nobiltà intellettuale dell’autore e la sua acuta sensibilità d’animo, suscitano emozioni. Il Poeta, microcosmo, immerso in un mondo macrocosmo, parla con la lingua del cuore, un linguaggio semplice, fatto di frasi musicali e suggestive, permeate di spiritualismo, con cui egli esprime l’amore per la moglie, la tenerezza per i figli, l’attenzione per la sua terra, lo stupore per la bellezza della natura, l’invito alla fratellanza, al rispetto dell’altro. Osservando profondamente persone e cose che lo circondano, Catacchio ci comunica la sua visione del mondo, consapevole che “la vita è così, un sogno fuggente” fatto di gioie e dolori, di precarietà e che (citando il poeta provenzale del 1200 Jaufré Rudel), “la cosa immortale è l’amore”, sia esso umano che divino, la cui forza ci aiuta a proseguire il nostro cammino terreno.

La copertina riporta un’immagine dell’opera di Nicola Andreace “Suonatore di chitarra” (tecnica mista, del 1964). Seguono, nell’interno, dello stesso artista: “La lettera” (carboncino del 1966), “La caduta” (inchiostro su carboncino del 1963), “Ricordo Testimoniale” (tecnica mista su cartoncino del 1966).

In ultima di copertina un breve curriculum dell’autore che è stato edotto in cultura professionale giornalistica alla Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università di Urbino (1955-1959), ha svolto intensa attività pubblicistica con note letterarie, racconti e critiche d’arte, ed è stato corrispondente di noti quotidiani e riviste. Nel 1961 l’ingresso al “Corriere del Giorno di Puglia e Basilicata”, del quale è stato anche direttore responsabile per parecchi anni.

Terminiamo con i versi della poesia “Se ami”, scritta nel novembre 2015.

Se ami il Cielo/ ringrazia il Signore/ perché ti fa veder le stelle./ E tu le puoi interrogare. / Se ami le stelle,/ ringrazia il Signore/ perché ti fanno sognare./ Se ami il sole,/ ringrazia il Signore/ perché ti scalda il cuore./ C’è gente che ancora oggi/ non ne ha neppure un dito/ per vivere fortunato come te./ Se ami il Signore,/ comprendi e perdona/ chi ti fa del male/ (anche se hai la prima pietra/ non scagliarla mai)./ Se t’incanta la luna,/ ringrazia il Signore,/perché dà luce al tuo cuore/ e t’insegna ad amare./ Ti ringrazio, Signore,/ perché mi hai reso fortunato,/ dandomi un cuore capace di amare.

Nella foto la copertina del libro con l’opera “Suonatore di chitarra” di Nicola Andreace.
(Nino Bellinvia)


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